Mie adorate Peccatrici,
questa di cui vi parlo oggi è una storia che ho fortemente desiderato, dopo aver letto “Rebel”, retelling di Ginevra e Lancillotto, il povero Art meritava una storia tutta sua e con “KING”, Silvia Loreti mi ha accontentata.
Lui che ha rinunciato a tutto per fare la cosa giusta, lui che era il re indiscusso di Oxford, leader degli studenti, capitano della squadra di rugby, un destino al potere già scritto, Ginevra, la donna della sua vita al suo fianco.
E ora si ritrova senza corona, tutti gli hanno voltato le spalle, persino la sua famiglia, ha perso il suo amore, ha perso tutto.
Arthur deve ripartire da zero, deve imparare a lasciarsi andare senza inseguire sempre un obiettivo, abbandonare quella sete di potere che lo ha sempre accompagnato.
Intorno a sé non ha silenzio ma vuoto, e quello fa tanto rumore.
Quale posto migliore della libreria, dove tutto segue un ordine, dove tutto è catalogato e sistemato sugli scaffali, per ricominciare?
Proprio qui, tra pagine ingiallite e profumo di carta, passerà l’estate, dove il suo ex amico Lance, tra poesie e versetti, ha conquistato la sua Ginevra.
Ma la tranquillità per lui non dura molto, perché fra quegli scaffali arriva Hazel, figlia di Mr Hollis il proprietario della libreria.
Lei è eccentrica, porta colore e movimento in un mondo statico, confonde il prossimo con i suoi modi.
Per Arthur è una stonatura in un pentagramma melodioso, è arte senza regole, è il caos vestito di grazia.
Lei rischia di demolire le sue fondamenta, di portare scompiglio alla sua calma.
Comincia fra loro una guerra silenziosa dove Hazel cerca l’errore nella compostezza di Art e lui è intenzionato a smascherare le sue fragilità ben nascoste.
Ma a volte anche la guerra ha bisogno di una tregua, la loro sarà dolce e fatta di disegni con le dita e baci, dove l’arte si confonde col desiderio, dove il nero del carboncino verrà sostituito dai delicati colori degli acquerelli, dove non ci saranno più schemi da seguire, ma solo volontà da trovare.
Ma nonostante Arthur provi rabbia e paura di non essere all’altezza delle aspettative di tutti, è pur sempre un re e come tale ha dei doveri anche se pesano sul cuore.
Sarà capace di lasciarsi tutto dietro e rinunciare allo scettro per la sua Nimue o la corona che, a tutti i costi vogliono fargli indossare, non può essere rifiutata?
Un libro che è un autoconclusivo ma che, a mio avviso, va letto dopo “REBEL” se si vuole capire davvero la storia, perché in questo l’autrice non fa riferimenti ad eventi passati che hanno portato alla situazione attuale che si trova a fronteggiare Art, si dà per scontato che la si conosca già.
Lo stile dell’autrice è poetico e delicato, tratto che la contraddistingue.
Il ritmo della narrazione è lento come il lieve movimento della superficie di un lago quando c’è una leggera brezza che muove l’acqua e il riverbero dei raggi del sole crea quel gioco di luci da sembrare quasi magico.
Il susseguirsi delle azioni è timido, quasi statico, come se non si volesse disturbare la bolla di patimento in cui si sono immersi i protagonisti.
Il loro non è un vero e proprio struggimento, è più un accettare la nuova versione di sé a cui devono ancora abituarsi, è un adattarsi continuo a sè stessi, alla persona accanto che non era prevista, e a ciò che li circonda: ambiente, amici, famiglia.
È una storia che aveva bisogno di essere scritta, perché Arthur, antagonista di Lance, non è cattivo ma è il risultato delle scelte degli altri, ha tanto peso sulle spalle dovuto al potere della sua famiglia, ed ha soprattutto buon cuore e per questo andava premiato con un grande amore.
Tuttavia il mio coinvolgimento alla storia è stato blando, dovuto forse al ritmo lento non in linea col mio gusto personale, ma ripeto sempre che è solo una mia sensazione e che non vuole essere un giudizio insindacabile.
La lettura è un viaggio che ognuno vive a modo suo, d’altronde.
E io sono già pronta per un’altra avventura a caccia di emozioni…corro!
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio Collana Relove e l’autrice per la copia digitale che mi è stata gentilmente concessa.

