Mie adorate Peccatrici,
con “THE RESURRECTION OF THE WILDFLOWER” di Micalea Smeltzer, mi trovo nuovamente in questo campo di fiori selvatici, dove si è abbattuta una tempesta di quelle che non danno scampo.
L’inverno è stato lungo e duro e non tutti ce l’hanno fatta.
Ma c’è un fiore in particolare che brilla ai primi raggi di questo sole che timido si affaccia fra i banchi di nuvole grigie che sovrastano il cielo.
Ha ancora incastrate fra i petali piccole gocce dell’ultima pioggia che lo ha colpito, che a contatto con la luce che adesso lo illumina formano dei bagliori di mille colori.
Ce l’ha fatta il nostro fiore selvatico: si è piegato, si è chiuso su sé stesso e alla fine si è aperto più grande di prima e sul suo stelo, ora è nato anche un piccolo bocciolo che lo rende ancora più bello.
La coccinella che gli si poggia sopra e che a lungo ha trovato riparo nella sua corolla, è pronta a salutarlo: lui vorrebbe tenerla sempre lì fra i suoi petali, ma sa che ha bisogno di andare in un altro prato e a malincuore la lascia andare.
Non molto distante c’è un altro fiore che, però, si è lasciato andare: è appassito e fatica a riprendersi, ma basta un raggio di sole un po’ più luminoso per dargli la forza di rialzarsi e quei bagliori dai mille colori che il fiore vicino emana, per capire che non tutto è perduto e che anche lui può farcela.
Questa mia recensione vi sembrerà strana, ma non potevo spiegarvi in altro modo la rinascita della nostra Salem e del suo Thayer senza fare spoiler non solo di questo, ma anche del libro precedente.
Se in quello mi avevano straziato il cuore, in questo me lo hanno ricomposto, se lì ho pianto lacrime d’angoscia, qui erano di sollievo.
Una storia davvero tanto commovente, ma di una bellezza unica, dove si impara che il tempo è fugace e non bisogna sprecarne neanche un secondo, che la vita è troppo breve per restare bloccati nel passato e che bisogna godere dell’adesso, che nessuno è perfetto e bisogna imparare a perdonarsi.
Ogni respiro e ogni battito del nostro cuore è un dono e bisogna custodirlo: la vita è bella ma è solo un passaggio e la sua fugacità è inevitabile per tutti.
Ecco perché l’antagonista di questa storia non è il solito cattivo, l’antipatico, il malvagio…
L’antagonista di Salem e Thayer, ma anche quello di tutti noi, è la vita stessa e tutte le prove più o meno difficili che ci pone davanti ogni giorno. L’amore (per un figlio, per un genitore, per un amico, per un compagno) è l’unico scudo che possiamo usare per proteggerci.
Credetemi, è una serie che vi lascerà senza fiato e che, nonostante le lacrime che verserete, vale la pena leggere.
” 🎶 You are my sunshine, my only sunshine
You make me happy, when skies are gray
Please don’t take my sunshine away🎶”
Debby
Ringrazio la CE per la copia gentil
mente concessa

