“Ha tessuto la trama senza sfilacciare e tralasciare nulla, specialmente nei dialoghi che sono una parte determinante, almeno per me, e accendendo le luci anche su uno sfavillante personaggio secondario a cui, chissà, verrà data una chance in futuro. (tratto dalla mia recensione di Cinder’s Flame)”
Ben ritrovate a Edimburgo care Peccatrici,
oserei dire che fui “profetica” perché “THE COUNTESS” di Paola Gianinetto finalmente pone i riflettori proprio su di lei: Yvonne Carter, Contessa di Melville, la camaleontica vedova nera la cui presenza già Cinder’s Flame prometteva scintille e l’aspettativa era alta. Altissima.
Milady, dopo la dipartita del marito, è una donna bellissima e libertina del Gotha britannico, accolta con deferenza nei salotti buoni quanto nei letti degli uomini: cinica, sprezzante, vanesia, si gode la SUA vita incurante di conformarsi al resto del mondo. Si è fatta una promessa anni fa e non è mai venuta meno a quel giuramento. Un’agognata indipendenza che difende con le unghie e con i denti, detenendo lo scettro saldo in mano e non intenzionata a cederlo per niente e nessuno al mondo. Lei è così, prendere o lasciare.
“Se fossi lì, Milady, ti sbatterei contro il muro e ti scopxxxx così forte da farti dimenticare tutte le volte che hai usato il sesso per sentirti potente”
Ce la vedreste quella modaiola con le Louboutin dietro le sbarre? Rinunciare al lusso, ai privilegi e alla libertà? Eppure ci sono compromessi a cui bisogna scendere, chinare la schiena ma senza abbassare la testa e Adrian Myers lo imparerà a sue spese.
Uno degli uomini più ricchi del pianeta le offre un’alternativa, un accordo che potrebbe soddisfare entrambi, ma un conto è comprare una leonessa e un altro convincerla a saltare nel cerchio.
Questo magnetico personaggio maschile non usa la frusta, né la coercizione per addomesticare una donna così sfacciatamente orgogliosa della maschera che indossa e che rivendica a gran voce la sua totale appartenenza a se stessa. Non fa leva sul potere e autoritarismo per ammansirla, fa molto di più marciando sullo stesso terreno ma con un’arma che Yvonne non possiede e contro la quale è disarmata.
“Adrian Myers è passione e controllo, durezza e indulgenza, dominio e tenerezza. È mille uomini in uno.”
THE COUNTESS è un romanzo pieno che ha interamente saziato la mia fame: mi ha offerto una protagonista femminile controcorrente, padrona indiscussa delle sue scelte, schietta, decisa, che fa sempre un passo avanti e mai uno indietro, ma che non perde né la femminilità né il suo amor proprio. Nasconde accuratamente ciò che cerca di non disperdere e che tiene chiuso a chiave in luoghi inaccessibili dove però anche un cactus può germogliare e fiorire.
Paola Gianinetto mi ha presentato un uomo completo, solido che vede ben oltre un paio di gambe, una stola di visone e un trucco che cela la vera indole di una persona: un uomo di certo non immune al fascino di questa mantide inafferrabile, ma che di farsi divorare non ne ha la minima intenzione. Lui non vuole contenerla, placarla, domarla, ma ridarle ciò a cui lei tiene di più.
Avevo avuto modo di scoprire questa autrice proprio con il libro precedente ed era stata una novità convincente, ma non avrei forse scommesso su un eventuale bis; appunto, se lo avessi fatto a quest’ora avrei i miliardi di Myers. THE COUNTESS non disattende le premesse, tutt’altro, tiene “botta” dal prologo all’epilogo mantenendosi su livelli alti, incalzanti, vivaci e appaganti sotto tutti i punti di vista.
E mi ha regalato una storia immersiva e riflessiva dipingendola su una tela con colori cangianti e caricandola di rosso passione, ridefinendo con sapienti pennellate gli spazi, le tonalità e sagomando profondamente soggetti che non scorderò facilmente: ne viene fuori un’opera d’arte che andrebbe esposta al MoMA, per esempio.
M. – “Ieri ho finito The Countess”
F. – “Com’è?”
M. – “Lo adoro…ho quasi rischiato di emozionarmi”
F. – “dopo questa sono morta”
E per chi mi conosce – come F. – sa che non capita così spesso.
Buona lettura. Moira


