“QUAL’È IL PROBLEMA MYRTLE” di Alice

13 Set, 2025

Recensione di

Mie adorate Peccatrici,

questa volta vi porto in una storia che mi ha spiazzata, che mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine e che mi ha commossa per la profondità del suo messaggio.

Non fatevi ingannare dalla copertina bella, colorata, vivace, che fa pensare subito a una rom-com, perché questo libro è molto di più.

Ho già letto altro di questa autrice e sono sempre state letture leggere e divertenti senza grandi drammi, ma qui anche se in un modo delicato, tocca le profondità dell’animo e porta a più di una riflessione.

E allora venite con me, vi porto a conoscere Myrtle e Cade, protagonisti di “QUAL’È IL PROBLEMA MYRTLE?” di Alice.

Due persone agli antipodi: Cade ha una bellissima famiglia unita alle spalle, Myrtle no, lui ha avuto un’infanzia felice, lei no.

Lui è attraente e perfetto, lei no, lui sta bene con sé stesso, lei no.

Lui è ammirato e rispettato da tutti, lei no.

Ma nonostante tutte queste differenze, quando lei diventa la sua assistente, succede qualcosa di strano: lui con lei riesce a stare a proprio agio anche se è una persona complicata e stramba, con lei si sente leggero e questo non gli era mai successo con una donna.

E credetemi, Myrtle è veramente strana: indossa sempre abiti ultra coprenti, fuori moda e improponibili, è fuori posto, insicura anche se con lui è schietta e sincera, dice le cose che pensa senza filtri.

E poi disegna tanto: quando lo fa, si distacca dal mondo e trova pace, calma, lo stato di agitazione che prova costantemente le passa e il disagio pure.

Myrtle è la resilienza fatta persona: ha attraversato le fiamme dell’inferno e ne è uscita ammaccata, ma pur sempre viva, e chiede rispetto per le sue stramberie perché ognuna di esse cela un dolore profondo, non ci sta a fingersi un’altra persona perché la sofferenza non è una colpa e quando te la trovi davanti va affrontata con i mezzi a propria disposizione.

Si sente sempre inadeguata e sola: ma d’altronde chi sceglierebbe di starle accanto? Sempre meglio percorrere una strada piana che una in salita.

Ed è qui che si sbaglia: sul suo cammino troverà delle persone che riusciranno a guardare oltre e a riconoscere la sua forza interiore.

Ed è una bella sensazione riuscire a vedersi con gli occhi degli altri, riconoscersi coraggiosa nonostante tutto e capire che la vita le scorre dentro e che anche il dolore è vita.

Ogni cicatrice che indossa è testimone della sua storia, raccontano che ce l’ha fatta, mostrano la vera bellezza perché “è proprio dalle ferite che entra la luce”.

Una bellissima storia, dalla trama originale, che ha saputo commuovermi e coinvolgermi, non solo per la bellezza dei protagonisti, ma anche per i personaggi secondari ai quali l’autrice non ha risparmiato una buona dose di drammi personali e che ho trovato, anche questi, tanto veritieri e diffusi.

Complimenti Alice, mi hai regalato una storia stupenda ricca di buoni sentimenti.

Prima di correre verso una nuova avventura, vi lascio con una sua frase:

“Chiedere aiuto non è un atto di debolezza ma un atto di grande coraggio”

Alla prossima lettura 😘

Debby

 

Ringrazio l’autrice per la copia digitale di cui mi ha gentilmente omaggiato

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: QUAL'È IL PROBLEMA MYRTLE
Autrice/Autore: Alice
Data di Uscita: 19/02/2025
Autoconclusivo
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 273

Trama

CADE

Voglio che tutto sia perfetto.

La carriera, la vita, persino la mia scrivania ordinata come un tempio zen.

E finora, tutto fila liscio.

Fino a quando lei —Myrtle Gotobedde — entra nella mia vita e trasforma il mio ufficio in un campo di battaglia di colori, idee folli e caos emotivo.

È brillante, creativa, e con una lingua tagliente che mi spiazza ogni volta.

Ah, e ha anche delle cicatrici che non la definiscono, ma che sembrano dirle che non può avere tutto.

Ecco, magari dovrei spiegarle che nella mia testa lei ha già tutto. Anche me.

MYRTLE

Lavoro per Cade Fairchild, alias “Signor Perfezione con lo smoking sempre impeccabile e i capelli da copertina”.

Lui è il capo che ogni assistente dovrebbe temere: rigido, esigente e — dannazione — di una bellezza imbarazzante.

E io?

Sono l’assistente un po’ stramba, un po’ impacciata, quella che arriva in ritardo perché ha troppi pensieri in testa e troppe cicatrici nel cuore.

Lui non dovrebbe nemmeno guardarmi.

Invece lo fa.

Mi guarda come se vedesse oltre ogni mia insicurezza.

E questo… questo è un problema.

Perché quando Cade mi guarda, mi fa venire voglia di crederci di nuovo.

Un lavoro che potrebbe cambiare tutto, una sfida che non hanno scelto e un’attrazione che nessuno dei due vuole ammettere… per ora.