“SAINT, Un Santo” di Sierra Simone

20 Ott, 2025

Recensione di

Mie adorate Peccatrici peccaminose,

vi porto nuovamente con me in questo labirinto di peccati e fede da cui non riesco proprio ad uscire.

Sierra Simone con “SAINT”, 3° volume della serie “Priest”, dopo averci parlato di un prete e di una quasi suora, ci porta a conoscere un frate, e qui la domanda mi nasce spontanea: ” il prossimo non sarà mica il Papa?”, in tal caso non so se posso farcela 😂

Lasciamo da parte la mia vena goliardica e passiamo alle cose serie, perché, come per gli altri volumi, anche qui oltre all’erotismo c’è molto di più, ci sono spunti di riflessione assai profondi.

In questa storia abbiamo Aiden, il terzo dei fratelli Bell, il più scapestrato, il più allegro, colui che vive più intensamente e appieno, sesso sfrenato e serate si susseguono senza sosta, la grande quantità di denaro che ha guadagnato e che continua a guadagnare la spende in modo spudorato e senza rimorsi.

Ma a volte coloro che ridono più forte o che vivono più intensamente, sono quelli più vicini all’oscurità e il loro modo di fare serve solo a scacciare quelle ombre, che soprattutto di notte, si espandono su di essi, li raggiungono con le loro mani, con le loro unghie, pronte a inghiottirli in un buco nero, in un vuoto che con voce contorta li chiama a sé fino a raggiungere un punto di non ritorno.

Ed è proprio in una di queste notti che Aiden si trova sul bordo del precipizio, in un buio totalizzante che, all’improvviso, una piccola luce rischiara, come un segno che lui decide di seguire.

E così senza dare spiegazioni a nessuno, si spoglia di tutto, diventando fratello Patrick, un nome che come una veste spirituale indossa per coprire tutto il resto, pronto a cambiare sé stesso e a cercare la pace interiore nel silenzio di un monastero.

Cerca di svuotarsi e di consumarsi fino all’osso, per accogliere al meglio la grandezza di Dio, attraverso la devozione, il duro lavoro, la preghiera e la totale solitudine che spesso trova nell’eremo, ormai diventato il suo posto preferito.

Dopo quasi 5 anni, è prossimo a prendere i voti definitivi e con ancora più sacrificio e rinunce dedicarsi in modo totalizzante a Dio, ma una visita inaspettata di Elijah, suo ex e grande amore, lo fanno dubitare sull’efficacia dell’impegno avuto finora, perché se è vero che non ha avuto problemi con il celibato sessuale, con quello emotivo, invece, non ha avuto lo stesso successo.

Elijah è rimasto sempre nel suo giardino, ogni volta che lui cercava di estirparlo, un altro germoglio era pronto a crescere e fiorire, le sue tenere radici non sono mai appassite del tutto, il suo giardino non è stato mai completamente ed esclusivamente di Dio.

La gabbia per le carni, che usa per spezzare la loro vitalità, adesso ha bisogno di stringerla ancora di più, e se all’esterno appare silenzioso, dentro ha un frastuono che grida desiderio e che non riesce a placare, perché non può essere il giardino di entrambi?

Un viaggio attraverso i monasteri d’Europa, lo aiuteranno a capire cosa vuole davvero e a sciogliere il momento di confusione, perché se l’abbazia è un rifugio, le fondamenta deve costruirle lui, i voti non devono essere un fardello ma un fiore rigoglioso che cresce dentro, la preghiera deve essere un risveglio dello spirito e non una costrizione, un modo per riversare la propria disperazione e liberarsene.

E se Elijah non fosse solo una tentazione ma un’opportunità?

E se fosse lui la risposta a tutte le sue domande?

E se invece di andare fosse il momento di tornare?

E se sesso e preghiera non fossero peccato ma si completassero come liturgia per corpo e spirito?

Ma gli “e se” non possono guidare la nostra vita, ad un certo punto bisogna fermarsi e decidere perché alla fine non si deve essere svuotati di tutto per accogliere Dio.

Anche questa, come le precedenti, si è rivelata una lettura coinvolgente che dipana la sua trama fra sacro e profano cercando di unire entrambi in un equilibrio perfetto che costruisce le sue fondamenta sull’amore.

Ovviamente gli spunti di riflessione non mancano, perché l’autrice instilla in noi il dubbio e quando si parla di Dio le domande sono tante e le risposte sono poche, ma alla base di tutto c’è l’amore, quello vero, quello puro, che può essere verso una persona o verso il Signore o per entrambi, il nostro giardino è abbastanza grande da poter coltivare non un solo fiore ma un’intera piantagione.

E quando la disperazione prende il sopravvento…

“Alza gli occhi verso i monti…”l

Alla prossima lettura 😘

Debby

Ringrazio la Hope Edizioni per la copia digitale gentilmente concessa

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: SAINT, Un Santo
Autrice/Autore: Sierra Simone
Editore: Hope Edizioni
Data di Uscita: 18/08/2025
Autoconclusivo
Serie/Collana: PRIEST
Numero/Volume: 3
Formato: cartaceo, ebook
Numero di pagine: 437

Trama

Non posso avere Elijah Iverson.

Non posso averlo perché è il migliore amico di mio fratello maggiore.

Non posso averlo perché cinque anni fa gli ho spezzato il cuore.

Non posso averlo perché ora è fidanzato con un’altra persona.

E non posso avere Elijah perché ho scelto Dio al suo posto.

Sono determinato a trascorrere tutti gli anni che mi restano in castità e preghiera, ma, ora che Elijah è tornato e che mi accompagnerà in un viaggio in Europa, tutti i miei propositi si fanno ogni giorno più fragili.

Non voglio cedere, però… noi fratelli Bell abbiamo una certa propensione a infrangere i voti.

E poi, per resistere a Elijah, ci vorrebbe un santo.

E io non sono un santo…

Avvertenze: nel libro vengono trattate tematiche come la depressione.