Con Moira torniamo nella “Windy City Series” di Liz Tomforde e Always Publishing Edizioni che ringraziamo per la collaborazione
Buongiorno Peccatrici,
è da poco uscito il terzo volume della “Windy City Series” sugli Sport Romance firmati dall’autrice californiana Liz Tomforde e, dopo l’hockey e il basket, con “CAUGHT UP – Incastro vincente” scende in campo la Major League Baseball con la storia dello starting pitcher di Chicago e di una pastry Chef errante. Ve lo semplifico: il lanciatore dei Warriors e una rinomata artista dell’alta pasticceria pluripremiata.
La Tomforde ormai non mi frega più e non cado nel suo tranello, anche se ci finisco in ogni caso: credo stia per fare un lancio facile e telecomandato, invece sgancia uno slider che elimina istantaneamente il battitore delle perplessità (cioè io). Va a delineare i 9 inning di un match in maniera così intrigante che fa incetta di punti realizzando un perfect game.
Kai Rhodes lo avevamo già incontrato nei libri precedenti, ma era troppo occupato nel ruolo di padre single di un bimbo di 15 mesi e a licenziare baby sitter come se non ci fosse un domani per farsi notare: errore. Grave errore. Gravissimo errore. Madornale errore.
L’ Asso della squadra è un Clark Kent senza i superpoteri, con la mente e il cuore proiettati alle responsabilità di crescere un figlio nel modo migliore; ciò che gli manca – e che insegue continuamente – è il tempo e un equilibrio irrealizzabile dove possano coesistere le figure di padre, atleta, uomo.
Non riesce a capacitarsi di essere già un genitore esemplare, non gli importa più di confermarsi un campione e non si accorge neanche di quanto sia ancora sexy da morire. E con una personalità solida, affidabile e premurosa, le cui emanazioni sono evidenti fin dalle prime battute: io sono stata conquistata da ogni suo aspetto longitudinale e latitudinale, verticale e orizzontale, obliquo e perpendicolare.
Miller Montgomery è una talentuosa vincitrice di titoli prestigiosi e richiestissima dai ristoranti stellati, ma smessa temporaneamente la casacca e sciolto l’ordinato chignon quando lavora, avrete la vera Miller in tutta la sua verve. Sfrontata e diretta, provocatrice, selvatica e perennemente in fuga, questa venticinquenne volitiva irrompe nella vita frenetica e ansiosa di Kai portando il suo caos ‘ordinato’. Peccato che sia lei stessa a non trovare una metrica che la renda completa e che le faccia aprire gli occhi. In fondo, a volte, un semplice banana bread può rasentare l’eccellenza dell’arte dolciaria e non riuscire a rendersene conto.
Il romanzo ha tutti gli elementi per vincere le World Series, costruito su due protagonisti – e personaggi secondari che marginali non sono poi tanto – che aprono spiragli e squarci davvero stimolanti, non produce stereotipi allusivi, ma li sonda in profondità, dipingendo anche un affresco più che positivo sulle figure paterne.
“CAUGHT UP” è, ad ora, il migliore della serie e ha catalizzato la mia attenzione, facendomi correre e palpitare ripresa dopo ripresa, stuzzicandomi e lasciandomi riflettere sui veri incastri di questa coppia che si allinea e distanzia sul diamante di gioco, ma che pare impossibilitata a raggiungere la casa-base.
E come un lanciatore di MLB, l’autrice combina più fattori per dare effetti trascinanti ad un tiro a quattro cuciture: le rapide sollecitazioni ironiche e a doppio senso, l’attrito e la pressione erotica, la precisa traiettoria del flusso emozionale e la giusta curvatura e parabola degli eventi.
Peccatrici, è un proiettile che arriva dritto nel guantone del ricevitore, aspettatevi quel lancio 😉. Buona lettura e noi ci rivediamo la prossima volta.
Moira

