Eccoci qui, Peccatrici.
È arrivato il mio turno.
Io sono stata chiamata a parlarvi del romanzo di chiusura, per ora, della serie Vipers: Blankness.
Mary Lin con questo romanzo ci porta in Canada, e lo fa con un volo privato da sultani con i turbanti, perché per farlo utilizza il suo modo di scrivere, di raccontare e di entrare dentro i personaggi, e quindi in modo super pregiato.
Fa strano parlarvi di Jacob, quando per suo fratello ho sentito un dolore sordo, straziante quasi, in Fire. E non è strano perché mi è piaciuto di meno, anzi Blankness è stato il punto di sutura che ha legato questa serie ai miei tessuti. È una vera e proprio storia d’amore. Di quelle con la S maiuscola.
Jacob e Stacey sono due facce della stessa medaglia, l’una indispensabilmente fusa all’altra perché nell’insieme siano quello che devono.
Le loro storie potrebbero sembrare opposte, bilaterali. Tanto più cruda quella di uno, quanto più campana di vetro quella dell’altro: eppure non è propriamente così, perché la sofferenza ha toccato entrambi, con tempi e modalità diverse, portandoli a formarsi per quello che sono.
Tuttavia, non è per loro due che ho definito così il romanzo, ma perché in questa storia l’amore tra fratelli è qualcosa di unico, incontrovertibile e dilaniante.
Jacob e Reel sono legati da un senso di appartenenza e da un sentimento smisurato. Non potrò mai dimenticare la dolcezza che ho provato una volta arrivata alla parole “Fine” quando tutto questo ti travolge come un uragano e tu sei lì impotente ad aspettare che passi.
In Blankness Mary Lin tocca tematiche molto forti e dolorose, e anche in questa circostanza il modo in cui lo fa è quello più duro, più realista: non te la racconta, Mary, te la fa sentire sotto pelle. E sapete una cosa peccatrici? È proprio questo che la rende così speciale!
Chiudo così: non abbiate paura degli argomenti tosti, perché è attraverso quelli che si impara a sentirsi nelle scarpe degli altri, e quindi, ad essere più umani.
Un bacio,
Francy.

