Eccomi Peccatrici,
pronta a portarvi in un viaggio indietro nel tempo nella seconda metà del 1800, accompagnate dalla delicata penna di Sophia Linwood e dal suo “UNA LETTERA D’AMORE”.
No, tranquille, non avrete bisogno di agghindarvi per balli e quant’altro, dovrete armarvi solo di pazienza e arguzia perché abbiamo un mistero da scoprire e un’identità da svelare.
Questo è ciò che preme a Ian Murdoch, proprietario ed editore senza pietà della Murdoch Press, scoprire e conoscere, finalmente, di persona il suo autore di punta: Hamilton Lancaster, scrittore brillante, osannato, acclamato e letto in tutta Inghilterra.
Per riuscirci ha pensato bene di ricattare Lord Christopher Shelton, unico contatto col suddetto autore, la cui unica colpa è di essersi macchiato di uno scandalo che ancora non è venuto alla luce, ma che Ian è disposto ad usare per arrivare ai suoi scopi.
Si presenta, così, a Wensington Hall, dimora del lord, sotto le mentite spoglie del signor Talbot, dipendente del famigerato editore.
Un borghese in mezzo a degli aristocratici non è ben visto, ma lui non se ne cura minimamente perché è più che determinato a scoprire chi è davvero Hamilton: sarà un valletto o un servitore?
Lady Helena, sorella di Lord Shelton, gli si presenta per farle da Cicerone in questa opulenta tenuta, non è abituato a questo tipo di personalità, è più avvezzo a fanciulle aristocratiche sciocche e svenevoli, di sicuro non ad una donna intelligente, scaltra e brillante come lei e di certo rimane alquanto scioccato quando scopre che Hamilton Lancaster è proprio lei: una donna!
L’ultimo libro in stesura deve essere portato a termine e si ritroveranno a collaborare insieme, dopodiché il grande Lancaster poserà la penna per sempre, perché Helena è prossima al matrimonio e la sua vena artistica non può venire fuori, deve essere accantonata, ostaggio di consuetudini e valori difficili da scardinare perché è così che è stata educata e cresciuta.
Ma può la sua passione più grande, quel fuoco che le brucia dentro e che incendia l’inchiostro, quell’oceano di talento che le scorre dentro e che si riversa sulla carta, essere messa a tacere così facilmente?
O se trova qualcuno che crede in lei, che non la reputa solo una debole donnetta, che non ambisce a tenerla relegata e metterla in mostra come un semplice vaso prezioso, allora forse potrebbe anche osare, forse le sue convinzioni potrebbero rimodellarsi, forse potrebbe cominciare a desiderare qualcosa per sé.
Ian vede in lei la vitalità e la magia che solo un bocciolo in fiore può avere e che non merita di essere reciso, per questo il suo essere machiavellico e a volte amorale, giocheranno a suo favore.
Ma a favore di chi?
Di Ian, di Helena o di entrambi?
Una trama originale che la penna della Linwood, sempre attenta ai particolari e alle descrizioni accurate, ha reso coinvolgente.
Il linguaggio ricercato e consono all’epoca ti trasportano con facilità in ambienti a noi sconosciuti perché lontani.
Vi ritroverete anche voi in riva al mare a bagnarvi i piedi con costumi improbabili, a sporcarvi le mani di inchiostro e a sperare che il talentuoso Hamilton Lancaster continui a scrivere racconti avvincenti.
Mi sa tanto che mi tocca tornare, ahimè, nel 2025, ma voi fermatevi ancora un po’ a sorseggiare una tazza di thè in loro compagnia.
Salgo sul treno su cui mi riempirò di fuliggine e che è pronto a partire per una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio l’autrice per la copia digitale e in anteprima che mi ha gentilmente concessa

