Buongiorno Peccatrici,
quarto volume della “Rebels Series” e qualcosa in questo libro si discosta dai precedenti. Siamo insieme ai motociclisti di Dublino, coloro che rappresentano quel famoso 1% legato all’illegalità, ma siamo nel Club che vede questi uomini uniti come famiglia, che fanno scudo a protezione delle loro credenze e regole.
Il Club e la moto arrivano prima di ogni cosa, ma quando decidono di donare il loro cuore ad una donna, è per sempre. Damien è un’eccezione. Lui vive per la sua moto, il club e ora per sua sorella, che davvero è una spina nel fianco. Ha preso decisioni importanti per essere l’uomo migliore ai suoi occhi ma, non esageriamo, essere il centro dell’attenzione delle donne e fottxrne a più non posso è ancora il suo gioco preferito.
Tra le amicizie delle donne del club c’è Sarina, l’infermiera che ha aiutato più di una volta nei vari casini medici, sempre con discrezione. Lei ama aiutare, è sempre disponibile, un’anima nobile. Quando Damien si trova nei pasticci è Sarina che chiama per risolverli.
Sono amici, nulla di più. Lei è troppo una brava ragazza per lui e Damien è troppo un cattivo ragazzo per lei.
Cosa posso dirvi per chiarire ciò che questo libro mi ha lasciato? L’ho letto e riletto molte volte e sempre mi rifaccio la domanda di come una scrittrice così “fatina” sia riuscita a creare una serie del genere.
Questo volume ci fa vedere il tutto da diversi pov, e mette in evidenza il tormento che queste anime stanno vivendo, mischiato alla rabbia, ma anche al profondo amore. Nulla è scontato e fino all’ultimo, il nostro cuore è tormentato nell’impossibilità di agire, di aiutare. Siamo talmente coinvolti in ciò che ci viene narrato che viviamo ogni attimo col cuore in gola.
Mary Lin ha la capacità di raccontare facendo risaltare il lato psicologico dei personaggi, intensificando le emozioni e mettendo in evidenza passione, dolore, fragilità. I suoi personaggi fanno un percorso, e che sia di conoscenza o di redenzione, alla fine li vedremo in qualche modo trasformati.
Come vi dicevo, per me “THUNDER” è diverso dagli altri ed è davvero un tuono, qualcosa che ti vibra dentro, ti scorre nelle vene ma non ti abbandona, rimane con te nel tempo e ogni volta lo riscopri e lo ami ancora ed ancora.
Cosa aspettate? Sono tutti autoconclusivi ma perché perdersi riferimenti e storie che so vi cambieranno prospettive.
L’ultima cosa che mi rimane da dirvi è fate buon viaggio 
La vostra Fly




