Mie adorate Peccatrici,
il richiamo è stato forte: un fischio sottile e continuo che mi trapassava da orecchio a orecchio, un sudore freddo che scendeva dalle tempie, un tremore che mi percuoteva tutta e non riuscivo a placare, quando ho cominciato ad avere anche delle allucinazioni e a sentire le voci, ho capito che per me non c’era scampo…ho resistito il più a lungo possibile alla mia crisi d’astinenza…ma sono umana e alla fine ho ceduto 🙈
Il Rinaverse con la sua tossicità chiama e io mi immergo in questa nuova trilogia di Rina Kent senza più pensare a niente.
E così con “BLOOD OF MY MONSTER” mi ritrovo in mezzo alla neve, nella fredda Russia, dove le temperature sono glaciali e dove devo cercare di essere un uomo senza esserlo, in un ambiente prettamente maschile e dove un minimo errore potrebbe costarmi la vita.
Sono Alexandra, per tutti Alexander, per pochi Sasha.
Nessuno può scoprire la mia vera natura, ne va della mia incolumità e di quel poco di famiglia che mi è rimasto, e farò di tutto per proteggerla e per vendicarla. E se posso usare il capitano Kirill per raggiungere il mio scopo, lo farò a costo di sacrificare me stessa.
Mi insinuerò nella sua cerchia più ristretta, ne conquisterò la fiducia e scoprirò tutto quello che mi manca per completare un puzzle le cui immagini mi perseguitano anche nel sonno.
Spero solo che non capisca che sono una donna, o forse già lo sa, altrimenti non mi guarderebbe in quel modo, non mi provocherebbe e non cercherebbe di toccarmi.
Devo resistere al suo richiamo perché ho una battaglia da combattere che è solo mia e lui non deve entrarci.
Io sono Sasha, Debby tornerà solo quando avrà ultimato questa trilogia, perché le spire della penna avvolgente di Rina Kent hanno fatto perdere l’identità anche a lei. Non c’è una via di fuga quando si comincia, bisogna solo portare a termine la missione.
Faccio un giro di ricognizione e torno con il capitolo seguente…
Debby/Sasha o Sasha/Debby…fate voi, tanto io mi sono persa
Ringrazio la CE per la copia gentilmente concessa

