Buongiorno, mie adorate peccatrici!
Oggi sono qui per parlarvi del secondo libro della dilogia di Natasha Knight, “La redenzione del Diavolo”, edito Quixote Translations e che ringrazio vivamente per la copia concessa.
Allora, bellezze, se mi avete seguito nella prima recensione ricorderete che ero rimasta molto soddisfatta e intrigata dalla storia tra Jericho e Isabelle, soprattutto per quegli sviluppi che erano rimasti sospesi in aria e che non vedevo l’ora di leggere, e credetemi se vi dico che i misteri da cui venire a capo erano davvero moltissimi. Bene, appena arrivato mi metto subito al lavoro. Devo dire che mentre il primo volume parte gia con una sorta di alone di mistero, il secondo inizia riprendendo il punto esatto in cui li abbiamo lasciati, dando un senso di continuità alla storia che io ho apprezzato particolarmente. Soprattutto se li si legge di seguito anche a livello temporale (finito il primo, si legge subito il secondo…questo volevo dire 🤣).
Non vi parlerò della trama, al solito del resto, perché credo fermamente che debba essere chi pubblica a scegliere cosa anticipare del libro al lettore, non noi❤️
Il rapporto tra Jericho e Isabelle è cresciuto nel primo volume e questo fa sì che alcune dinamiche, anche di accettazione, siano più veloci, così come per lo scorrere della storia e degli eventi che si susseguono.
I vari intrighi e misteri vengono risolti e ogni punto di domanda trova la sua giusta risposta, ma, la verità, peccatrici, è che sono combattuta e che me lo rileggerò, perché nel secondo devo ammettere che non ho sentito il trasporto che ho provato nel primo e questo mi dispiace.
I personaggi principali restano sempre gli stessi, e sono molto ben coerenti con i ruoli che ricoprono nella storia.
È una storia che consiglio di godersi quella di Jericho e Isabelle, soprattutto se vi piacciono i soft dark.
Un bacio,
Francy.

