Mie care Peccatrici di nuovo buongiorno,
altra settimana alla corte della Regina Vittoria con il III volume degli “Amori Vittoriani” di Estelle Hunt dove i protagonisti non erano di certo passati inosservati nei romanzi precedenti. Avevano troppe incognite, troppi fili spinati intorno a loro perché non se ne raccontasse la storia.
Con “L’ANIMA NERA DI UN LORD” (2022), Estelle non ha badato a spese e con due soggetti insondabili come Carter Castlereagh e Juliana Conway non poteva essere avara.
L’Onorevole Carter è il libertino per antonomasia: seduttore sfacciato, sarcastico in una testa macchiavellica. Le sue trasgressioni non sono un mistero nel Gotha britannico: inviso dai gentiluomini, bramato dalle donne e vizio proibito a porte chiuse. Il figlio cadetto del suo casato è un uomo lascivo e sconveniente, senza vincoli o morale. Non il miglior partito con cui far accasare una figlia, insomma.
Juliana è una giovane vedova che ha ereditato una fortuna dal marito barone: il bullismo subìto dal ton, l’ha allontanata dai salotti buoni e la sua figura ne è uscita irrimediabilmente sporcata. Nasconde le ferite dietro un’allure di leggerezza e impassibilità, ma si è sempre rivelata un’amica leale e sincera. Peccato lo sappiano in pochi. Qualcuno ha provato a riabilitarne il nome, ma solo un nuovo matrimonio potrebbe farla rientrare nelle grazie e riottenere il rispetto della nobiltà. Cosa che lei respinge categoricamente. Meglio infangata, ma libera dalle catene.
Un’unione di facciata, conveniente per entrambi però, potrebbe essere la soluzione migliore. O la peggiore.
Ciò che portano in dote non sono la ricchezza, il titolo prestigioso, le finte buone maniere, ma bauli colmi di dolore, paure, avversione e meccanismi auto sabotanti. Non sono persone felici: sono usurate dall’interno da batteri che distruggono le loro difese immunitarie, ma resi invisibili agli occhi del mondo.
Incastrare le loro personalità si rivela utopico: cerebralmente distanti, fisicamente intoccabili, restano le battute sprezzanti e le stilettate caustiche. Troppo ermetici, troppo danneggiati, troppo incompatibili e troppo insicuri. Sono “troppo” da qualsiasi lato li vogliate vedere.
Quello che può offrirle Carter sono solo frammenti perversi o l’incuria totale, in cambio Juliana mette sul piatto discrezione e una mano tesa, per poi ritrarla quando il gelo si inerpica su per il corpo. Due funamboli sopra un pavimento di cristallo, circospetti e incapaci di seguire una linea stabile che li porti a destinazione senza franare nel vuoto. Non si possono ricucire o salvare da soli, ma possono provare a fidarsi ancora nonostante le cicatrici del passato, gli incubi assillanti, concepire che le azioni commesse non definiscono una persona, ma la rendono accettabile e comprensibile ad un’anima altrettanto lacerata. E quando lo fanno, quel “troppo” diventa “giusto”.
La complessità di “L’ANIMA NERA DI UN LORD” è molto più di ciò che la sinossi fa intuire: affronta contorsioni mentali riprovevoli, voracità censurabili e un labirinto scomposto di alienazione e resilienza. E l’autrice può essere fiera del lavoro che ha fatto.
Non svende le aberrazioni a buon mercato, non alleggerisce il carico perché oltraggioso, la Hunt finalizza egregiamente uno stradario fatto di conflitti interiori, empatia e irrazionalità. E infatti confeziona un libro con dosi di angst e di fragilità pressoché perfetto.
Che la sua sia una Penna che mi attrae è fuor di dubbio: riesce a cadenzare la maniacalità delle sfumature senza essere stucchevole, sa quando tirare o allentare la corda della narrazione e quando è il momento giusto di azzardare e spingere fino in fondo. Ecco, credo che ciò che mi piaccia di più è che dimostra di non avere timore delle scelte che compie, denotando flussi di scrittura pienamente consapevoli. E io ho un debole per gli spregiudicati che sanno esattamente cosa stanno facendo.
Se pensavate che potevo levarmi le stecche di balena, il pizzo e smetterla di sopportare i baciamano dai Milord con i loro favoriti, vi sbagliate: ci vediamo la settimana prossima con “PECCATI D’AMORE”, il quarto volume in uscita tra pochi giorni.
Vi auguro una splendida lettura.
Moira

