Ben trovate mie adorate Peccatrici,
eccomi di nuovo con un retelling fra le mani, chi mi segue sa che io li adoro, mi piace scoprire come l’autrice di turno sia riuscita a ridare vita a miti e racconti che già conosciamo ma dandogli una connotazione più odierna e realistica.
In questo caso chi non conosce la famosa Pandora e il suo vaso che non doveva essere aperto?
Valeria Messina ha cercato di dare forma a questo mito in “FLAWED”, ma più che un retelling direi che ne ha preso ispirazione.
Quindi ve ne parlerò come un normale romanzo a sé stante con una sua libera trama.
Doris, figlia di una famiglia ricca caduta in rovina, frequenta la facoltà di arte, quando dipinge o disegna si chiude in una bolla fuori dallo spazio e dal tempo, smette di essere quella che è e diventa ciò che vuole.
È inavvicinabile, oltre a sua cugina Emma e al suo amico Liam, non ha rapporti con nessuno e tiene tutti a distanza. Il suo mondo è perfettamente sigillato e va bene così, finché, per una lezione di pittura di nudo, si presenta come modello Delay con la sua aria selvaggia, inquieta e pericolosa.
Per lui, il viso innocente e puro di Doris, è un fulmine a ciel sereno: ne rimane folgorato e ammaliato, sembra una macchia bianca in mezzo al nero.
Anche se si diverte ad essere fuori posto e gli piace provocare e controllare, sotto lo sguardo di lei si sente esposto e quasi frantumato.
Per Delay, abituato ad avere tutte ai suoi piedi, il rifiuto di Doris al suo flirtare spudorato, rappresenta quasi una sfida.
È intrigato da questa sua aria inaccessibile e impenetrabile, più lei lo respinge più lui non pensa ad altro, lo stuzzica senza dire niente e lo attrae solo guardandolo.
Ma alla fine, l’amore per l’arte che li accomuna, finisce per avvicinarli.
Delay dona forma all’argilla con le sue mani, crea curve sinuose, crea vita nella pietra.
Quando Doris è con lui si sente finalmente sé stessa, non fragile e rotta, non una creatura da proteggere, perché lei non è solo delicata, ha attraversato le tempeste e continua a farlo e fra le sue braccia si sente al sicuro, si sente a casa.
Quindi perché rinunciare a tutto questo per paura di provare dolore? Non è meglio amare e soffrire piuttosto che sopravvivere a una vita vuota?
E così Doris diventa argilla nelle mani di Delay, si lascia plasmare, accarezzare, venerare, fino a diventare la più bella fra le sue sculture.
Due bei personaggi che, nelle loro imperfezioni, diventano perfetti insieme affrontando le loro emozioni inaspettate con coraggio. Paura, rabbia, delusione, diffidenza e sofferenza, si alternano a passione e amore, il tempo passato insieme diventa un bene prezioso da custodire gelosamente.
Una bellissima storia, una trama originale, una scrittura fluida.
L’unica pecca è che, a mio avviso, la parte finale è stata troppo frettolosa, avrei voluto venissero sviluppate meglio le dinamiche familiari per dare più corposità all’intera storia.
Ed ora dopo aver partecipato ad una lezione d’arte davvero interessante (vi pare potessi tirarmi indietro?), salgo in sella alla moto di Delay, che mi ha cortesemente prestato, e corro verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio la CE per la copia digitale gentilmente concessa



