“SEI IN TUTTI I MIEI SBAGLI” (#1 The Building Series) di Leiton D’Amara

26 Giu, 2026

Recensione di

In collaborazione con l’autrice che ringrazio per la copia concessa

Buongiorno Peccatrici,

la scelta di leggere “SEI IN TUTTI I MIEI SBAGLI” (#1 The Building Series) di Leiton D’Amara era dettata inizialmente da un unico movente, il titolo: quasi non sapevo in cosa mi stavo imbarcando non conoscendo neppure la Penna. Ora lo so.

Non sono particolarmente attratta dagli Age Gap, ma molto invece dai Reverse e ho delle testimoni che possono confermarlo; non mi importa neanche granché della ricchezza e del potere di cui non subisco il fascino e chi se ne frega delle grandi metropoli americane. Ambientazione tutta italiana, unico pov femminile e ho qualcosa da dire alla protagonista.

Giuny, benedetta donna, qui c’è da fare un discorso tra amiche adulte.

Che tu sia un po’ acida, sospettosa e decisamente non un animale sociale, l’ho ben capito fin da subito; che non ami estranei in giro per casa che per di più, oltre a invadere la tua privacy, sporcano il pavimento lasciando impronte di polvere e calcinacci, ti do anche ragione. Che sebbene mamma, sorelle e parenti vari ti vedano spenta e ti spingano a cercare l’uomo consono con cui accasarti perché essere single alla tua età non è cosa buona e giusta, stresserebbe anche me e siamo d’accordo.

Però che colpa ne abbiamo se ad attirare la nostra attenzione è uno che manco conosce le Spice Girls e mai ha visto Dawson Creek? Sì lo so cosa stai per dire, l’hai già detto e ridetto a Claudia, non serve ripeterlo: ti senti ridicola, a disagio, di stare facendo una cosa inappropriata, uno sbaglio enorme.

Già la sento quella vocina fastidiosa. “E se poi quel Federico ti stesse prendendo in giro? Uno come lui sai quante ne trova più attraenti, più in forma e coetanee? Vuoi essere l’oggetto di una trasgressione o, peggio ancora, passare per una nave scuola? Ma poi cosa direbbero i tuoi familiari? Vuoi diventare lo zimbello del quartiere?”

Ecco. Dai retta a me e lasciali tutti parlare.

Ho conosciuto quel ragazzo: è bello e non ci piove, sia con che senza maglietta. Ed è pericoloso: no, non perché possa rubarti l’argenteria, mettere a repentaglio la tua vita o invischiarti in traffici loschi. Sai che c’è? È gentile, ha la testa sulle spalle e due occhi scuri sinceri e indagatori. E vuole conoscerti, non solo rotolarsi con te tra le lenzuola. Gli piaci. Gli piaci veramente. E questo ti allarma, lo so. E so anche che le tue fisime mentali prevarranno: ti imbarazzerai e morirai di vergogna immaginando gli sguardi di disapprovazione della gente e i mormorii di una condotta disdicevole e scandalosa.

Giuny, il tempo delle paranoie è finito. Buttati e goditi il momento. Ti sta capitando l’occasione per sentirti viva, leggera, desiderata. Lui ti fa sorridere, è galante, è caldo, è schietto e fa accendere mille scintille dentro e fuori. Ti fa scoprire lati di te che tenevi in un cassetto e che forse mai nessuno ha saputo aprire. O a cui tu forse non hai dato l’accesso.

No, non andare a pensare che ti giudicheranno un’insoddisfatta, una frustrata, una stupida perché si è invaghita di uno con meno anni che ha un modesto conto in banca e una busta paga, di uno che dopo il diploma ha preferito cercarsi un lavoro dignitoso pur di essere indipendente. Di uno che guida una moto (ha una Yamaha, ti posso capire) e che ama il colore grigio. Il grigio? Ma chi conosci che lo sceglierebbe?! Sono pochi e rari, dai. E se ne trovi uno così, non guardare la carta d’identità, ma senti cosa ti dice il cuore.

La tua autrice ti ha lasciato parlare per tutto il romanzo: ho ascoltato le tue esitazioni, la paura dei giudizi, i tuoi sussulti e i tuoi brividi, ma mi sono arrivate fulminee anche le vibrazioni di Federico, i suoi gesti e le sue parole. Non state commettendo nessun errore: stai decidendo cosa è meglio per te, lui ha già stabilito cosa vuole e non gli è mai importato nulla dell’anno di nascita. Gli altri capiranno o se ne faranno una ragione: l’amore non va a fare i conti all’ufficio anagrafe e a parere mio, credo che non gli freghi neanche nulla di mettersi a contare.

Io approvo, sappilo!

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Leiton D’amara, direttrice dei lavori, compie un’operazione che nell’edilizia è molto semplice: monta un ponteggio che non solo vada a dipingere la facciata esterna, ma che non traballi man mano che l’altezza sale. Non usa materiali all’avanguardia che proiettino dinamiche funamboliche e astratte, ma prepara un computo metrico completo e realistico in grado di sostenere un progetto che, sulla carta, apparirebbe insidioso. E alla fin fine, sono le cose più ‘ovvie’ quelle meglio riuscite: il romanzo c’è e funziona alla grande.

La narrazione è sciolta, vivace, senza detriti che la rendano macchinosa o lenta, priva di paradossi, ma ricca di elementi percettibili ed esternazioni coerentemente manifestate; il linguaggio è diretto e comprensibile, istantaneo nel lasciar emergere e liberare tutte le sensazioni che “SEI IN TUTTI I MEI SBAGLI” si prefigge di ottenere. Per me con punteggio pieno.

Buona lettura Peccatrici, con l’autrice direi che ci rivedremo col secondo volume della serie “The Building”. E occhio ai cantieri in città: non si sa mai.

Moira

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: SEI IN TUTTI I MIEI SBAGLI
Titolo Originale: SEI IN TUTTI I MIEI SBAGLI
Autrice/Autore: Leiton D'Amara
Data di Uscita: 08/06/2026
Autoconclusivo
Serie/Collana: The Building Series
Numero/Volume: 1
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 418

Trama

Se è uno sbaglio, perché è l’unica cosa che sembra giusta?

Mi ero rassegnata a una vita che non mi faceva più tremare. Un lavoro monotono, odiosi pranzi con i parenti e mia madre che mi ricordava, un giorno sì e l’altro pure, tutto quello che non sono riuscita a diventare. Avevo persino smesso di chiedermi cosa desiderassi davvero. Perché è più facile mettersi al riparo, che rischiare di farsi male di nuovo e vedersi portar via la felicità.
Poi è arrivato Federico.

Più giovane, più bello, più tutto. Ha un sorriso strafottente, gli orecchini a entrambi i lobi e il corpo scolpito dalla fatica del suo lavoro. Ed è l’unico che riesce a farmi ridere, tremare, arrabbiare e desiderare… tutto nello stesso minuto. E più cerco di convincermi che non abbiamo nulla in comune, più lui si incastra nelle crepe della mia vita come se fosse sempre stato lì.

Adesso che il buon senso è svanito e il confine tra giusto e sbagliato è diventato pericolosamente labile sotto il peso dell’attrazione, devo solo capire quanto può durare un amore che il mondo intero considera uno sbaglio. E soprattutto… cosa resterà di me, se scegliessi di salvarmi perdendo lui?