Oggi la vostra Cosmy vi mostrerà che non sapevate davvero tutto sui vampiri …
Carissime Peccatrici,
se pensate di ritrovare in questo romanzo i vampiri descritti nella saga di Twilight siete proprio fuoristrada!
Dimenticate tutte le superstizioni, le leggende, le credenze che vi hanno raccontato su queste creature, perché qui tutto sarà ribaltato.
E poi, siete davvero convinte che i “mostri” esistano solo nella nostra mente?
I mostri possono avere varie nature e non sempre siamo pronte a riconoscerli.
La mente può cadere in inganno, può essere manipolata o soggiogata.
La chiave metaforica e di lettura sui pericoli in cui si imbattono gli adolescenti che Simona Busto ci fornisce in questa storia è di grande impatto e dona al romanzo una valenza simbolica notevole.
C’è dietro un grande messaggio che riguarda ognuno di noi perché tutti potremmo incorrere in determinate circostanze.
Nessuno ne è esente anzi…
È un fantasy che si permea di realismo sui rapporti tossici che si vivono nelle famiglie e attraverso i social. Gli argomenti trattati sono attuali e l’ autrice non fa sconti perché il pericolo è dietro l’ angolo, e a volte, anche dentro casa.
Vivienne, la protagonista, ha soli diciannove anni e si ritrova a dover affrontare uno dei dolori più grandi: la perdita di un genitore, dell’ uomo più importante della sua vita, della persona che era stata soprattutto il suo punto di riferimento.
Metabolizzare un dolore del genere non è semplice per nessuno, né per un adulto ma figuriamoci per un’ adolescente che si deve ancora raccapezzare e combattere contro sensazioni destabilizzanti. Vivienne perde interesse per tutto, la sofferenza l’ha indotta a credere che niente abbia più un senso.
La casa che finora era un luogo di affetto e di bei ricordi si è trasformata in una prigione.
Tra l’altro vive in una cittadina nella Francia del Nord dove non ci sono molti svaghi e per cercare il divertimento dovrebbe spostarsi fino a Lille.
Finisce così con l’ avere un rapporto tossico con i social. L’ autrice qui è stata dettagliata e minuziosa nel descrivere le dinamiche che si sono attivate all’ interno della psiche di questa ragazzina che viene lasciata sola nel vivere questo lutto.
L’ accanirsi continuo nello scorgere e scovare nuovi post , leggerli, fissare costantemente lo schermo sviluppando una dipendenza dalle community a cui si è iscritta. Non aiutano di certo i numerosi litigi con la madre e il confronto con sua sorella, la portano a desiderare di fuggire di casa, allontanarsi dalla realtà e trovare finalmente l’ amore e la passione.
Non ricerca più l’ affetto in casa e in famiglia. Viene adescata in chat da un uomo molto più grande di lei, che di certo non ha nobili intenzioni nei suoi riguardi. La circuisce , la adula con complimenti, belle parole e frasi misteriose.
” Principessa, sei certa di voler abbandonare il giorno per la notte?”.
Ma Vivienne sente di appartenere in qualche modo all’ oscurità, qualcosa dentro di lei si è rotto. Vede la madre e la sorella con occhi diversi, quasi fossero sue nemiche. Si ribella e si rifiuta di assistere al loro “andare avanti”.
Non lo accetta e non le sembra giusto, quasi come se le loro vite dovessero spegnersi.
E mentre lei si smarrisce nell’ oscurità dei suoi pensieri e degli incubi, Konstantin fa di tutto per incontrarla dal vivo.
Occhi azzurri e capelli lunghi biondi, è un uomo dall’ aspetto angelico ma dall’ animo demoniaco. Cosa nasconde? Chi è davvero? Ma soprattutto che intenzioni ha?
Vivienne chatta da mesi con un altro uomo, Daemon che cerca in ogni modo di convincerla ad allontanarsi dalle community e farle prendere coscienza della pericolosità della situazione in cui si è cacciata.
Ma Daemon è solo un uomo preoccupato o c’è molto di più dietro i suoi avvertimenti?
Lei è attratta da entrambi: con il primo prova adrenalina pura, le sembra di perdere il controllo, di volersi arrendere e sottomettere a lui; con il secondo vorrebbe prendersi tutto il tempo necessario e gustarsi i momenti, completarsi e cercarsi in maniera primordiale.
Sparizioni misteriose tra le fila degli utenti della community la condurranno a fronteggiare un pericoloso scontro.
Cosa ne rimarrà di lei? Un cuore in mille pezzi che non si potrà più ricomporre? O sarà proprio il pericolo a renderla viva?
È proprio Konstantin a parlare della condizione di non- morte e credo che nella sua affermazione, molti si possano ritrovare:
” Del resto, se la vita è brivido e pericolo, la non-morte porta a camminare ogni giorno sul ciglio di un baratro di cui non vedi il fondo “.
La depressione potrebbe essere considerata una condizione di non- morte, in cui tra umore altalenante e momenti di apatia alternati a quelli di euforia,
l’ estraniarsi e la rabbia, la malinconia, la solitudine e il sentirsi sbagliati sono solo alcuni dei segnali e dei sintomi di un malessere che spinge per venire fuori, nel caso di Vivienne.
O il riflettersi allo specchio e vedere il vuoto e sentirsi invisibili come Konstantin.
O ancora la frustrazione e il senso di colpa, il voler salvare a tutti i costi questa giovane ragazza perché è in lei che vede la speranza per un futuro migliore come Daemon.
L’ autrice fa un lavoro certosino sulla definizione psicologica, emotiva e comportamentale dei tre personaggi che sono la metafora stessa del genere umano. Nonostante non gradisca la narrazione in terza persona, in questo caso la lettura risulta scorrevole e dinamica. Ed anche se non ho provato empatia con tutti i personaggi, è il messaggio che l’autrice vuole lanciare attraverso di loro che mi è arrivato diretto e che mi ha portata a fare numerose riflessioni.
E per quanto riguarda il finale…
È piuttosto aperto a vari scenari, lasciando il lettore col fiato sospeso e chissà, forse presto leggeremo un seguito?
Io segretamente lo spero
.
A presto,la vostra Cosmy
Ringrazio la CE e l’ autrice per aver gentilmente fornito la copia digitale.

