Ben ritrovate Peccatrici,
l’avventura in cui mi ha condotto Sophie Simonitti con il suo “SOULMATES”, è diversa da quelle a cui mi aveva abituata; i suoi Golden boy mi fanno sognare e sospirare, ma stavolta abbiamo un bad boy e una storia intrisa di sofferenza.
Una sofferenza che ti entra dentro, la senti sotto pelle e diventi un tutt’uno con Astrid, la protagonista di oggi. Lei di una bellezza quasi eterea, che non è un vanto ma solo un difetto, tutti accecati dall’esteriorità e nessuno disposto a guardare oltre. Lei è estremamente sola, con uno stato di inadeguatezza appiccicato addosso, un’anima ferita, un cuore a pezzi e nei suoi stupendi occhi grigi il vuoto e il dolore, un dolore che neanche le persone a lei vicine si sono sforzate di capire, ma che anzi, l’hanno obbligata a dimenticare.
Ma come si fa a dimenticare una ferita che ti porti dentro e che ogni giorno sanguina ancora?
Harvard rappresenta per lei un nuovo inizio e la possibilità di lasciarsi il passato alle spalle, ma ahimè, non ha fatto i conti con la presenza di Eros, che del campus ne è quasi il re incontrastato.
Lui che sul polso ha tatuato la parola “vendetta” e che ad ogni costo è disposto a portare a termine. Proprio lei, la bellissima Astrid, è la fonte della sua rabbia e del suo odio che ogni giorno pulsa nelle sue vene: ormai nella sua mente c’è solo la sua disfatta, la vuole disintegrare, annientare, per pareggiare un conto in sospeso.
Ma due anime che soffrono si riconoscono e i contorni dell’odio cominciano a sfocare: e se a Eros fosse sfuggito qualcosa? Perché Astrid è così diversa da come l’aveva immaginata? Un’anima in pena può essere cattiva?
Queste e tante altre domande vi porrete leggendo questo retelling di “Amore e Psiche”.
Ma tranquille, ogni nodo verrà al pettine e finalmente potrete ricominciare a respirare come Astrid.
Un retelling ben fatto e originale, ma soprattutto una bellissima storia in cui vengono trattati argomenti pesanti, ma con garbo. Sentirete, ve lo posso assicurare, ogni emozione, ogni dolore, ogni sofferenza e vi arriveranno e vi entreranno dentro, fino a liberarvi da tutto.
Per l’ennesima volta Sophie non mi ha delusa, anzi ha saputo dimostrare di poter uscire dalla sua comfort zone stupendamente.
È arrivato il momento di lasciare andare anche questa storia, vi consiglio di andare in biblioteca, magari al piano rialzato, e di sfogliare qualche libro, chissà che non troviate anche voi fra le pagine qualche messaggio scritto che vi porti luce e speranza.
Il mio Uber mi aspetta per portarmi verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio Sophie per la copia di cui mi ha gentilmente omaggiato




