Oggi la vostra Cosmy si ritroverà in fuga da un club di Amsterdam…
Carissime Peccatrici,
” Eyes of ice” è l’ultima uscita di Samantha Dionigi ed è sicuramente il suo romanzo più dark tra quelli pubblicati finora.
Shoni Beqiri è in catene ormai da sei anni. Il suo padrone e carceriere, Valentine Thalmor, le ha precluso ogni speranza.
Ha stretto un patto con il diavolo in persona per salvare sua sorella eppure le sembra una condanna eterna. Non le spetta nessun futuro e solo nel silenzio logorante ha trovato rifugio. Le rimangono solo i sogni come unica occasione per poter credere di essere libera e di vivere in una favola. Ma il vuoto che grida, che la stritola, la fa sentire invisibile in un mondo che non le appartiene. È costretta a vivere un’esistenza che continua a spegnerla giorno dopo giorno eppure è rimasta pura nel suo animo. A sconvolgere ulteriormente le sue giornate è un bodyguard dalle iridi fredde, profonde e letali. Uno sguardo raggelante che la inghiotte in una tormenta di neve ma che incendia non solo il suo corpo che brucia, ustionandole l’anima. L’ autrice riesce a catapultarci negli occhi di Dmitrij Vudok e tramite essi viviamo anche noi lettrici le loro emozioni.
Shoni e Dmitrij sono oscurità e luce, pace e inquietudine ma insieme sono “vita”. Due opposti che trovano un senso nel loro dolore.
Sono un eterno caos che intrecciano i loro respiri. E a sfiorarsi non è solo la loro pelle… La connessione che intercorre tra i protagonisti è così intensa e si avverte il senso di appartenenza che va oltre ogni cosa. Perché Shoni rappresenta l’unica guerra che sembra non essere in grado di vincere. Li vedremo prigionieri dei loro conflitti interiori e avvertiremo il peso dell’ oscurità che si portano dentro.
Ma quanto può sopportare
un’ anima prima di spezzarsi?
È un viaggio introspettivo dove ossessione, fame, incoerenza, solitudine, contraddizioni e confusione regneranno incontrastati.
Si percepiscono i contrasti tra tormento e speranza. Entrambi lottano per liberarsi da un passato torbido e opprimente, per trovare il coraggio di ricominciare e magari riscrivere tutto e costruire un ” noi”.
La Dionigi si concentra maggiormente sul punto di vista psicologico e ci trasporta nel vortice di dubbi, incertezze e paure dei due protagonisti. Il ritmo narrativo è lento, ipnotico e sensuale, tranne in alcuni punti che sembrano essere rapidi e quasi sfuggenti, come ricordi che si rincorrono nella mente .
Le descrizioni sono dettagliate e contribuiscono ad accendere i sensi e vedere coi loro occhi i colori che sopraggiungono nelle loro giornate.
Ci concederà inoltre di avvertire i loro battiti del cuore che si armonizzano in un’unica melodia.
È stato disarmante vedere il modo in cui si guardano, si vedono, si riconoscono e si proteggono.
L’ atmosfera nonostante le sfumature cupe risulta vivida e vibrante.
E seppur sia la prima volta che un suo romanzo si tinga di tale oscurità non ha perso di vista il suo stile, non lo ha rinnegato e quindi troveremo tutte le caratteristiche che tanto ci piacciono di lei. L’ autrice non rinuncia neanche ad un linguaggio a tratti poetico, evocativo e simbolico, ricco di metafore e similitudini. Il contrasto tra le atrocità che Shoni e Dmitrij devono subire e affrontare e il concetto di un amore che nonostante divori, riesca ad essere salvifico è evidente.
Ma il pericolo e i nemici sono sempre in agguato e tra fughe rocambolesche e regolamenti di conti, sete di vendetta e voglia di redenzione, i protagonisti riusciranno a sopravvivere?
Saranno finalmente liberi di vivere un amore che è stato sempre loro negato?
Ho apprezzato la scelta
di Samantha di dare spazio anche a riflessioni profonde…
E di averci donato un’altra storia travolgente, intensa, commovente e a tratti straziante.
Ci sono state scene in cui mi è mancato quasi il respiro e non ho saputo frenare le lacrime. In quei momenti avrei voluto tanto abbracciare Shoni. È un romanzo dal forte impatto emotivo in cui l’ Amore ci insegna a resistere, facendosi spazio tra le crepe del dolore.
A presto, la vostra Cosmy 😘
Ringrazio infinitamente l’autrice per aver gentilmente concesso la copia digitale.

