Steinbeck, con “Uomini e topi”, ci descrive l’alienazione di un’intera società attraverso le vicende di due semplici uomini. Dice della lotta contro un’esistenza dura, ma anche una lotta contro sé stessi”
Buongiorno Peccatrici,
questo romanzo uscito nel 2022, ha circolato spesso sotto ai miei occhi, ne ho sentito parlare da più parti senza una nota di demerito e tante persone mi hanno spinto alla lettura con i loro scleri annessi. “BATTE ANCORA” dell’autrice Usa Today bestselling Jennifer Hartmann edito in Italia da Royal Books, annovera anche la sottoscritta tra coloro che lo hanno promosso a pieni voti.
Viene classificato come dark, ma è ciò che non vi aspettereste mai. Cora e Dean sono soggetti assolutamente ordinari, con vite regolari e con personalità che non hanno nulla di anomalo o trascendentale. Fanno presumere un enemies to lovers data la loro antipatia atavica, gli sgambetti e i sorrisi a denti stretti: non si tollerano, anzi, a dirla tutta è Cora a non reggere la sua presenza.
Ciò che li vede protagonisti nella prima parte del libro muta totalmente ogni prospettiva, sia per loro stessi che per il lettore. È qualcosa di indicibile, vergognoso, crudele, ma che cambia il passo ad ogni azione futura.
Si mettono in moto ingranaggi contorti indefiniti e controsensi che oscillano come le altalene: avanti e indietro, indietro e avanti pur restando sempre fissi e inchiodati nello stesso punto.
“BATTE ANCORA” è una metamorfosi oraria e antioraria per entrambi: non capiscono se stanno evolvendo o regredendo, sciogliendo le catene o stringendole più forte, se sono supporti positivi o paralisi totali.
La scelta stilistica di creare i pov alternati ha un evidente senso logico, sia per i tempi che per le trasmissioni sensoriali di Cora e Dean, ed è questa la vera sorpresa. Il lettore è portato irrimediabilmente a vivere nei panni di lei, nella sua angoscia e nel suo orrore, per poi finire nella testa di lui con tutti i pesi e le nevrosi che ne derivano.
Cora la colta, la pungente, la provocatrice si trova improvvisamente in un limbo litanico e Dean, “l’antagonista” con le idee chiare sulla sua vita privata, prova cosa siano il caos e la cecità nel trovare una via d’uscita.
La Hartmann stupisce per la gestione simmetrica con cui ammanta la trama senza inutili sovrastrutture o blande retoriche: è centrata al 100% sia dal lato tensivo che da quello più intimo ed emozionale. Cora e Dean sono ostaggi delle loro paure, dei loro tormenti e dei sensi di colpa: un effetto domino inevitabile che li avvicina, ma che crea delle schegge a tratti deleterie, ma inconsciamente necessarie. Non sanno più distinguere realtà e dipendenza, la verità dall’illusione, la presa di coscienza dal chiarore dei sentimenti.
Quando qualificano un romanzo come “introspettivo” o “psicologico” spesso mi chiedo cosa si intenda specificamente: ora lo so. Ti spinge a riflettere, a vestire i panni di entrambi, a esplorare le combustioni ricettive cercando di metabolizzarle e a perderti con loro. Ti consente di allineare i pensieri, di distinguere le agitazioni mentali dalle spinte erotiche e a dare un significato inequivocabile alla parola ‘sopravvivenza’. E all’amore.
Sicuramente proseguirò la lettura esplorativa di questa autrice. Mi aspetta “LOTUS”.
A voi care Peccatrici, auguro una splendida lettura.
Moira

