Mie adorate Peccatrici,
questa volta vi porto in una storia che mi ha spiazzata, che mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine e che mi ha commossa per la profondità del suo messaggio.
Non fatevi ingannare dalla copertina bella, colorata, vivace, che fa pensare subito a una rom-com, perché questo libro è molto di più.
Ho già letto altro di questa autrice e sono sempre state letture leggere e divertenti senza grandi drammi, ma qui anche se in un modo delicato, tocca le profondità dell’animo e porta a più di una riflessione.
E allora venite con me, vi porto a conoscere Myrtle e Cade, protagonisti di “QUAL’È IL PROBLEMA MYRTLE?” di Alice.
Due persone agli antipodi: Cade ha una bellissima famiglia unita alle spalle, Myrtle no, lui ha avuto un’infanzia felice, lei no.
Lui è attraente e perfetto, lei no, lui sta bene con sé stesso, lei no.
Lui è ammirato e rispettato da tutti, lei no.
Ma nonostante tutte queste differenze, quando lei diventa la sua assistente, succede qualcosa di strano: lui con lei riesce a stare a proprio agio anche se è una persona complicata e stramba, con lei si sente leggero e questo non gli era mai successo con una donna.
E credetemi, Myrtle è veramente strana: indossa sempre abiti ultra coprenti, fuori moda e improponibili, è fuori posto, insicura anche se con lui è schietta e sincera, dice le cose che pensa senza filtri.
E poi disegna tanto: quando lo fa, si distacca dal mondo e trova pace, calma, lo stato di agitazione che prova costantemente le passa e il disagio pure.
Myrtle è la resilienza fatta persona: ha attraversato le fiamme dell’inferno e ne è uscita ammaccata, ma pur sempre viva, e chiede rispetto per le sue stramberie perché ognuna di esse cela un dolore profondo, non ci sta a fingersi un’altra persona perché la sofferenza non è una colpa e quando te la trovi davanti va affrontata con i mezzi a propria disposizione.
Si sente sempre inadeguata e sola: ma d’altronde chi sceglierebbe di starle accanto? Sempre meglio percorrere una strada piana che una in salita.
Ed è qui che si sbaglia: sul suo cammino troverà delle persone che riusciranno a guardare oltre e a riconoscere la sua forza interiore.
Ed è una bella sensazione riuscire a vedersi con gli occhi degli altri, riconoscersi coraggiosa nonostante tutto e capire che la vita le scorre dentro e che anche il dolore è vita.
Ogni cicatrice che indossa è testimone della sua storia, raccontano che ce l’ha fatta, mostrano la vera bellezza perché “è proprio dalle ferite che entra la luce”.
Una bellissima storia, dalla trama originale, che ha saputo commuovermi e coinvolgermi, non solo per la bellezza dei protagonisti, ma anche per i personaggi secondari ai quali l’autrice non ha risparmiato una buona dose di drammi personali e che ho trovato, anche questi, tanto veritieri e diffusi.
Complimenti Alice, mi hai regalato una storia stupenda ricca di buoni sentimenti.
Prima di correre verso una nuova avventura, vi lascio con una sua frase:
“Chiedere aiuto non è un atto di debolezza ma un atto di grande coraggio”
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio l’autrice per la copia digitale di cui mi ha gentilmente omaggiato

