In collaborazione con l’autrice che ringrazio per la copia concessa
Ben ritrovate Peccatrici,
è uscita ieri la seconda edizione di “STRONGER – È tutto qui” (#1 Stronger Serie), romanzo che Melissa Pratelli scrisse nel lontano maggio 2018 e che adesso, revisionato e con l’aggiunta di qualche inserimento corposo, sceglie di riportarlo alla ribalta. E fa benissimo.
Che lei sia una specialista di new adult non devo certo dirvelo io, ma credo che qui abbia giocato le sue carte migliori, maledicendomi per non avere 30 anni di meno e per vivere in Lombardia anziché in California. Chiaramente ho aderito al Review senza neanche leggere la sinossi, ma era irrilevante: come la metti la metti, scriverà sempre qualcosa che mi inchioderà alle pagine. Solo che stavolta ha usato direttamente il trapano.
L’involucro della storia non lascia chiaramente presagire cosa troverete al suo interno e di certo non sarò io a svelare gli altarini, ma ciò che posso sbandierare ai quattro venti è che non sarete allodole attirate dal proverbiale specchietto.
Amelia Hudson è sì una nerd un po’ impreparata, riluttante e insicura a buttarsi nella mischia e a interfacciarsi col genere maschile, a disagio ma attratta dal coinquilino della sorella che vive sotto il loro stesso tetto della casa di San Diego e del tutto invisibile per uno come Aidan Hale.
Dan non è solo bello e seducente, disponibile e sagace, ma è anche il cuoco di casa e non sottovaluterei questa cosa…come non tralascerei il fatto che gira per casa spesso con pochi indumenti addosso: ama il sesso e le relazioni veloci, ma quale giovane adulto ne è immune?
E fin qui abbiamo sistemato la parte della sfigatella e dell’effluvio ormonale, ora parliamo seriamente.
Al primo sguardo, “STRONGER” si presenta così e mi avrebbe divertito e resa godibile la lettura, ma da Melissa volevo ben altro e altro mi ha dato.
Sulla giovane Lia mette in spalla uno zaino che pesa come un macigno, un fardello che sta cercando di alleggerire facendo leva su una forza interiore che va scoprendo giorno dopo giorno. Non fatevi l’idea di una ragazza fragile come il cristallo, piagnucolosa e pavida: lei assorbe gli stimoli, le nuove esperienze e li tramuta in piccoli e grandi passi coraggiosi. Aidan coi suoi 23 anni, non è un uomo risolto, né tantomeno un ragazzo immaturo, non è pieno di sé e non di certo brama il mondo ai suoi piedi. No, non è così vanaglorioso, ma sa benissimo di non essere indifferente alla sorellina della sua migliore amica ed è chiaro che se può, usa questo jolly a suo vantaggio. Stronzo? Forse. Tentatore? Sicuramente. Bugiardo? Solo con sé stesso.
In questo romanzo c’è tanto della sua autrice, azzarderei che è quello più “personale” al di là delle passioni e delle attitudini: le zone d’ombra, le vulnerabilità, ma anche la grinta, gli obiettivi e l’appoggio incondizionato della sorella che rispecchia pienamente il legame tra Amelia e Cecilia, custode dei suoi segreti e baluardo a difesa della roccaforte. Questo è il lato dolce del libro, mica i pancake e le ciambelle.
Una lettrice adulta può sicuramente trovare piacevoli e frizzanti i new adult, ma sovente frappone una certa e innegabile distanza anagrafica che talvolta non la porta a superare determinati confini, oppure nel caso vengano stravolti i paradigmi generazionali: Melissa Pratelli riesce nell’intento di far accantonare le remore grazie agli equilibrismi che mantiene per tutta la durata della storia, distribuendo misuratamente le parti più distensive, quelle più critiche, meditative e quelle più fisiche tracciando lei stessa gli argini per non esondare, evitando così di esasperare inutilmente gli elementi drammatici e triviali.
La nota di merito che le attribuisco è la maturità autoriale già presente 8 anni fa, periodo in cui sarebbe stata lecita e comprensibile una stesura acerba e esitante, fatta di buone intenzioni ma precarie, e come al solito, evidentemente le piace smentirmi ad ogni uscita poiché è lampante, nonostante le revisioni occorse, che stile, lucidità e tempi di reazione non le sono mai mancati.
Anche se durante la lettura e poi alla sua conclusione sono volati complimenti quanto insulti e avvertimenti minatori alla diretta interessata, ero più che certa di avere in mano un libro che aspettasse solo di essere divorato.
P.S.: Pratelli, fai uscire il secondo o mi ritrovi sotto casa!
Buona lettura Peccatrici, a presto.
Moira


