“LA STORIA CHE VOLEVAMO” di Marion Seals

1 Dic, 2022

Recensione di

Care Peccatrici,
vi porto con me tra le pagine di “LA STORIA CHE VOLEVAMO”, romanzo di Marion Seals edito da Hope Edizioni uscito nel 2019: una storia che mi ha catturata, stregata, folgorata tanto da ritenerla una delle mie immancabili coperte di Linus. Forse una storia che parte come tante altre, ma è LA storia che non sapevo di aver bisogno dir leggere.
I clichè non mancano: un aggressivo e arrogante wide receiver della squadra di football con la fame di arrivare in fretta in NFL e una nerd timida, emarginata con il sogno di diventare paleontologa.
Perfetto: ora resettate tutto e venite con me a conoscere davvero questa storia e questi protagonisti che su di me hanno prodotto una vera e propria ossessione.
Gregory “Ego” Madden è decisamente EGOista, EGOcentrico, EGOriferito, EGOtico, oltre che manipolatore e accentratore: si prende ciò che vuole e non fa assolutamente nulla per dimostrare il contrario. Il passato è stato un maestro severo con lui, ma gli ha insegnato a sopravvivere.
Dawn Riddle è semplicemente “magica”: una presenza trasparente, impalpabile e silenziosa cui la vita ha tolto tutto, ma non l’ha resa né rabbiosa, né vendicativa e non ne ha inquinato l’anima.
Frequentano la stessa università, non si sono mai incrociati, ma Ego ormai ha trovato il biglietto da visita per la NFL e niente lo potrà fermare.
E sarà proprio Dawn il suo lasciapassare.
L’incantesimo di questo libro non è il leitmotiv “gli opposti si attraggono”, il lupo cattivo e l’agnello sacrificale: no no, questi sono due universi che non si sarebbero mai dovuti incontrati e non hanno nessuna possibilità di diventare paralleli.
Ego, pur avvicinandosi intimamente a lei, ci mette tutto sè stesso perché non si esca dai suoi confini mentali: resterà barricato sulle proprie convinzioni e obiettivi, respingendo ostinatamente ciò che per lui è inaccettabile.
In tutto questo, Dawn non è una spettatrice passiva e nemmeno una sciocca: quando si muove non fa rumore, non ha artigli affilati, ma col suo candore inconsapevole accarezza le corde nascoste di Ego non snaturandosi mai. 
Lui non concepisce neanche la parola “fiducia” e lei è già stata tradita troppe volte: la differenza, però, è che una è in grado di dare una chance e di vedere oltre, l’altro è talmente cieco e cinico da rifiutarla catEGOricamente. 
Marion Seals ha preso un’idea “banale”, l’ha spogliata e poi rivestita, l’ha disarmata per poi riarmarla, dando a tutte le 425 pagine un’impronta di gran carattere.
Non ha intaccato la figura di Ego, cui ha concesso un’evoluzione molto spigolosa seppur negazionista e non l’ha fatto neanche con Dawn, mantenendola esattamente quella che è.
La Fatina non aveva bisogno di migliorare o aprire gli occhi, era già perfetta così.
Eppure ha impresso un ritmo che ha scosso le mie onde sonore attraverso dialoghi talmente puntuali e efficaci che ormai li ho imparati a memoria ed è inutile negarlo: ho perso il conto delle volte in cui l’ho letto.
E lo rileggerò ancora e ancora. 
A voi Peccatrici, auguro una buona lettura e l’avvertenza è d’obbligo: non tramutatela in ossessione. Io ne so qualcosa.
Moira

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: La storia che volevamo
Autrice/Autore: Marion Seals
Editore: Hope Edizioni
Data di Uscita: 20/09/2019
Autoconclusivo
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 425

Trama

“Io avevo un unico obiettivo: giocare a football. Ero grosso e cattivo, veloce e coordinato, intelligente e determinato. Ecco perché risultavo un vincente, perché non permettevo a niente e a nessuno di ostacolarmi.”

La cosa che Gregory “Ego” Madden desidera di più nella vita è vincere il campionato con i California Bears, diventare il più famoso wide receiver della storia e riscattare un passato da emarginato.

Il suo innato talento potrebbe garantirgli un futuro di successo e denaro, se solo fosse capace di controllare la rabbia che lo divora.

***

“Io ero strana, non sapevo socializzare, ma ero brava in ciò che facevo, io non ero spazzatura, lo avevo dimostrato a loro e a me stessa, soprattutto. Il fatto che non lo urlassi al mondo, che non lo esprimessi con rabbia e aggressività, non significava che fosse meno vero.”

La cosa che Dawn Riddle desidera di più nella vita è laurearsi e poi specializzarsi in Paleontologia.

Ha sempre preferito la compagnia dei libri a quella dei suoi coetanei e ha potuto frequentare l’università solo grazie a una borsa di studio.

Nella sua vita, segnata dal dolore e dalle rinunce, non c’è spazio per niente altro.

Solo tra le braccia del buio, la luce risplende.

Questa è la storia del loro incontro.