Oggi Debby e Francy vi portano nel mondo di Shakespeare con Othello di Manuela Ricci. Ingranate la marcia…si parte!
– Debby –
Bentornate Peccatrici,
pronte a seguire me e la mia compagna di avventure shakespeariane Lady Francy?
Questa volta la nostra strada l’abbiamo percorsa a tutta velocità, ebbene sì, siamo salite su delle monoposto e abbiamo gareggiato nei circuiti di formula 1 di tutto il mondo: il brivido e l’adrenalina ci hanno tenute vive in questo breve romanzo. Manuela Ricci ci conduce nelle spire del tradimento e della gelosia del suo “OTHELLO”, omonimo della tragedia fra le più celeberrime dell’illustre Shakespeare.
E voi, avete fatto i compiti? Vi siete preparate per affrontare questa nuova lettura?
Se avete ripassato, saprete senz’altro che Othello è innamorato perso di Desdemona, ha un amico fidato, Cassio, e un antagonista, Iago, subdolo e diabolico che conquistando la sua fiducia, agisce invece alle sue spalle facendoli credere che la sua amata lo tradisca col suo amico. Solo dopo che, accecato dalla gelosia, uccide Desdemona, viene a sapere dell’inganno e quindi dell’innocenza di quest’ultima.
Nella versione contemporanea di Manuela si svolge tutto sui circuiti di Formula 1, dove Iago è il pilota compagno di scuderia, Cassio il suo manager e Desdemona una giornalista con cui ha una relazione. È uno sport romance a tutti gli effetti, dove si respira e si vive l’adrenalina della corsa e dove è presente una padronanza del linguaggio e delle basi di questo sport.
La scrittura è fluida e permette di leggerlo velocemente, ma purtroppo ad un certo punto diventa frettoloso, distaccandosi dai tormenti dell’originale. La gelosia, quel mostro verde, non l’ho avvertita come mi sarei aspettata, è più sfiducia e dubbio verso il prossimo, tradimento verso la sua persona più che tradimento passionale. Iago che è quasi protagonista nella tragedia, qui diventa quasi marginale e il suo accanimento subdolo nei confronti di Othello manca. È comunque realistico anche se a me è sembrato un po’ sfocato.
Però apprezzo tantissimo l’onestà dell’autrice che ammette di non aver avuto tempo di dedicarcisi come avrebbe voluto per problemi personali. A lei faccio i miei complimenti per aver avuto l’audacia e il coraggio di questa idea, per essere riuscita a coinvolgere altre autrici in tutto questo, e soprattutto per non aver abbandonato la nave nonostante la tempesta.
Ora aspettando il prossimo protagonista, un bel giro in Lamborghini non me lo leva nessuno, Francy sali a bordo che ti porto verso un’altra avventura a caccia di emozioni 🏎️
Alla prossima lettura 😘
Debby
– Francy-
Buongiorno Peccatrici,
Oggi sono qui a parlarvi di Othello di Manuela Ricci, secondo romanzo dedicato alla serie Shakespeare, The Broken Throne.
Per me un’altra prima volta.
Le corse automobilistiche si sa, sono un po’ come la vita.
Parti con la marcia ingranata e il piede pronto a giocare con l’acceleratore.
Sei lì, concentrato, che aspetti quella luce verde che segnerà l’inizio di un qualcosa che speri sia magnifico e per il quale farai di tutto. Affronti ogni curva con precisione, scali la marcia quando è troppo, e la ingrani quando invece senti che c’è bisogno di spingere, di andare.
Poi, dal nulla, arriva qualche goccia di pioggia. Una…due…tre…un temporale.
La macchina va per le sue, ti obbliga a un pit stop, a un cambio gomme, perché la gara che tu avevi programmato è stata stravolta, e anche tu devi stravolgere tutto se vuoi arrivare alla bandiera a scacchi. Anche le scelte fatte in precedenza.
Continuerà a piovere? Smetterà? Gli altri piloti? Cambieranno?
Non c’è tempo e tu devi scegliere: gomme da pioggia.
Entri ai box e tre secondi dopo ne sei fuori e pensi che adesso puoi spingere, puoi ancora riorganizzare la gara.
Da solo? No, con il tuo team.
Fate delle scelte dettate dall’adrenalina, dalla fretta, ma anche con l’esperienza e le competenze acquisite.
E poi? Poi speri, ti impegni e vada come vada, se hai fatto del tuo meglio non avrai niente di cui pentirti.
Othello era una gara ben progettata. Triggherante al massimo e con tutte le curve al posto giusto. Poi è arrivata la pioggia, e ha cambiato tutto.
Dovevano essere fatte scelte diverse? Forse sì, forse no.
Potevano essere fatte scelte diverse?
Magari, no. Non possiamo saperlo.
Ma anche se si va fuori pista e non ci si piazza come avremmo voluto, alla fine se ci si è davvero provato con tutto quello che abbiamo, se abbiamo dato tutto quello che potevamo e se abbiamo preso le decisioni che eravamo sicure fossero le migliori, non possiamo pentirci di nulla.
La pista non è facile, ma neanche la vita.
Alla prossima, Peccatrici.
Un bacio,
Francy.
Ringraziamo le autrici per le copie gentilmente concesse




