Bentornate in Oklahoma Peccatrici,
pronte a tornare al Julep Ranch ancora una volta? Sellate Capitan Mutanda (non guardate me, è il nome del
cavallo di Lorne), cavalcate con me e andiamo a vedere che succede con l’ultimo protagonista di questa
serie.
Lorne Cassidy, il fratello di Conor, torna a casa dopo 8 anni: non è più il ragazzo del ranch, è profondamente cambiato come solo gli anni duri possono forgiare e plasmare un uomo.
Si sente totalmente fuori posto, fatica a recuperare i ritmi normali, è in difficoltà nel ricucire i rapporti con
la sorella e coi suoi fratelli – non di sangue, ma comunque tali – Jake e Jarret. E cova vendetta. Una
profonda, viscerale vendetta contro chi gli ha tolto tutto, soprattutto la libertà e gli anni che non
recupererà mai. Lorne è arido, spietato, a tratti insensibile, avvicinarsi a lui mette disagio.
Al ranch c’è un’ospite inattesa e indesiderata, ferita fisicamente ed emotivamente: Raina, la bellissima e
giovane nativa americana: Lorne la scruta, la esamina, ma decide di tenerla al sicuro perché anche Raina ha la stessa sete di vendetta verso l’uomo che le ha distrutto la vita.
Lei non è, però, la bambolina fragile e ingenua: Raina conosce la “vita”, ha saputo rimanere a galla, ma la
sua testa e il suo cuore sono rimasti incontaminati e porta con sé il fascino tramandato dai suoi antenati
Cherokee.
Il nostro cowboy le insegnerà a difendersi e a sparare per fare di lei il suo braccio armato. Fintanto che il loro nemico sarà a piede libero, questi ragazzi non avranno mai pace.
Vivere sotto lo stesso tetto implica complicazioni, specie perché Lorne non tocca una donna da 8 anni e
Raina forse di uomini ne ha visti troppi, ma è d’altronde l’unico sistema che conosce sia per sdebitarsi sia
per alleviare le sue pene. Ma a Lorne non basta il sesso, vuole tutto.
Sciogliendo Raina dalle sue catene invisibili scioglierà anche il suo cuore perché lui quando ama, ama profondamente. Al Julep Ranch la passione divampa perché non la puoi arrestare, inutile mettere paletti che
verranno subito abbattuti, fatica sprecata alzare difese che saranno rase al suolo. L’unica cosa da fare è
arrendersi e lasciarsi travolgere. Lorne e Raina si “sentono” e questo basta e avanza.
“Lorne…” La sua supplica è affannosa, strozzata. “Fermati” “Questo è inarrestabile.” Noi siamo
inarrestabili.” Sta cercando di essere indifferente. Probabilmente sta dicendo a sé stessa di non
permettere che un uomo sappia quanto potere ha su di lei in quella posizione. Vorrebbe lasciarsi andare e
sentirmi, ma ha il terrore di precipitare.”
La strada verso la vendetta, però, deve fare il suo corso: la resa dei conti è vicina, ma qualcosa va storto e allora si devono rimescolare le carte e riconsiderare i piani.
GLI STIVALI chiude questa serie di uomini e donne combattivi, energici, sfrontati, sempre diretti e senza
ambiguità che si giocano il tutto per tutto, sia nella vita che in amore: per questo ho apprezzato molto i 3
volumi, concreti, inquadrati, un piacere da leggere.
Con la parte spicy l’autrice si è divertita e si vede, ma ha fatto divertire anche me e spero anche voi: ma chi
non lo sogna un cowboy tutto d’un pezzo che ci ama con ogni fibra del suo essere? Vi dirò anche che io – specie nei panni di Maybe – mi ci sarei trovata bene, ma è un parere personale ��
Il filo conduttore della serie resta l’intrigo intorno al Ranch, complicato ma accessibile, violento all’inizio –
ma io lo considero plausibile – per poi ramificarsi e allargarsi, ma comunque trama più che sostenibile. E
quando c’è un po’ di sangue in giro non vi nego che sorrido perversamente, ma non lo definirei mai del
genere “dark” più marcato.
Sicuramente continuerò a leggere i libri di Pam Godwin, ha uno stile ruvido e morbido allo stesso tempo, i
suoi protagonisti sono limpidi e non farraginosi, vedremo che altre sorprese ci riserverà!
Come dite? Ah sì, potete portare i cavalli nella stalla, darvi una ripulita, smettere i panni delle cowgirls
peccaminose e lasciare il ranch: ci rivedremo per una nuova avventura da qualche altra parte del mondo!
Vi aspetto alla prossima lettura.
Moira


