Recensione Doppia IL TATUATORE MATTO di J. M. Darhower

8 Nov, 2024

Recensione di

In collaborazione con la Hope Edizioni e l’autrice J.M. Darhower

Ben ritrovate Peccatrici,
quando è arrivata la proposta della Hope Edizioni, io e Fly abbiamo aderito all’unisono: “IL TATUATORE MATTO” dell’autrice americana J.M. Darhower, ha un titolo invitante e la sinossi rivela molto meno di ciò che c’è racchiuso in questo romanzo.
Si può essere artisti in mille modi e non importa se non ti chiami Pablo Picasso o Vincent Van Gogh, ma Reece Hatfield e lavori in uno studio di tatuaggi nei bassifondi di Manhattan; è comunque arte e lui è un professionista serio, anche se ha perso da tempo la vera ispirazione. Realizza sulla pelle dei clienti ciò che chiedono e ha sempre un disperato bisogno di soldi per far quadrare i conti; un fallito che vive in un quartiere degradato, ogni giorno è uguale a quello prima, un ritmo monotono spezzato da una situazione complicata che però gli scalda il cuore e gli dà la forza di stringere i denti.
Una notte ha scordato il suo nome, una notte di inchiostro illegale ha mandato a puxxane le sue aspirazioni: ora sono più i giorni grigi in cui io non si riconosce e accompagna lo scorrere del tempo in modo ordinario e modesto, pagando la sua onta seppellendo il suo talento visionario.
L’incontro con Avery Moore è fulmineo: lei è una ballerina classica pronta ad entrare nell’Olimpo della danza, pelle immacolata e movenze sinuose e non è certo in cerca di un tatuatore squattrinato con cui passare la notte. È genuina e cristallina, viene dai quartieri alti eppure non ha né la puzza sotto al naso, né abiti griffati e di sicuro non è il senso della trasgressione a guidarla. Semplicemente i due si piacciono e li accomuna l’amore per le arti che permette loro di intendersi e di parlare la stessa lingua. Sia a letto che seduti al bancone di un bar.
Avery è un libro aperto e cerca di spogliare Reece dalle sue compressioni, ma lui ha una vita problematica da cui prende ciò che gli viene offerto, sembra non avere più fame di niente e un gap sociale sfavorevole.
“IL TATUATORE MATTO” è il romanzo che non ti aspetti: scacciati via i luoghi comuni che vogliono il protagonista bello e dannato o ricco e potente con tutte le donne ai piedi, troviamo invece un uomo tormentato e oppresso da manette invisibili che imbrigliano le mani e la creatività. Un uomo a tratti semplice e a tratti ingarbugliato, con accanto una donna capace di comprenderne i tempi facendo il percorso insieme a lui, sbagliando anche insieme a lui.
J.M. Darhower riesce a caratterizzare benissimo ciò che accade all’interno degli studi di tattoo e di come operano questi professionisti, che non dimentichiamolo, sono veri e propri artisti: a volte adattatisi per fare cassa, a volte come veicolo di una forma espressiva, e a volte come unica alternativa rimasta. L’autrice riesce anche ad uscire da quelle salette sterilizzate immergendosi in contesti più intimistici, non perdendo il filo narrativo neanche per un secondo. Dà un senso profondo alla figura di Reece con quel suo modo disincantato e malinconico di approcciarsi alla vita, più realistico che cinico, con un pregiudizio tatuato addosso e un nome riconoscibile di cui vorrebbe disfarsi ma che comunque lo identifica. Il fulcro del libro è lui, ruba l’intera scena dall’inizio alla fine e, come direbbe Il Cappellaio Matto, “è impossibile solo se pensi che lo sia”.
Buona lettura Peccatrici.

Alla prossima.

Moira


Ringrazio Silvia Trezzi, tatuatrice di “Many Many Tattoo” di Busto Arsizio (VA) per avermi concesso la sua immagine nella card e autrice dei più bei lavori sulla mia pelle.

Buongiorno Peccatrici,
vi siete mai chieste cosa ne pensano i tatuatori dei clienti? Reece Hatfield non ci lascerà con il fiato sospeso nell’incertezza, ce lo dice e ribadisce in continuazione nel libro di J.M. Darhower: “Il Tatuatore Matto”.
Un uomo che vive la sua vita come un fallimento, si è dovuto ricostruire, ciò che ha sono attimi di cui non si gode nulla, come un pulviscolo che cade in continuazione ma non è mai notato. Reece ha fatto alcuni errori nella vita che lo hanno devastato, ma vi è un unico errore di cui non si è mai pentito per cui accetta tutto lo schifo che lo circonda.
Avery Moore è una ragazza che pare avere tutto, vive per la danza, ci si dedica da quando ne ha memoria, ama l’arte in ogni sua sfumatura e lo ha capito quando adolescente ha guardato un murale comparso illegalmente sulla facciata della scuola di danza della sua famiglia.
Per quanto segua in modo composto la routine di una studentessa della Juilliard School, si sente persa, ha un vuoto che non sa come o con chi colmare.
L’incontro di queste due anime è quasi un sussurro, uno sguardo quasi impercettibile ma che entra nel profondo di entrambi senza quasi accorgersene.
Mi è piaciuto leggere questa storia, mi ha fatto ridere per alcuni modi di Reece, le sue battute sottili mi sono garbate molto e alcune situazioni sono addirittura divertenti.
Detto questo, Peccatrici, sono certa che questa storia vi piacerà, fa capire che le apparenze molte volte ci confondono, che i libri li compriamo spesso per la copertina, ma che non sempre ci soffermiamo sulla trama, figuriamoci sulla storia. Quindi carissime, l’autrice ci invita a non farci sviare dai pregiudizi nella vita di ogni giorno e che un uomo pieno di tatuaggi non ha scritto in fronte delinquente a prescindere, allora detto ciò, vi auguro buon viaggio   ❤️
La vostra Fly

SCHEDA TECNICA

Titolo: Il tatuatore matto
Autore: J.M. Darhower
Autoconclusivo
Genere: Romance Contemporaneo
Data di uscita:  04 ottobre 2024
Traduzione: Daniela Rossetti
Editing: Veronica Morelli
Cover: Angelice Graphics

TRAMA
Reece Hatfield vive seguendo un’unica regola: non innamorarsi.
Nella sua vita non c’è spazio per un’altra persona né per una storia romantica, dato che è a malapena in grado di gestire la situazione così com’è.
Reece è solo l’ombra dell’uomo che era un tempo e passa le sue giornate a tatuare, anche se l’artista che è in lui vorrebbe avere la possibilità di fare qualcosa di molto diverso.

Avery Moore vive per una cosa soltanto: la danza.
La danza classica è tutto ciò che ha sempre conosciuto ed è tutto ciò per cui ha lavorato senza sosta.
Il corpo di Avery è la sua arte, una tela vivente che affascina Reece sin dal loro primo incontro e… lui desidera lasciare il suo segno su quel corpo, in più di un modo.

Entrambi vivono in mondi diversi, eppure si adattano l’uno all’altra.
Ma basta un attimo affinché tutto si trasformi in caos e Reece non vuole più rischiare, non quando in gioco c’è molto più del suo cuore.

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Scheda Tecnica

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