Mie adorate Peccatrici,
vi prego datemi un antidoto per debellare questa mia dipendenza…ci sono ricascata…Rina Kent con “VOW OF DECEPTION” ha tessuto la sua tela come il peggiore dei ragni velenosi, credetemi l’ho sfiorata solo con la punta del piede ed è riuscita a catturarmi per l’ennesima volta.
Le trame della sua tela sono pregne di un liquido talmente vischioso che più mi agitavo per liberarmene e più ne rimanevo invischiata e allora mi sono arresa all’inevitabile.
E così ha dovuto fare anche Winter: arrendersi all’inevitabile.
Una rosa in mezzo ai rovi che la sovrastano, che seppur in condizioni non edificanti, mantiene la sua bellezza nascosta e la sua libertà.
Ma quando viene colta per essere messa in un vaso dorato in mezzo alla ricchezza di oggetti ricercati, è destinata ad appassire, nessuna cura, nessuna attenzione, può niente contro il suo destino.
Questo è Adrian per Winter: l’inevitabile.
Per Adrian, invece, Winter rappresenta sua moglie Lia e una seconda possibilità.
Le due, esteriormente, sono simili: basterà educarla per farle prendere il suo posto ormai vacante.
Cominciano a vivere una quotidianità che di normale non ha niente, almeno per Winter: incubi che si confondono con la realtà fino a non capire dove finisce l’uno e comincia l’altra, dolore e piacere che si mescolano diventando ossessione, possesso e depravazione.
Lotterà Winter con le unghie e con i denti per non diventare invisibile, aggrappandosi all’unica cosa che le è rimasta di tutta la sua esistenza: la sua identità, perché lei non vuole essere né cancellata né dimenticata.
Ho bisogno di dirvi altro?
Non credo proprio: la penna di Rina Kent non si può spiegare, ti prende con forza e ti costringe ad essere suo prigioniero fino alla fine della storia.
Per questo non posso aspettare oltre, rischio di rimanere in apnea, ho bisogno di leggere il secondo volume come ho bisogno di respirare.
Ci vediamo al prossimo capitolo 😉
Debby
Ringrazio la CE per la copia gentilmente concessa

