Ed eccomi di nuovo Peccatrici
a farmi ammaliare dalla penna di Rina Kent e il suo “EMPIRE OF SIN”, secondo volume autoconclusivo della serie “Empire”.
Vi porterò nuovamente in una torbida storia, tenetevi strette per mano e stringetele più forte per non perdere la presa quando cominceranno a sudare, e quando sentirete le gambe tremare e avvertirete un brivido che attraverserà tutta la vostra schiena dalla prima all’ultima vertebra, non preoccupatevi… è solo l’effetto che percepirete entrando nel “Rinaverse”.
Immaginate una cerbiatta che vive nei boschi scappando e nascondendosi fra buche e cespugli per sfuggire ai vari predatori e quando finalmente, fra mille difficoltà, diventa grande abbastanza e consapevole di poter affrontare la vita al di fuori di quel bosco, scappa per cercare un posto dove vivere in libertà. Quando pensa di esserci riuscita, ahimè, viene braccata da un lupo coi denti affilati che vede in lei un succulento pasto. Ma più di tutto, a lui piace la sensazione perverversa che prova nel vedere la paura nei suoi occhi e ne diventa ossessionato. La assapora a piccoli morsi perché non vuole che questa goduria e questo sapore che ha invaso i suoi sensi, finisca troppo presto.
E la cerbiatta che fa? Oh, lei stranamente si fida del lupo, non lo teme come gli altri predatori che le danno la caccia. Ne è ammaliata, soggiogata, quasi dipendente.
<Quindi un rapporto malato> direte voi.
Credetemi è tutt’altro: perverso sicuramente, ma tanto, tanto intrigante e non mi aspettavo niente di diverso dalla penna conturbante di Rina Kent.
Due anime succubi delle loro ombre che li perseguitano e li soffocano, ma che quando stanno insieme, danno sfogo alla loro oscurità, liberandosene e tentando di spezzare le catene che li tengono ancorati ad un passato doloroso.
Ma si può sfuggire al passato o prima o poi verrà a chiederne il conto?
Questa è la storia di Anastasia e Knox, che celano tanti segreti, che fuggiranno, si nasconderanno da loro stessi e poi combatteranno insieme una battaglia che sembra persa in partenza e credetemi li amerete come ho fatto io.
La penna di quest’autrice ti prende e ti avvinghia come un’edera sul tronco di un albero, non riesci a liberartene, è infestante, ma l’effetto è stupendo; una visione d’insieme che ti leva il respiro e il bello è che non ne hai mai abbastanza, ci sono sempre nuovi personaggi che si intrecciano ai protagonisti, che hanno un potere ammaliante e che ti chiamano, invitandoti a raggiungerli per conoscere la loro storia. E come si fa a resistere ad un richiamo del genere? Non si può e basta!
Per questo, stavolta, non mi sposto e la nuova avventura la vivo proprio qui in questo studio associato di avvocati che ha ancora tanto da raccontare. Eccomi Daniel, sto venendo da te.
Alla prossima lettura 
Debby
Ringrazio la CE per la copia gentilmente concessa

