Buongiorno care Peccatrici,
come vi avevo anticipato, ritorno al Penitenziario più dissoluto, nefando e soffocante degli Stati Uniti con “JOYLESS”, il secondo volume della “Alabaster Penitentiary Series” di Nyla K e Virgibooks Edizioni; vi trascinerò in una relazione poliamorosa very dirty dagli scenari e dai contenuti molto più contorti di ciò che ci si potrebbe aspettare.
E stavolta le telecamere sono tutte puntate sugli agenti carcerari ed è attraverso le loro azioni, i loro pensieri e i loro scheletri nell’armadio che prende corpo una trama spregiudicata e anticonformista tra elementi dalle personalità vigorose e eccezionalmente marcate. Prima fra tutte quella di Velle, il capo delle guardie, il secondo in comando dentro questa buia prigione.
Questo Ufficiale così duro, spietato e autocratico, tiene tutti in pugno, detenuti e colleghi: il controllo che esercita è governato da una ferrea disciplina autoimposta e tra le lenzuola non fa eccezioni: è sempre lui che domina e scandisce i ritmi, anche nella promiscuità e nelle depravazioni che lo incalzano.
La sua anima affine è l’agente Joy Jameson, metà irlandese e metà coreana, l’unica donna presente al penitenziario: forte, tagliente, amica fedele, è seducente come poche e conosce tutte – o quasi – le deviazioni fisiche e cerebrali del possente Ufficiale. Ed è lei la parte più stupefacente in questo triangolo: disinibita ai massimi livelli, una mente cristallizzata e ferma sulle proprie certezze e nessun segno di esitazione, è femmina perversa e fantasiosa, arguta nel cogliere anche i più piccoli segnali. Segnali che pare sfuggano al suo superiore in presenza di Rook, l’ultimo arrivato tra le fila dei secondini.
Rook è genuino e solare come la terra da cui proviene: la sua apertura mentale gli permette di mettersi in discussione senza troppe fisime, di esplorare con curiosità il proprio orientamento e di cercare di decriptare l’attrazione fotonica che lo spinge verso Velle, trovando proprio in Joy una complice e un’alleata perfetta.
La trincea di Velle è fatta di cemento armato, la pace, l’appagamento interiore mera utopia e le sue frontiere sono inaccessibili; lui non è solo complicato, è un labirinto di segreti inconfessabili e non può permettersi il lusso e la debolezza di cedere. Joy lo tiene in piedi, Rook rischia di farlo cadere, lui maledice il modo in cui è costretto a vivere.
“JOYLESS” supera le aspettative scaturite dai vincoli anticonvenzionali e dai deja vu, avendo un impatto anomalo sulle ipotetiche fantasie e congetture legate a un MMF: Nyla K. si diverte a mascherare alfa e omega, dominazione e sottomissione, controllo e abbandono, privazioni e concessioni con una trama viziosa e carnale, rendendola pertinente alle identità spontanee e nascoste dei protagonisti. Non c’è eccessività, ma funzionalità in ciò che leggerete: il sesso è un richiamo istintivo, naturale e vissuto a pieno regime, specie se si hanno i nomi di Velle, Joy e Rook.
L’autrice scende nelle sabbie mobili per attivare connessioni deleterie e tossiche in un circuito deragliante a cui dà delle spinte poderose e squarci di luce accogliente: delinea le scie di barche alla deriva per poi traghettarle fino al porto più sicuro, dove forse niente è conforme alla morale, ma di certo è giusto per chi a quel porto ci è arrivato sano e salvo.
La Alabaster Penitentiary Series è composta da volumi autoconclusivi, ma interconnessi tra loro: è quindi un filo logico continuo dove ad ogni step si dipanano i nodi, ma se ne avvolgono degli altri e ormai io ci sono dentro fino al collo. Mi aspetta il terzo volume: “BRAINWASHED” con il protagonista che strepitavo di leggere.
Buona lettura e ci vediamo alla prossima.
Moira

