Ben trovate mie adorate Peccatrici,
vi avevo già detto, la volta scorsa, che avevo amato la penna di Alessandra Torre, stavolta con “HOLLYWOOD DIRT” riconfermo la prima impressione.
Mi piace il suo modo di scrivere, quel doppio pov alternato uno in prima e l’altro in terza persona, i capitoli brevi che hanno un ritmo incalzante, succulenti come le ciliegie, uno tira l’altro, tanto che ti viene spontaneo dire: “vabbè giusto un altro capitolo, che tanto è corto” e poi ti ritrovi in piena notte che non sai come ci sei arrivata 😅.
Anche questa trama, l’ho trovata originale, e i protagonisti che, in questo caso, sono in contrapposizione, danno vita a dialoghi scoppiettanti.
Ci troviamo a Quincy, in Georgia, una piccola cittadina che, nonostante la ricchezza di molti suoi abitanti, è rimasta ancorata alla sua semplicità e allo straparlare che è tipico delle piccole comunità.
I cittadini se la passano bene perché in tempi non sospetti, alcuni di loro hanno investito pochi dollari in azioni della Coca Cola, diventando poi milionari, passando la loro ricchezza da generazione in generazione.
Qui ha trovato rifugio la piccola Summer in fuga con sua madre da una situazione familiare difficile.
Gli anni sono passati e lei è diventata una giovane donna, solare e spigliata, anche se vive da tre anni emarginata dai suoi concittadini, eh sì perché Quincy, quando sbagli, difficilmente perdona.
Vorrebbe avere solo il denaro necessario per andarsene e ricominciare da capo altrove.
L’occasione le si presenta quando un grande attore di Hollywood, Cole Masten, decide di girare un film che tratta proprio la storia di Quincy.
Lui è abituato alla frenesia e al lusso di Los Angeles, alla sua privacy inesistente, ai flash e ai fans, vive col sorriso plastico stampato in faccia, ma quando un pomeriggio torna a casa e scopre il tradimento di sua moglie, quella sua facciata si sgretola inesorabilmente e l’unico modo per uscire illeso da questo enorme scandalo, è recarsi e isolarsi a Quincy per cominciare le riprese del suo film prima del previsto.
Ed è qui che ha un primo scontro con Summer.
Lei, come tutte le ragazze del sud, sfoggia un sorriso smagliante anche se in mente sta insultando come uno scaricatore di porto, ma quando si scontra con la spocchiosità di Cole, la maschera che indossa cade, e non gliele manda certo a dire, se ne infischia della sua notorietà o della sua bellezza o del suo sex appeal, quello che Summer proprio non sopporta è quando qualcuno si sente superiore ad un altro anche solo per una questione prettamente economica, perché per lei non è il denaro che stabilisce il valore di una persona anzi, e sarà contenta di farglielo capire.
Ma Cole non ci rimane per niente male da questa sua sfuriata, piuttosto rimane colpito dalla sua personalità verace, dalla sua autenticità e viene folgorato da un’idea: lei è la persona giusta per interpretare la protagonista del suo film.
Summer non può crederci, le si è presentata finalmente l’occasione per cambiare vita e mettere un punto alla situazione attuale, l’unico sacrificio è dover sopportare l’arroganza di Cole.
I ritmi diversi, il sudore, i rapporti autentici con il suo staff, un pulcino, le persone vere che lo circondano, riportano a galla il vero Cole, lontano dal mondo ingannevole e patinato di Hollywood, ricomincia a respirare.
Ma a respirare, ricomincia anche Summer, abbandona i “fingi” che l’hanno guidata per essere accettata, tira fuori i sentimenti che erano stati ignorati e messi da parte, e prende coscienza, dopo tanto tempo, di non essere sbagliata né tantomeno difettosa.
A dispetto dei loro caratteri opposti, troveranno una sintonia che spaventa entrambi, sarà una semplice infatuazione della durata di un film o sarà un amore duraturo come una soap opera?
Vi ho già detto all’inizio della recensione cosa penso di questa storia e della scrittura dell’autrice, non mi ripeterò, l’unica cosa che mi sento di aggiungere è che se molti libri stranieri sono così belli e comprensibili, è soprattutto merito di chi si occupa delle traduzioni accurate, in questo caso Daniela Rossetti, e alla Casa Editrice che vi presta particolare attenzione, cosa non scontata di questi tempi.
Non vi resta che indossare canotta e infradito e recarvi nell’assolata Quincy a bere una Coca Cola ghiacciata, non azzardatevi a chiedere una Pepsi, potrebbero cacciarvi a suon di pallettoni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio la Hope Edizioni per la copia digitale che mi ha gentilmente concessa.

