Moira ci porta nella città del vento con uno sport romance targato Always Editore
Buon venerdì Peccatrici,
ritorno a Chicago con “THE RIGHT MOVE – conquista da campione”, il secondo romanzo autoconclusivo della “Windy City Series” dell’autrice californiana Liz Tomforde e edito da Always Editore: finalmente conosceremo meglio due personaggi già apparsi in “Mile High – sfiorando il cielo”, entrambi legatissimi a Stevie, la sorella di Ryan Shay.
L’intuito già mi diceva che il playmaker dei Devils non potesse essere solo il metodico e integerrimo campione dell’NBA: vero è che su di lui ricadono tutte le aspettative della città per centrare i playoff, il manager della squadra lo tiene d’occhio dubitando della sua leadership e questo genera pressioni che Ry apparentemente gestisce con misurato autocontrollo. Non finisce mai nei circuiti del gossip, è irreprensibile, riservato, morigerato, tutto casa e campo di gioco: troppo perfetto per essere vero.
La chiassosa e disordinata Indy lascia invece trapelare qualcosa di più di sè: non nasconde il suo lato romantico e emotivo, la sua solarità, l’inclinazione a socializzare anche con le piante e neanche il non avere momentaneamente un tetto sulla testa. L’intervento della sua miglior amica le trova una sistemazione e un coinquilino…suo fratello; una ‘magnifica’ convivenza forzata che destabilizza certe abitudini e ne favorisce altre.
A questo punto dovrebbe partire la litania del “iniziano i battibecchi, sono due personalità agli antipodi, divergenze caratteriali ecc ecc”: bè, queste cose fate bene ad immaginarvele perché ci sono e allora inauguriamo il campionato dei cliché, dei luoghi comuni e del solito copione già letto e riletto.
Ferme. Ferme tutte un momento.
Questo sentore l’ho avuto anch’io intorno al 15% e la mia mimica facciale si stava già esprimendo corrugando labbra e fronte in quello stato di perplessità che spesso mi accompagna; poi si è accesa una scintilla e tutto è cambiato in “THE RIGHT MOVE” perché il romanzo inizia a sprigionare delle belle sensazioni che meritano di essere evidenziate.
Ryan Shay è sì il prototipo del Golden Boy grumpy, ma non ha nulla di appariscente: non sono i sorrisi, l’espansività, figuriamoci l’allure dello sciupafemmine a consegnarci un soggetto attraente, ma sono i piccoli gesti che compie a renderlo un campione. E non sono le triple doppie a canestro, i palleggi o l’abilità a smarcarsi che lo identificano come un fenomeno, ma sono le sue fragilità invisibili agli occhi del mondo, le sue insicurezze e le paure a farne un Numero Uno.
E Indy? Lei non è solo una biondina che si prodiga sempre per il benessere altrui: convive con inadeguatezze che maschera benissimo con una facciata sempre ricca di colori e dietro il suo entusiasmo contagioso, si cela un’anima tradita, sminuita, ma non affondata.
È un romanzo armonioso, dotato di una stabilità narrativa che rende permeabile la lettura nella quale mi sono immersa totalmente; libera man mano anche la sfera più intima e sensuale che ben si amalgama con le vulnerabilità dei protagonisti come carezze sul cuore, così come il loro ostinato bisogno di schermarsi per non essere manipolati, sottovalutati e sfruttati ancora.
Liz Tomforde è un’autrice dalla spiccata inclinazione nel creare personaggi sani e positivi, rimarcandone le buone intenzioni, ma cucendogli addosso anche gli ostacoli, le compressioni sia sociali che affettive, così come i passi falsi della vita. Ottima anche la traduzione affidata a Anna Vivaldi che contribuisce alla fluidità e comprensione del testo.
Uno sport romance convincente dal profilo atletico e agonistico da cui trae forza per esplorare sia i sacrifici e le tensioni di un professionista, quanto le rinunce della sfera privata; le apparenze di una favola da Mulino Bianco illusoria che si sgretola e che insegna come i sogni vadano inseguiti e realizzati con solo la persona giusta accanto.
Buona lettura Peccatrici, ci ritroveremo la prossima volta.
Moira
Si ringrazia la Always Publishing Editore per la copia gentilmente concessa

