E siamo a venerdì Peccatrici,
Siete pronte dopo i “REBELS” a seguire la scia dei“VIPERS”, la serie spin off?
Quando iniziai a leggere Romance lei fu uno dei miei primissimi incontri letterari, restando poi un caposaldo inamovibile nel panorama dark. Ogni volta che torno tra le sue pagine non posso che sentirmi come la portaerei USS Independence che nel 1962, in pieno Mediterraneo, incrociò il veliero italiano Amerigo Vespucci. Vedendola, mandò un segnale inequivocabile: “Siete la nave più bella del mondo”.
Non è una corazzata, non un transatlantico, ma un vascello a tre alberi che a velocità massima tocca i 16 nodi a vela: non esattamente un turbo. Ma – leggenda vuole- quando solca gli oceani, i giganti marittimi rallentano per lasciarla passare. Ecco, la Penna di Mary Lin è tutta qua.
“MADNESS”, il primo volume, è una navigazione in acque scure e impetuose dove il fondale pare non vedersi mai. È il romanzo di un uomo alla deriva.
Logorato dalla sua stessa follia, Reel è paranoico, isolato, consumato dal germe del tradimento e dalla sete di vendetta: la decomposizione della sua mente è fatta di ossessioni, di demoni che come insetti infestanti gli scarnificano l’anima.
Avery non sa nulla del mondo intorno agli one percenters, men che meno conosce la fama inquietante e violenta del Vice dei Vipers. È solo una giovane donna determinata a cercare quel tassello mancante per mettere un punto e riprendere in mano la sua vita. Non credeva che ad aspettarla ci fosse un abisso così profondo.
“MADNESS” è un motore a propulsione elettrico: nasce dalla volontà e dal fegato di Mary Lin di dare davvero voce ad un personaggio così fuori controllo, controverso e instabile, accostandolo a una figura femminile che riesce a decomprimerne le ombre. Ne percepisce le foschie, le luci spente, la mancanza di ossigeno. No, non è una vittima votata al martirio, levatevelo dalla testa. Lei è in grado di riuscire a respirare anche in apnea e a vedere in quell’oscurità. Sì, Avery può nuotare nel mare in tempesta.
Non è tanto l’impatto contestabile ma affascinante di una relazione disforme il suo fulcro, quanto il transito verso l’emersione e una seconda possibilità. Reel è indiscutibilmente un soggetto negativo e già condannato all’inferno e io, pur assorbendone le declinazioni, ne riconosco i limiti. Avverto però anche l’attrito con le sue fragilità e le sue carenze, il dualismo tra i suoi estremismi e il materiale umano.
Il loro processo evolutivo è contorto, ma esponenziale: Reel non è unicamente un detrito depositato sul fondale e abbandonato, ma un relitto tornato in superficie. E Avery non è manipolabile, non è attratta dal suo fascino diabolico, ne tantomeno ne è succube: a suo modo e con il cuore capace di osare , è una sovversiva che riscrive le regole della rotta.
“Non chi comincia, ma quel che persevera” è il motto dell’Amerigo Vespucci: l’atto di iniziare un progetto è spesso facile e alla portata di tutti, ma è la tenacia e la preparazione quello che fa compiere l’impresa. Mary Lin, con questo volume, entrando dentro Reel e a questa ondata perfetta, ci è riuscita andando oltre qualunque aspettativa.
Ecco dov’è il vero incanto della “nave più bella del mondo”: gestire un termitaio di idee precise e focali e portare a galla l’essenza stessa del romanzo.
A vederla non lo direste mai: minuta e con due occhioni grandi così, quasi silenziosa, ma è tutto un bluff. Mary sa bene ciò che fa e come far naufragare il lettore. Qui più che mai: non c’è scialuppa, scoglio o ancoraggio che vi possano salvare da “MADNESS”. Ci annegherete dentro anche voi.
P.S. Per la cronaca: si, è la ESIMA volta che lo leggo, ognuna ha i propri disagi.
Buona lettura, ci vediamo alla prossima.
Moira
NdA: È consigliabile, anche se non indispensabile, leggere Madness dopo aver già letto FIRE.




