
La nostra Moira insieme alla Boss inaugurano il nuovo anno alla grande! E con chi se non con Kyra e la sua nuova opera d’arte…

-Recensione di Moira-
Buona ripresa Peccatrici,
il mio anno “libroso” si apre in concomitanza con “SOULSONG OF US” di Kyra Synd in uscita proprio oggi e ci offre un nuovo ideogramma della sua duttilità con un Music Romance standalone tutt’altro che all’acqua di rose. Ma non avrebbe la sua firma altrimenti.
Se avete buona memoria e avete letto altri libri della Synd, il nome Midcrime dovrebbe solleticarvi le sinapsi: stavolta mette da parte le moto, i proiettili, le ambientazioni estreme per lasciar esplodere le onde sonore del gothic metal che tanto le appartiene. E in “SOULSONG OF US” verrete impregnate da un’atmosfera a tratti malinconica, cupa, quasi decadente eppure romantica e salvifica a suo modo.
La voce dei Midcrime non può che essere femminile e ha il canto difonico, angelico e potente di Nika, così bella, sfacciata e disinibita; un’anima rotta, trafitta da mille spilli e rovi il cui stesso look e stile di vita la schermano da ogni perturbazione, ma che la condannano ad un’esistenza solitaria e cinica anche in mezzo alla folla. Si è cosparsa di amianto e toccarla può essere nocivo e corrosivo per chi le sta accanto: imprigionata in una ragnatela che la paralizza, i suoi movimenti fuori tempo e disarticolati lasciano spazio a urla soffocate che le impediscono di aprirsi un varco verso la speranza e le seconde possibilità.
I riff della chitarra lenti e oppressivi della band sono affidati a Black, tenebroso e cauto quando serve, capace di captare ogni vibrazione della sua cantante, di scuoterla e restare in attesa e con un’innata attitudine all’ascolto e alla comprensione.
Compone i testi e modula le note sospese tra vita e morte con un’unica musa ispiratrice: lei, a cui avvicinarsi intimamente pare impossibile, starle distante snervante e infattibile. Black vede la musica nel suo futuro e non c’è musica senza Nika che per lui sono la stessa cosa: smuovono le sue corde più profonde, scandiscono i ritmi del cuore svuotando e riempiendo i polmoni in un groove laconico ed energico.
Entrambi votati alla musica, veicolo univoco nel quale le loro oscillazioni emozionali si riconoscono, si identificano, si disciolgono: un’intesa sostenuta da accordi, strumenti, simmetrie empatiche e anestetici silenzi.
Kyra ritorna sulla scena del delitto portando un romanzo precedente su un nuovo palco: forte di un’esperienza autoriale coltivata nel tempo, saccheggia e riveste quel “Nika – la schiavitù del silenzio” su cui va a incidere un ritmo sincopato creando un’infusione tra la voce femminile e quella maschile, appoggia il diaframma dando intensità e stabilità alla narrazione, espande quel growl capace di ruggire prepotentemente e di abbracciare sonorità più melodiose, regalandoci una hit indelebile come “SOULSONG OF US”.
Questo non è il tipico Music Romance che ci si aspetta: le note stridono, le sonorità inghiottono e vomitano disperazione e resilienza, le distorsione dell’anima sprofondano nella magia delle gabbie tetre e risalgono nello scintillìo del metallo, ma è la musica che spinge Kyra a scrivere sul pentagramma questo ennesimo romanzo imperdibile.
Buona lettura, ci vediamo alla prossima.
Moira
-Recensione di Thammy-
Cosa poter aggiungere alle parole di Moira, niente…
Kyra è la mia “costante”, il mio porto sicuro, perché la sua penna ha poteri magici, sa farti arrivare tutto, vivi ogni cosa, palpiti con i protagonisti, soffri e gioisci con loro.
E non hai scampo! Perché non puoi sottrarti dal suo potere trascinante.
Anche in questa storia, seppur diversa dal solito, ha saputo creare una “chimica” fatta di note, passione, dolore e… amore.
Lei è una ragazza segnata, distrutta dal passato e cerca di ricostruirsi diventando Nika.
Nika è stronza, fredda, non prova sentimenti e non permette a nessuno di avvicinarla, ha un’unica ragione di vita: la musica e solo attraverso quella la sua anima riesce a trovare voce.
Ma non ha fatto i conti con un certo chitarrista.
Black, l’unico che riesce a penetrare quella corazza così spessa, l’unico che riesce a “parlare” alla sua anima tormentata con un unico linguaggio: la musica.
Lui che farà di tutto per amarla, per proteggerla.
Ma ci riuscirà? Saprà far ritornare a galla la sua vera anima?
E se poi il passato tornasse?
Ok basta, non dico altro, per gli amanti del rock, del metal, delle storie forti, tormentate, potenti, non perdete tempo e andate a leggerlo!
Un baciotto e alla prossima recensione.
La vostra Thammy.

