Buongiorno Peccatrici,
Voglio iniziare la mia recensione con le parole di Vera: <Come si possono scordare gli eventi, i proclami, i prodromi che hanno preceduto questa catastrofe?
Mi sono posta la domanda mille volte e poi è subentrata la solita saggia voce che mi ha ripetuto che la storia è circolare, si replica in cicli e il momento in cui si replica è quando non esiste più una memoria, una voce che possa tramandare ciò che è stato. Le guerre esistono perché la gente dimentica. IO NON DIMENTICO>
Spero di dare merito a questo libro con le mie parole perché è una storia della nostra memoria, ma purtroppo anche del nostro presente.
Graham e Adelaide, ufficiale inglese lui e una giovane intraprendente, testarda, italiana lei: siamo nel 1940 agli albori della seconda guerra mondiale e Inghilterra ed Italia sono su fronti opposti.
Il loro primo incontro su una nave con destinazione Egitto. Lei vi è salita da sola, contro il volere della famiglia, per “fuggire” a ciò che in Italia si sta diffondendo e raggiungere gli zii in Egitto.
Vi immaginate negli anni ’40 quanto dovesse essere sovversivo e scandaloso prendere una nave a ventun anni non accompagnata?
Da questo iniziamo a capire il carattere battagliero di Adelaide, ma Peccatrici è pur sempre una ragazza e i tempi innescano la paura, basta un soldato tedesco troppo insistente, una Camicia Nera troppo interessata.
Graham era un diplomatico prima del conflitto e ora le sue capacità vengono sfruttate per missioni segrete. A trentadue anni ha visto molto, ma ama ciò che fa e a parte la sua famiglia di origine in Inghilterra, non ha nessuno.
Nessuna donna lo ha mai coinvolto più che in un avventura e nel suo lavoro, in fondo, è meglio così.
Quella nave, quell’incontro, quegli occhi cambieranno due vite: le loro, ma anche quelle di molti altri e non vi sarà modo di tornare indietro.
Peccatrici, come ve lo spiego quanto è coinvolgente questo romanzo? Mi sono ritrovata in missione a schivare i colpi dei nemici, a correre a perdifiato nei boschi, a sentire sulla pelle il terrore del cambiamento, della perdita.
Ma ho anche amato, di un amore che non dovrebbe esistere, che va oltre il convenzionale, oltre il ragionevole.
Ho ammirato l’Egitto, Giza, le sue piramidi, il colore di quella terra e lo stupore che può suscitare il deserto, le oasi; sono stata nei mercati avvolta dalle stoffe morbide e setose. Tutto di questo romanzo è passato attraverso la mia pelle e mi ha travolto.
Perché questa è la capacità di Vera, ti entra sottopelle con storie – come dico sempre – normali e anche in questo caso potrebbero essere i vostri nonni, i miei, vecchie storie di paese raccontate e tramandate.
Peccatrici, vi auguro di perdervi in questo amore, dove il futuro non è certo e bisogna agguantare il qui e ora, sapendo che diventerà ricordo e conforto.
Per me so che diventerà come un caro amico, quello che ti tiene compagnia nei momenti difficili o in quelli in cui vuoi solo condividere una tazza di thè e una piacevole conversazione.
Fate buon viaggio ❤️
La vostra Fly

