Tornano Debby e Francy che continuano il loro viaggio alla scoperta dei retelling di alcune opere di Shakespeare, cosa ne penseranno degli intrighi e dei giochi di potere ?
Curiose di scoprirlo? Seguitele allora!
-Recensione di Debby-
Ben trovate Peccatrici,
continua il mio viaggio in compagnia di Francy alla scoperta dei retelling di alcune opere di Shakespeare.
Oggi affrontiamo Macbeth di Jennifer P, a cui faccio i miei complimenti per il coraggio di essersi cimentata in un compito per niente facile.
Conoscete la tragedia in questione? Bè, io sono andata a leggermi il riassunto per capire a cosa andavo incontro, mi piace essere preparata e così sono riuscita ad apprezzare maggiormente il lavoraccio che c’è dietro a questa ardua impresa. Ovviamente, che ve lo dico a fare: nella tragedia del grande Shakespeare muoiono tutti 😅
Presi dai loro intrighi, dalle menzogne, dalla sete di potere, i personaggi non guardano in faccia nessuno e uccidono anche chi gli ha dimostrato lealtà e amicizia per una vita. Persone spesso contorte che seguono solo quello che l’occhio vede senza soffermarsi ad ascoltare la ragione o il cuore.
Tutto questo è stato egregiamente trasportato ai giorni nostri, mantenendo la linea dell’originale, non tralasciando i punti essenziali, ma soprattutto rendendolo credibile e reale.
Un intreccio complesso che si è però sciolto mano mano che andavo avanti con la lettura, rispondendo alle mille domande che mi ero posta. Muore qualcuno? Metaforicamente parlando sì, ma non si fa male nessuno.
E ovviamente, come in tutti i romance, trionfa l’amore, alla faccia di Shakespeare e delle sue morti di massa 😂.
Nell’opera prima vi è la presenza di tre streghe che affiancano Macbeth, qui non potevano esserci, altrimenti sarebbe stato un fantasy.
La Picciariello ha avuto la brillante idea di trasformarle in influencer e di chiamarle con il nome delle tre streghe della famosa serie TV: Prue, Piper, Phoebe, richiamando così nell’immaginario collettivo la loro originale figura. Vi ho fatto solo un esempio di come con fantasia, impegno e studio, questa autrice è riuscita nell’impresa di portare Shakespeare a noi, in una versione meno tragica e più realistica.
Cosa aspettate? Andate a ripassare e dopo immergetevi negli intrighi e nei complotti di Macbeth.
Io proseguo il mio viaggio a caccia di emozioni, alla prossima lettura 😘
Debby
-Recensione di Francy-
Buongiorno, peccatrici!
Come state?
Avete passato un buon fine settimana?
Lo so che non siete abituate a leggere mie recensioni così frequenti, ma che volete farci? Questo 2025 è iniziato con il botto, e prima che la mia pigrizia torni a intorpidire tutte le mie sinapsi, voglio parlarvi di un’avventura che ho intrapreso con Debby.
Parlo di Macbeth di Jennifer P e che si inserisce come primo volume all’interno della The Broken Throne series.
Ammetto che ho iniziato con Debby perché incuriosita da queste coraggiosissime autrici che rivisitano in chiave romance tragedie ambientate secoli addietro. Perché, sì, un conto è rivistare dei romanzi in chiave moderna, un altro è farlo con delle tragedie.
A loro il mio plauso, soprattutto per il grande lavoro che c’è dietro.
Detto ciò, veniamo a noi, mie belle peccatrici!
Jennifer ci porta nel mondo di Macbeth e Cora, la sua Lady. Un mondo fatto di tante ombre quante luci, anzi, forse più le prime delle seconde. Cora è una donna tutta d’un pezzo, rigida, che conosce i suoi limiti come donna e come madre, e che cerca di aggiustare il tiro restando però sempre ferma nella propria posizione.
Macbeth invece è un uomo che cerca disperatamente di affermare le sue convinzioni, discolpandosi da accuse fasulle, e cercando di trovare il capo della matassa. La sua assoluta determinazione nel dimostrare che di tutti i capi a lui imputati, nessuno, o quasi, è vero è una cosa che ho apprezzato moltissimo. Così come la capacità di Cora di aprirsi a nuove possibilità.
Peccatrici, in oltre 500 pagine ne succede di cotte di crude. Jennifer P. non si è risparmiata in inventiva. Ammetto che in alcuni momenti mi sono sentita frastornata, ma alla fine, ogni emozione è una tacca da segnare alla cintura: sempre.
Vi aspetto alla prossima tragedia.
Un bacio,
Francy
Ringraziamo l’autrice per le copie digitali gentilmente concesse.

