Buongiorno Peccatrici,
Cristiano Pedrini ci conduce ad Osaka in Giappone, nel prestigioso Otemae High School in cui gli studenti sono attivi come consiglio studentesco e anche se con pochi poteri, riescono comunque a far sentire la loro voce in alcune decisioni, ma anche a decidere chi è considerato giusto e chi da alienare.
È così incredibile come l’autore riesca a farci immergere in quell’atmosfera così distante da noi, fatta di tradizioni e di un popolo riservato, gentile ma poco incline al contatto e alle effusioni in pubblico.
Ed è proprio qui, tra i corridoi, la biblioteca, le aule, la mensa che gli studenti approfondiranno la conoscenza dell’unico iscritto europeo, per la precisione italiano, Leonardo Vietti, figlio di un diplomatico ora di stanza a Osaka.
Appena Ren incrocerà lo sguardo di Leo, avvertirà un cambiamento al quale non saprà dare un nome.
Non sarà l’unico a sentire la potenza che Leo riesce ad esercitare, senza nemmeno rendersene conto; anche Haruka si sente attratto da Leo, dalla sua capacità di portare il colore nella vita di chi ha intorno.
Leo, proprio lui che la vita ha messo alla prova più volte, che ha conosciuto il dolore, ma non giudica, non permette nemmeno al giudizio altrui di toccarlo, va verso il prossimo e gli dona fiducia.
Anche Minato, colui che per la scuola è il bullo, il nullafacente, viene travolto dalla forza di questo ragazzo italiano disposto ad aiutare e difendere i più deboli, a tal punto da diventare suo amico.
Avete presente quell’età dove ancora si è confusi su sé stessi e si prova in molti modi a capire quali strade percorrere?
Bene, i nostri protagonisti sono incerti, si nascondono dietro silenzi, solitudini, ma anche aggressività, durezza.
Ma quando nelle loro vite, l’amicizia inizia a mettere radici e il loro mondo si riempie di colori che diventano sempre più permanenti, l’idea di perderli non può essere contemplata e quando un evento provoca una voragine, scopriremo quanto sono pronti a rischiare per chi amano.
Proprio in un momento di terrore di perdere ciò che di prezioso hanno, Ren, Haruka, Leo e Minato dimostreranno il loro valore ricordando un detto giapponese: <Cadere sette volte, rialzarsi otto>.
Perché non è importante il risultato finale, ma la lotta e il percorso che viene fatto per raggiungerlo.
IL PRINCIPE DEI COLORI è quasi una poesia, anzi una favola, dove un castello è al centro del racconto, ricordandoci che la storia avanza, cambia, ma ha sempre un punto di partenza che rimarrà sempre un punto fisso, silenzioso e discreto che avrà la capacità di riportarci sempre a casa.
Casa è dove esiste il nostro cuore, le persone che vi albergano facendolo espandere e gioire.
Peccatrici vi auguro buon viaggio ❤️
La vostra Fly

