Ben ritrovate Peccatrici,
sapete che quando sento “retelling” mi ci fiondo, solo che questa volta la situazione è un po’ particolare e vi starete chiedendo il perché.
Perché Alessandra Cigalino con “FAULTY” non ha scritto un vero e proprio retelling, ma ha voluto dare una sua storia ad un personaggio con un’accezione negativa, spiegando magari il motivo della sua cattiveria.
Ecco perché la storia comincia con lei che si ritrova in coma e al suo risveglio non ricorda niente, come fare tabula rasa del suo passato per riscrivere una nuova storia e dare così una seconda possibilità al personaggio di Ursula, la strega del mare.
Si ritrova in un letto d’ospedale senza avere memoria di sé: come si chiama, da dove viene, amicizie, parentele, niente di niente.
L’unica cosa che ha è una conchiglia e la certezza che da lì deve uscire, seguendo un richiamo che sente dentro e che la porta in una catapecchia fatiscente a Cape Shell, il promontorio separato dal resto dell’isola Gorgonia dall’altra marea che a volte ne rende impraticabile il passaggio.
Cerca di adattarsi alla nuova vita in cui si è ritrovata e comincia a lavorare in un pub frequentato dai marinai che vanno e vengono dall’isola.
Ed è proprio qui che incontra lo sguardo magnetico di Alistair, lui che l’ha riconosciuta subito e che ne è ossessionato da quando l’ha salvata da morte certa.
Lui abituato ad andare per mare, a contrastare le burrasche, si trova in balia del suo sguardo che come un canto di sirena, ammalia il marinaio che non sa resistere al suo richiamo.
Ursula ha un mare in tempesta dentro di sé, che si agita fra mille dubbi e domande, ma le basta il contatto con Alistair per placare le onde che la tormentano e spingerla a navigare in queste acque calme facendosi travolgere da un senso di pace.
Finalmente, insieme a lui, si sente nel posto giusto e nonostante cominci a ricordare la sua vita passata fra solitudine, sofferenza e dolore, è decisa a lasciarsela alle spalle.
Ma si sa, la vita ci mette davanti sempre nuove prove da affrontare rischiando di perdere la rotta. Riusciranno Ursula e Alistair a ritrovare il proprio Nord con la bussola del cuore?
Una penna delicata e romantica quella di Alessandra, che mi ha condotta nella magia del fantasy, genere che non sono solita leggere, ma è anche bello, ogni tanto, uscire dalla propria comfort zone.
Quello che, forse, mi è mancato sono dei flashback della vita passata di Ursula che avrebbero potuto farmi capire meglio la sua tanto decantata cattiveria o i soprusi subiti, che a me non sono arrivati e che quindi non mi hanno fatto percepire il suo effettivo cambiamento e la sua voglia di rivalsa.
Sono del parere che i pensieri e i messaggi nei libri non devono essere spiegati, la bravura dell’autrice sta nel farli arrivare direttamente al lettore.
Rimane comunque una bella storia piacevole per gli amanti del genere e per chi ama sognare in atmosfere marine.
Ma ora è giunto per me il momento di cambiare rotta, abbandonare quest’isola e prendere il largo verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio la CE per la copia digitale che mi ha gentilmente concessa

