Bentrovate Care Peccatrici,
ammetto subito che mi formicolano le dita sulla tastiera mentre sto scrivendo questa recensione perché lessi “TOXIC” anni fa nella sua prima versione del 2019 e aveva già incontrato la mia approvazione. Oggi Lila Nox lo ripropone con una nuova veste grafica e un nuovo editing per lasciarlo in pasto ai lettori, ma attenzione.
È un boccone che potrebbe risultare indigesto, specie se vi aspettate un dark coi guanti di velluto, quindi prestate attenzione ai TW prima di iniziare.
Ciò che avevo trovato allettante, era la mancanza del politically correct e i tentativi di smussare o ingentilire la storia: la Nox è sfacciata nella sua visione di un rapporto fortemente sbagliato e discutibile. Descrive lucidamente e consapevolmente le personalità di Rochelle e del suo mostro depravato, dando un senso “logico” alla loro follia.
L’esplorazione di come nasca una relazione malsana, le umiliazioni, la paura e le insinuazioni mentali, appartengono ad impulsi che non riconosciamo come “giusti” o “naturali” e sui quali poniamo dei veti. Ecco, scavalcateli se decidete di leggere il romanzo.
La figura tranquilla e ordinaria di Rochelle viene sconvolta da una deflagrazione di proporzioni gigantesche: quello che all’inizio la terrorizza, paralizza e la annienta, va via a risvegliare un meccanismo sommerso che nel suo subconscio probabilmente ha taciuto abbastanza.
Il suo incubo ha un nome e un volto bello come il Diavolo e dannato allo stesso modo. Colui che la piega, la assoggetta al suo volere e al suo sadico capriccio, manipola la sua psiche e il suo corpo senza freni o rimorsi.
L’autrice non va per il sottile e prova a rappresentare gli eccessi e le perversioni di un uomo votato a crimini efferati, un soggetto che non conosce né la morale, né la voce della coscienza e che crede di poter alienare un altro essere umano. Usa il ricatto, usa l’imposizione, usa il sesso. Tutto è permesso.
Un sistema emotivo forgiato sull’intimidazione, sulla coercizione fisica, sull’aggressività e la dipendenza: “TOXIC” mostra la faccia distorta di un legame nocivo dove le domande non hanno per forza spiegazioni sensate e dove gli ingranaggi seguono movimenti altalenanti e repentini mettendo tutto in discussione.
Può accadere che un carnefice sinistro, pericoloso e privo di scrupoli, sia capace di spingersi in un territorio sconosciuto rinfoderando le armi; e può accadere che una giovane vittima che incide mappe delle proprie mancanze e insicurezze, le trasformi in nuove prospettive e che l’istinto prenda il sopravvento sulla ragione.
Quando incappo in queste trame non sindaco mai l’operato dei protagonisti, men che meno provo a mettermi nei loro panni perché andrei controcorrente e non sarei in grado di comprenderli. Quindi li ascolto, li seguo, incamero le loro esperienze e li accetto così come sono.
D’altronde, non sono né un giudice, né una psicologa: io mi sono solo goduta un libro efficace, una narrazione ritmata con dinamiche controverse quanto volete, ma a cui difficilmente posso resistere.
Ringrazio Lila Nox per la copia gentilmente concessa e non mi resta che augurarvi una buona lettura.
Alla prossima.
Moira

