Buongiorno carissime Peccatrici,
“BUTCHER & BLACKBIRD” dell’autrice canadese Brynne Weaver (edito Mondadori), è un romanzo uscito circa 9 mesi fa che giaceva nel mio kindle più o meno da allora: sebbene abbia delle insolite componenti comedy, è pur sempre un dark con due serial killers come protagonisti (mi verrebbe da dire “piatto ricco mi ci ficco”, ma eviterei battute).
Rowan e Sloane sono cacciatori di teste sulle tracce di altri assassini a piede libero: sono folli e spietati tanto quanto i loro bersagli che si annusano, si leccano, si “stimano” e nel circuito delittuoso in cui si muovono, hanno una certa fama.
Lui è spregiudicato e sanguinario, lei è meticolosa, sadica e molto fantasiosa. Non usano pistole, farebbero troppo rumore, sono più abili coi coltelli in generale: sono affilati come bisturi, taglienti e precisi e nelle loro mani le lame non luccicano, sfavillano proprio.
Sono amici, ma rispettosi rivali: non uccidono per diletto – oddio, non solo almeno – ma inseguono mostri per fare pulizia e eliminare la feccia peggiore. Tanto nessuno ne sentirebbe la mancanza, anzi. Ma poi, in fin dei conti, non sono essi stessi dei mostri?
Dietro apparenti vite “normali”, Rowan che Sloane hanno stabilito una pace armata sia coi loro punti deboli e le proprie insicurezze, che con quell’insensata e urgente brama di sopprimere vite inutili. Sono motori nella notte rombanti di rabbia, sono ombre nel buio, ma fari abbaglianti e rivelatori quando si specchiano l’uno nell’altra.
C’è chi manifesta dinamismo, espansione, accoglienza e calore e chi spirito di autoconservazione, isolamento e solitudine: figli della stessa paranoia, predatori e prede allo stesso tempo, timorosi di distruggersi, ma affamati di possedersi.
A questa scellerata competizione, si annodano sentimenti come i fili di nylon: invisibili, flessibili ma resistenti, che li portano a volere ciò che non pensavano di desiderare e ad arrendersi a ciò che è necessario per quietare gli incubi. E magari provare ad accarezzare dei sogni.
L’autrice arricchisce questo dark violento e carico di liquidi ematici con alcuni sketch goliardici e battute irriverenti, ma non tanto per ammorbidire la narrazione, quanto per decodificare meglio le personalità di questi killers dissociati, ma assurdamente a fuoco.
Rowan è il mattatore, uomo d’azione che detta il ritmo, capace anche di lunghe attese e in grado di infiammare la compagna. Sloane è più ermetic e ombrosa: le sue piume nere sono chiuse e hanno bisogno di screziature policromatiche per potersi dispiegare e volare.
“BUTCHER & BLACKBIRD” mi è stato ripetutamente consigliato da Ilaria – una blogger che ci aveva visto lungo – non solo perché incentrato su una corrente efferata e perversa, con soggetti discutibili e dotati di eclettiche tare mentali, ma anche perché sapeva che avrei colto i guizzi bizzarri e disinibiti inseriti nel plot del romanzo. Brava Ilaria, sei andata a colpo sicuro 😉
Adesso sarei proprio curiosa di continuare col secondo volume: “Leather & Lark” per scoprire altri due esemplari degni di nota.
Buona lettura Peccatrici, ci vediamo alla prossima!
Moira

