Care Peccatrici,
come prima cosa: buongiorno, come state?
Quando ci siamo sentiti la scorsa volta, era per parlarvi della mia prima esperienza con l’autrice Alessia Vecchi. Bene, oggi vi parlo di nuovo di lei, ma questa volta di un romanzo diverso, dove Alessia tocca dei temi molto forti.
Peccatrici, oggi vi porto dentro la storia dei protagonisti di “Brava Bambina”.
Il romanzo ha un doppio punto di vista, quello di Sara e di Gabriele, e fin qui tutto nella norma. Ma, c’è sempre un ma, la storia ci viene raccontata su due piani temporali, anzi tre: Oggi e Prima, accompagnati da dei piccoli capitoli numerati, che raccontano fatti accaduti in un passato più remoto di quello raccontato nel “prima”.
Ho fatto un giro di parole contorto, me ne rendo conto e per questo mi scuso. In realtà durante la lettura è molto più naturale questo passaggio tra i vari salti temporali, che sono fondamentali per riuscire a comprendere i vari comportamenti e lo spessore emotivo dei protagonisti.
Questi due ragazzi hanno un’infanzia completamente diversa, lei, nata e cresciuta in una famiglia benestante dalla facciata impeccabile, ha potuto sviluppare le sue doti di bambina prodigio, diventando ben presto una pianista di fama mondiale. Lui, unico figlio di una famiglia normale, di quelle come tante, ma che ben presto viene sconvolta da qualcosa che ne cambia l’assetto, e per cui gli altri membri mostrano tutta la loro imperfetta e umana fragilità.
Si incontrano per caso, Sara e Gabriele, ma tra di loro nasce subito un’intesa speciale, di quelle che si trovano poche volte nella vita e spesso non necessariamente con dei fidanzati.
La narrazione é “calma”, voi penserete che mi sono bevuta mezza Toscana oggi, ma no, è solo l’aggettivo che secondo me meglio la qualifica. L’autrice ci spiega i fatti, ce li racconta attraverso loro, senza fretta, toccando temi delicati come quelli presenti in “Brava Bambina” con una compostezza e una delicatezza non scontate. Personalmente ho trovato solo una nota che alle mie orecchie ha suonato po’ stonata: le dinamiche tra i personaggi a volte forse un pochino forzate, ma ci sta, nei romanzi a volte é anche necessario farlo.
Non voglio dirvi altro sulla storia, per non sciuparvi la lettura. Una cosa però mi sento di aggiungerla, la storia ha, a mio avviso, un finale aperto che lascia spazio all’autrice per un eventuale seguito.
Ringrazio Hope Edizioni per la copia gentilmente concessa.
Un bacio,
Francy.



