Peccatrici buongiorno,
vi riporto nella anonima cittadina di Garron con il secondo volume della “From Nothing Series” di Nordika Night: “LOT 62”, sempre con quei due randagi ingestibili di Devon Saywer e Maddox Kane.
No, nel mentre non si sono arricchiti, non hanno comprato una villa con piscina, non portano Rolex, camicie di seta o profumi costosi e non hanno imparato le buone maniere. Erano e restano due cani umani, sempre grezzi e squattrinati, anche se le cose sembrano aver preso una piega migliore.
Hanno ingranato coi rispettivi lavori e dividono lo stesso tetto all’insegna di una convivenza altalenante nel Lotto 62, uno dei campi per le roulotte. Sono i soliti incoscienti che si vivono il presente e non ipotecano di certo il futuro, che però sembra avere delle basi per esistere. Alla loro maniera, s’intende.
I caratteri e le differenze emergono più indomabili che mai, ma è il momento di alzare il livello provando a percorrere insieme lo stesso percorso accidentato, pieno di salti, ostacoli e tornanti. Un tracciato terroso con pozze di fango che sfida i loro limiti mentali e fisici, le capacità reattive e sensoriali e sulla cui pista ci si gioca tutto.
Devon e Maddox non hanno un libretto d’istruzioni su come debba funzionare una relazione: sanno però che l’energia, la connessione esplosiva che li unisce è potente e devastante, possessiva e vitale in maniera selvatica e animalesca.
I loro contorni restano altamente irregolari, a tratti disfunzionali e se fossero una coppia eterosessuale canonica, probabilmente avrebbero rischiato il carcere. O sarebbero finiti dentro. Ma la loro aggressività è un’altra forma espressiva e un altro canale di comunicazione che li rappresenta in pieno. Facciamocene una ragione.
I concetti di “controllo” e “potere” si fondono nei rispettivi confini e le linee di demarcazione territoriale possono essere sia marcate così come tratteggiate, per lasciar entrare dei fasci di luce che non credevano possibili. E andando a scomodare il buon Roberto Vecchioni, vi direi che “forse non lo sai, ma pure questo è Amore”.
Quando lo sterrato si fa più impervio, devono trovare il giusto bilanciamento in staccata e il momento giusto di aprire il gas e liberare la velocità e questi due ragazzi difettosi sono esattamente come le moto che guidano.
Resistenti, tenaci e grintosi, in grado di reggere e attutire le sollecitazioni più pesanti. E rialzarsi. Più forti, determinati e consapevoli di prima.
Se con “Garron Park” ero impazzita per questi forastici personaggi di cui ho abbracciato lo stile di vita e le personalità perverse e rustiche, in “LOT 62” la loro evoluzione amplifica sí la rapacità sessuale corredata da una spontanea volgarità verbale, ma dilata anche le parti più intimistiche e morbide, permettendogli di essere totalmente a nudo. Il consolidamento di un legame che non si spezza, ma si impenna e poi si inclina come in una curva, piegando e assecondandone la direzione, mantenendosi saldi in sella. Esattamente come Maddox e Devon.
L’autrice rimarca ripetutamente chi sono e come vivono questi soggetti, che non sono criminali e nemmeno degli scellerati sociopatici: il contesto disagiato, le ristrettezze economiche, la condizione umile, non li rendono affatto marci o disperati. L’accettazione cognitiva di non desiderare, di non bramare cose al di fuori della loro portata, di non rimuginare sui loro nuclei familiari desolanti e di non ricalcarne le orme, danno a questa serie una quinta marcia inaspettata. Di originale ci sono già i protagonisti che riempiono ogni spazio e disarticolano ogni perbenismo e prospettiva, rendendoli unici nel loro genere.
Ora non mi resta che aspettare impazientemente l’arrivo del terzo volume: lasciamo questa coppia alla loro felice vita di merd@ e prepariamoci a godere dei loro fratelli, Xavi e Nate.
Vi auguro buona lettura e ci vedremo alla prossima. Moira

