Mie care Peccatrici,

eccomi giunta, insieme a Francy, alla fine di questo percorso che ha visto il retelling di alcune tragedie di Shakespeare.

A chiudere le porte abbiamo Fina Sanfilippo con il suo “TROILUS” che ha voluto portare a noi la storia di Troilus e Cressida.

Come già vi ho detto quando affronto la lettura di un retelling, mi piace dare un’occhiata all’originale.

In questo caso l’autrice ha scelto un dramma ambientato nel corso degli eventi della guerra di Troia, che si risolve in poche scene poiché non rappresenta la parte preponderante dell’intera tragedia.

La storia scelta è semplice e se non fosse stato per i nomi che ricalcano quelli dei personaggi originali, sarebbe stato un banale college romance.
Quindi ho deciso di parlarvene come tale e non come un retelling.
Troilus è abituato a darsi da fare per andare avanti, da sempre sono solo lui e sua madre, non hanno mezzi, lavorano tanto ma stanno bene perché hanno un immenso amore che li unisce.
Poi gli si presenta l’occasione di andare a studiare a Oxford e gli si prospetta un futuro roseo, ma ci sono dei compromessi a cui cedere e lui pur di dare a sua madre la ricchezza che merita, rinuncia un po’ a sé stesso.
Cressida, orfana di madre e abbandonata dal padre, ha vissuto con lo zio e ora dopo tanti sacrifici può realizzare il suo sogno di studiare ad Oxford.
Ed è proprio qui che incontra Troy,  un fulmine che colpisce dritto al cuore di entrambi e mano mano che si frequentano il loro sentimento cresce e diventa Amore, di quello vero e sincero.
Ma ovviamente c’è Sir Lear, che anche qui non poteva mancare, a mettere i bastoni fra le ruote.
Non aggiungo nient’altro per non levarvi la sorpresa.
I due protagonisti, con le loro insicurezze e fragilità, con quella voglia di riscatto che hanno entrambi, sono dei personaggi bellissimi.
La scrittura è scorrevole e tutta la storia si legge con facilità.
Alla fine della fiera posso dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla serie anche se alcuni mi hanno convinta meno, di fatto c’è un grande lavoro dietro, studio e approfondimenti che sicuramente non sono stati facili.
L’unica cosa che non condivido è la fine di Sir Lear: signore siete state troppo buone, io sarei stata più cattivella 🙈, una situazione analoga l’ho vissuta in prima persona e dico solo che io non sono Cordelia 😂
Ma ora devo scappare con Francy perché abbiamo nuove avventure che ci attendono.
Alla prossima lettura 😘

Debby

Ringraziamo le autrici per le copie gentilmente concesse

*** Francy ***
Care Peccatrici,
Come state?
Oggi insieme a Debby vi parliamo di Troilus, l’ultimo volume della serie Shakespeare The Broken Throne.
Colgo subito l’occasione per ringraziare Fina Sanfilippo per la copia gentilmente concessa.
Accettando questa “sfida” di leggere i retelling insieme a Debby ho avuto la possibilità di conoscere nuove autrici e le loro penne, e questo è sempre un valore aggiunto nelle nuove avventure. A loro devo fare I miei complimenti per l’impegno e per l’essersi messe in gioco con una sfida per nulla facile.
Trasformare tragedie in romance non è di certo semplice, per questo ho cercato di non andare a cercare nel dettaglio i punti salienti degli originali, ma di vivere la storia per come loro me la stavano proponendo.
Veniamo al dunque, che il tempo stringe e non potete stare a leggere le mie chiacchiere per ore 🥲
Fina Sanfilippo ci presenta Troilus e Cressida, due ragazzi giovani, appena affacciati alla vita, ma che hanno un trascorso difficile alle loro spalle. Questi due ragazzi, molto simili in realtà, si incontrano al college e dopo il primo sguardo si trovano subito. Da qui parte la loro storia, sia insieme che personale, ovviamente manipolata anche dallo zampino di Sir Lear, vecchio, malato, ma sempre tra le p….ops non si può dire 😅
Ad ogni modo, quello di Troilus è un college romance in piena regola, dove la narrazione è del tutto incentrata sulla storia che cresce di questi due ragazzi schietti e ancora acerbi.
Ho trovato Troilus e Cressida chiaramente maturati sotto l’aspetto di quello che a entrambi è successo nell’infanzia, e molto teneri nel rapporto con la madre e lo zio, mentre nei dialoghi tra loro molto coerenti con l’età che hanno.
La storia scivola molto bene, grazie al fatto che la scrittura di Fina è davvero scorrevole e mai, mai, mai pesante…e questo è un valore aggiunto.
Tornando al discorso retelling, ho trovato poco convincente l’inserimento di Diomede, Patroclo e Achille. I loro nomi e ruoli, di certo richiamano alle nostre menti una storia ben nota e conosciuta, ma allo stesso modo non ho trovato che le loro figure fossero così incisive nell’economia del romanzo…ma questo è solo il mio parere.
Bene, Peccatrici, io sono arrivata alla fine di questo viaggio e di questa recensione…se non lo avete ancora fatto, vi suggerisco di recuperarvi la serie e di amare/odiare insieme a noi Sir Lear e tutta la sua famiglia.
Un abbraccio,
Francy.