Peccatrici, la vedete quella mazza e quel puck laggiù? Mi ci fiondo, non perché amo l’hockey, non ne capisco una mazza, appunto
, ma mi piace questa categoria di giocatori dalla testa calda…chi come me?
Seguitemi allora (Moira tu no!
).
Kelsey Rae ci porta nuovamente nella squadra della LAU, con “DON‘T LET ME GO”, secondo volume di questa serie. E secondo voi poteva mancare un BFS? Parlo difficile oggi
in italiano “sorella del migliore amico”.
Un classico dei cliché: cresciuti insieme e poi ad un certo punto ci si accorge che qualcosa è cambiato, ma non si osa andare oltre perché la sorella dell’amico non si tocca. Solo che qui abbiamo degli elementi originali che fanno la differenza con gli altri.
Blakely comincia l’università nello stesso campus del fratello Colt e del suo amico Theo e la sua vita diventa impossibile, non perché è Colt a controllarla ma bensì Theo in nome dell’amico, solo che diventa esagerato e fuori controllo. Appena qualcuno le si avvicina, comincia a fumare dal naso e dalle orecchie e la situazione peggiora quando lei ottiene il posto di tirocinante fisioterapista per la squadra di hockey: lì rischia l’implosione a furia di incenerire con lo sguardo tutti i compagni di squadra che ci provano con lei.
Lei è innamorata di lui da una vita, ma non ha mai manifestato questo interesse; è sempre stata trattata come un’amica e niente di più, hanno giocato insieme perché Blakely è cresciuta con tre fratelli ed era un maschiaccio fino al suo 15esimo compleanno in cui ha indossato, per la prima volta, un vestitino e tutto è cambiato. In peggio ovviamente
Poi arriva il college, la squadra, il tirocinio e una scommessa, e si sa quando ci sono quelle di mezzo, non va mai a finire bene e tutto inesorabilmente precipita.
Una storia molto carina e simpatica, che è sì frutto di luoghi comuni, ma resa originale dalle dinamiche fra i due protagonisti. Mi sono divertita all’inizio con Theo e i suoi atteggiamenti assurdi, uno che non sa, ma sa cosa vuole: una contraddizione vivente a cui serviva solo l’ultima scintilla per fare detonare l’ordigno che aveva dentro. E poi abbiamo Blake che vorrebbe e non vorrebbe, anche lei molto centrata
ma che ha bisogno di sapere che vale e che potrebbe essere la prima scelta di qualcuno.
Leggendo questo secondo capitolo della serie ne vedrete delle belle, respirerete tanto amore e vi farete circondare dall’amicizia: quella presente sia nei momenti di gioia che in quelli bui e imparerete che una relazione è fatta anche di comunicazione e di strade da percorrere tenendosi per mano.
Direi che siamo pronte per andare ad assistere ad una bella partita di hockey e dopo scivolerò verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura
DebbyRingrazio la CE per la copia gentilmente concessa
, ma mi piace questa categoria di giocatori dalla testa calda…chi come me?Seguitemi allora (Moira tu no!
).Kelsey Rae ci porta nuovamente nella squadra della LAU, con “DON‘T LET ME GO”, secondo volume di questa serie. E secondo voi poteva mancare un BFS? Parlo difficile oggi
in italiano “sorella del migliore amico”.Un classico dei cliché: cresciuti insieme e poi ad un certo punto ci si accorge che qualcosa è cambiato, ma non si osa andare oltre perché la sorella dell’amico non si tocca. Solo che qui abbiamo degli elementi originali che fanno la differenza con gli altri.
Blakely comincia l’università nello stesso campus del fratello Colt e del suo amico Theo e la sua vita diventa impossibile, non perché è Colt a controllarla ma bensì Theo in nome dell’amico, solo che diventa esagerato e fuori controllo. Appena qualcuno le si avvicina, comincia a fumare dal naso e dalle orecchie e la situazione peggiora quando lei ottiene il posto di tirocinante fisioterapista per la squadra di hockey: lì rischia l’implosione a furia di incenerire con lo sguardo tutti i compagni di squadra che ci provano con lei.
Lei è innamorata di lui da una vita, ma non ha mai manifestato questo interesse; è sempre stata trattata come un’amica e niente di più, hanno giocato insieme perché Blakely è cresciuta con tre fratelli ed era un maschiaccio fino al suo 15esimo compleanno in cui ha indossato, per la prima volta, un vestitino e tutto è cambiato. In peggio ovviamente

Poi arriva il college, la squadra, il tirocinio e una scommessa, e si sa quando ci sono quelle di mezzo, non va mai a finire bene e tutto inesorabilmente precipita.
Una storia molto carina e simpatica, che è sì frutto di luoghi comuni, ma resa originale dalle dinamiche fra i due protagonisti. Mi sono divertita all’inizio con Theo e i suoi atteggiamenti assurdi, uno che non sa, ma sa cosa vuole: una contraddizione vivente a cui serviva solo l’ultima scintilla per fare detonare l’ordigno che aveva dentro. E poi abbiamo Blake che vorrebbe e non vorrebbe, anche lei molto centrata
ma che ha bisogno di sapere che vale e che potrebbe essere la prima scelta di qualcuno.Leggendo questo secondo capitolo della serie ne vedrete delle belle, respirerete tanto amore e vi farete circondare dall’amicizia: quella presente sia nei momenti di gioia che in quelli bui e imparerete che una relazione è fatta anche di comunicazione e di strade da percorrere tenendosi per mano.
Direi che siamo pronte per andare ad assistere ad una bella partita di hockey e dopo scivolerò verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura

DebbyRingrazio la CE per la copia gentilmente concessa

