In collaborazione con l’autrice che ringrazio sempre per la copia concessa
Buongiorno Peccatrici,
domani finalmente uscirà il IV e ultimo volume della “Criminal Scars Serie” di Kyra Synd e non poteva che sferrare il colpo di grazia. È la serie a me più consona e affine, dove mi ci sono specchiata meglio e dove le disfunzioni relazionali, la crudeltà dell’animo umano, l’immoralità e il dolore più lacerante non riescono a soffocare l’anomala bellezza di quadri più emozionali.
In questo volume – interamente ambientato a Las Vegas – chi fa il bello e il cattivo tempo è la Yakuza e ciò può significare solo due cose: vivere o morire, ascesa o declino. Comunque sia, non c’è una strada di ritorno.
Ryū è autocontrollo e dominio, un tattico signore della guerra la cui figura è affascinante e non solo per l’estetica: ha il carisma, la mentalità e la disciplina ferrea del Sol Levante e su di me queste componenti sono altamente seduttive tanto da rendermi una geisha al suo servizio. E si suoi piedi.
Fine scacchiere, fighter per vocazione, nessuno può invadere il suo territorio e le persone che ha scelto di avere accanto e tra le sue spire scure ci entra anche la pedina del Dio del Male, portatrice di caos e insidia pericolosa. In tutti i sensi.
Ciò che vede Ryū, è anche una donna che inconsciamente assume tonalità mutevoli, incomprensibile in certi tessuti e emblematica in altri: una fascinazione apparentemente indecifrabile, ma è quello il suo potere e la sua condanna.
E c’è Ronin, incarnazione perfetta di un Oni, il demone. Non è nato, non è fatto per restare in disparte e la sua presenza si sente, si impone e si espande perché è ovunque. E la sconfitta non è contemplata per chi come lui, muove i fili fin dall’inizio.
Cappi al collo che sembra non possano essere sciolti, nuove gabbie che imprigionano, declinazioni diverse a cui dare finalmente un nome e una forma più definita: un destino irreversibile forse, ma su cui far nascere una volontà libera e consapevole.
Kyra va a dipingere l’ultimo atto di questa serie che è stata progettata senza bavagli sulla bocca e senza bende sugli occhi. In mezzo alla spietatezza, alla degradazione, alle distorsioni della psiche umana e alle sofferenze, è riuscita a trasmettere come ai dark Romance non bisogna tarpare le ali. Soprattutto quando li si sa guidare con coscienza e lucidità, anche se li si spinge al limite.
Ha scandagliato e riprodotto tutti i TW dall’esordio alla conclusione, non si è risparmiata, nom ha chiesto scusa, men che meno ha temuto le conseguenze. I personaggi maschili raschiano un sottosuolo fatto di catrame, cemento e sangue e ha dovuto sporcare di fango e letame le sue donne, non per mortificarle, ma per restituircele con le loro ferite e i loro lividi. Guardiane benevole, messaggere di segnali anche in controluce, non assolte da colpe, errori o giudizi, ma ricucite e rispettate attraverso il linguaggio identificativo che la contraddistingue. Ricordatelo quando entrerete nelle loro storie.
P.s. Grazie Kyra per avermi regalato la perfezione di un Total Morally Black, come lui nessuno mai.
Buona lettura Peccatrici, a presto.
Moira




