In collaborazione con Always Publishing che ringrazio per la copia concessa
Peccatrici buongiorno,
senza giri di parole, non leggere Jennifer Hartmann equivale a perdere un’occasione: “COME CATTURARE UN RAGGIO DI SOLE” edito da Always Publishing con la precisa traduzione di Cecilia Pirovano, sottolinea per l’ennesima volta il talento dell’autrice americana che non ha ormai più bisogno di conferme.
Non sto a spiegarvi gli sfottò ricevuti quando mi hanno visto con questa cover e questo titolo: “Non è la tua comfort zone, si sa”, “non ce la faccio a immaginarti con questo libro”, “ma sei seria?”, “ogni tanto un libro coccola ci sta” e intanto io me la ridevo sotto i baffi perché loro non avevano idea del contenuto che avevo tra le mani. E forse neanche voi.
La solidarietà e la compassione per i parenti delle vittime è la cosa più naturale e istintiva davanti alle tragedie, ma per quelli dei carnefici c’è la stessa empatia? Ella Sunbury ha già la risposta: porta sulle spalle il marchio di “sorella di un pluriomicida” che ha la colpa di amare un fratello rinchiuso nel braccio della morte. Non c’è tolleranza, gentilezza o comprensione per lei a Juniper Falls e probabilmente in tutto in Tennessee; emarginata, vilipesa per un reato che non ha commesso, conscia lei stessa di essere sprofondata in un carcere di massima sicurezza dove a fatica concede l’accesso a qualcuno.
Ma non è l’isolamento a tormentarla perché Ella ha una massiccia dose di cinismo e sarcasmo e non subisce passivamente, ma neanche è in grado di correre lontano: non può scappare da nessuna parte, non può alleggerire il cuore da un peso così addosso, condannata pur essendo innocente. Quel fratello così idealizzato, protettivo le ha dato e tolto tutto, anche la speranza, lasciandole solo disillusioni e un radicale disincanto.
Ma al liceo c’è uno sguardo diverso che non la addita, non la giudica e non la punisce: un ragazzo che dieci anni prima le ha regalato un fiore e una promessa nel bosco. Max Channing non cerca niente, non sa neanche quale futuro lo aspetti dopo la scuola: cresciuto troppo in fretta, ha concesso al suo gemello di vivere gli anni migliori dell’adolescenza, quegli anni che lui si è precluso per ricoprire un ruolo troppo gravoso per le braccia di un diciottenne. Non insegue ragazze, non gioca a fare il leader, non è ricco e non sa neanche stendere delle liste. Eppure imparerà a farlo.
Ella è diffidente, circospetta anche se l’affinità elettiva cresce passo dopo passo e Max non sa quale sia la cosa giusta da fare. Non brama l’invasione e la conquista, è uno che sa costruire poco alla volta una casa mattone su mattone da cui far entrare la luce, fosse anche un solo raggio di sole. E ne hanno entrambi bisogno.
“COME CATTURARE UN RAGGIO DI SOLE” non ha una tessitura semplice e all’acqua di rose: strappa le regole canoniche coibentando argomentazioni afose e struggenti capaci di integrarsi e assorbirsi intorno ai due protagonisti rendendo anche i personaggi ‘secondari’ essenziali per reggere e dare credibilità all’anatomia narrativa.
Jennifer Hartmann, maestra dell’angst, non dà respiro con questa storia: fa imperversare la burrasca, la placa con momenti di tenerezza ed è già pronta a scatenare un altro nubifragio con una cronaca attenta e convincente che mi ha letteralmente trascinata nel mare in tempesta.
Presa, strattonata, acquietata e poi di nuovo percossa da una Penna che mi ha tenuta in pugno dall’inizio alla fine e che mi ha chiesto una sola cosa: “resta”. E io sono restata.
Buona lettura Peccatrici, ci vediamo la prossima volta.
Moira


