In collaborazione con Always Publishing che ringrazio per la copia concessa
Buongiorno Peccatrici,
“HER LEAGUE _ Un amore tutto suo” è il volume spin off della fortunatissima “Windy City Series” di Liz Tomforde e edito in Italia da Always Publishing e come si poteva salutare Chicago senza la storia di Monty?
Per chi non lo sapesse, Emmett Montgomery è il capo allenatore dei Warriors, la squadra di baseball della ML, ma è anche il padre di Miller, la compagna di Kai Rhodes: non andate a pensare a un attempato signore calvo e con la pancetta perché Monty è ancora nel pieno della forma ed è irresistibile.
La sua vera bellezza, però, non risiede (solo) nella prestanza fisica e nei tatuaggi che gli ricoprono il corpo, ma è nella personalità: è un uomo affidabile, protettivo e tanto, ma tanto altruista che ha sempre anteposto i bisogni delle persone care ai suoi. Allenare e guidare la squadra è tutto ciò che adesso chiede per sé.
L’arrivo di Reese Remington come nuovo proprietario del team subentrando al nonno, mette in bilico la sua posizione: determinata, corazzata, e soprattutto, preparata a ricoprire quel ruolo, è l’unica donna presidente nella Major League, ritenuta dai più non adatta a gestire e guidare una struttura così insidiosa e importante solo perché…immaginatelo da voi. Una business woman decisa a fare cambiamenti e a imporre le sue decisioni, ma anche una trentacinquenne emancipata e solitaria che respira baseball fin dall’infanzia: i City Warriors non sono solo l’azienda di famiglia, ma sono anche i suoi ricordi, la sua casa e la sua eredità.
Tra di loro non regna certo l’armonia, ma su una cosa Emmett è ferreo: non la sminuisce mai e ne riconosce il valore e l’intelligenza manageriale. E Reese non mette mai in discussione le capacità tecniche del suo allenatore che è un leader nato in campo e un punto di riferimento fuori dal diamante.
Posizioni gerarchiche diverse, una è il superiore, l’altro il dipendente, ma i confini si assottigliano, si invadono e si superano. Se da una parte vengono allo scoperto l’uomo e la donna, dall’altro i ruoli ricoperti devono restare ancorati a terra; lei rischia la reputazione e la credibilità, lui un marchio poco edificante e forse anche la carriera in ML.
L’utilizzo sovente di quel “non dirmi quello che devo fare” dalla voce ferma – e anche sensuale – di Reese e che spesso rimbalza anche sulle labbra di Emmett – e non certo con autoritarismo – è l’equilibrio perfetto di questa coppia: lei ha il controllo nella vita pubblica e rimarca la propria autonomia che lui rispetta senza colpo ferire, lui in quella privata a cui lei si abbandona perché la fiducia è totale
Come ogni romanzo della Tomforde, non si creano mai tormenti drammatici o la tragicità di circostanze opprimenti, ma si costruiscono storie volgendole sempre al positivo con protagonisti carismatici e empatici. Reese è davvero una donna tosta e competente, ma mette in luce anche la sua femminilità e quelle fragilità che però non ne contaminano il carattere deciso, né la risolutezza. Monty non sa fingere, non sa nascondersi e non gioca mai con i sentimenti: non conosce l’egoismo, è interamente proiettato verso gli altri pur mantenendo una sicurezza granitica e una personalità ben definita.
La comunicazione narrativa di questo romanzo non si discosta dagli altri: a momenti di leggerezza, di familiarità e di quelli più fisici e infiammabili, si mescolano anche quelli più scomodi legati all’inevitabile pregiudizio e disparità di donne al comando in un ambiente prettamente maschile. Vedrete che Reese metterà a tacere le perplessità e che la poltrona presidenziale dei Warriors le spetta per merito e per passione.
E non è una mosca bianca in questi contesti sportivi di massimo livello: Jessica Campbell è la prima donna a ricoprire il ruolo di assistant coach in NHL e Marie Louise Eta è stata chiamata recentemente sulla panchina nella Bundesliga tedesca: non hanno detto loro “cosa fare”, ma che “lo sanno fare”.
Buona lettura Peccatrici, a presto.
Moira




