Bentrovate mie adorate Peccatrici,
Lo sapete che io adoro fare viaggi indietro nel tempo, vero? Ebbene oggi ho preso una carrozza e mi sono catapultata nel 1895, ma il mio è stato un viaggio che esula dalle regole di quel periodo, d’altronde non poteva essere altrimenti se a condurmici è stata la stravagante penna di Giulia Barucco che di regole e bon ton se ne infischia.
Con “MAI DIMENTICARSI DEL CUGINO” poteva lei scrivere una storia catalogabile nella normalità e che non uscisse fuori dagli schemi imposti da stirpi di sangue blu? Ovviamente no, se no che autrice anticonformista sarebbe?
Ma ora vi chiedo: avete mai letto degli historical? Se non lo avete fatto, vi prego di provvedere, prima di buttarvi in questa lettura, perché solo così potrete cogliere ogni minima sfumatura sarcastica di cui è intrisa questa storia. Sia chiaro potete leggerla ugualmente, anche senza una cultura data dalla lettura di questo genere, e vi divertirete comunque.
Più che un romanzo questa è una pièce teatrale dove una commediografa alquanto scriteriata, certa Margot Peregrine Bertie, mette in scena un’opera brillante dai risvolti tragicomici. Sceglie con cura i suoi attori, dona loro un copione strampalato e pretende che tutti lo seguano alla lettera.
Ordunque miei spettatori curiosi, prendete posto, si apre il sipario e che lo spettacolo abbia inizio!
Entra in scena, prendendo posto al centro del palco, Lady Margot, figlia di un conte, una fanciulla alquanto bizzarra, indecorosa per il suo rango, dall’intelletto che potremmo definire creativo e spregiudicato, di certo non le manca la fantasia per elaborare piani contorti che la facciano arrivare al suo scopo: vivere il suo amore con il figlio dello stalliere. Ora capirete che il suo è un amore impossibile per l’epoca, ma ovviamente la soluzione, secondo il suo insindacabile volere, c’è ed è semplicemente un’unione di facciata che porti lei ad essere isolata in campagna (con lo stalliere) ed il futuro marito, possibilmente attaccato alla sua libertà, possibilmente vecchio e decrepito e quindi pronto a schiattare, possibilmente non in cerca di eredi, a vivere in città. C’è da dire che dovesse riuscire nella sua impresa di trovare il marito perfetto che corrisponda a tutte queste caratteristiche e lui dovesse malauguratamente accettare la situazione, andrebbe rinchiuso anche lui in un sanatorio in compagnia di sua moglie.
E bè ovviamente lo trova!
Moses Gordon Lennox, sesto duca di Richmond,
pomposo, borioso, potente e soprattutto un incallito libertino, non proprio vecchio e decrepito, maturo sì ma sulla carta, che viene messo alle strette dalla regina in persona per espletare i suoi doveri: trovare moglie e generare un erede.
Accetta quindi, la proposta di questa donna così stravagante che non riesce a tenere la bocca chiusa, in barba alla buona educazione, e che lo ha incuriosito non poco. E come la mettiamo con l’erede?
Ah ma Margot ha pensato anche a questo!
Un erede…ma è proprio necessario? Certo che no, se c’è un cugino pronto ad ereditare il titolo alla sua dipartita, l’importante è che nessuno lo sappia che non c’è alcuna intenzione di procreare un erede.
E così comincia la commedia che segue il suo copione alla perfezione, facendo entrare in scena l’amante, lo stalliere, personaggi secondari, diverse comparse, tutti bene istruiti dalla commediografa che porta avanti la sua pièce senza intoppi, finché non entra in scena… IL CUGINO!
Ma ora, perdonatemi se non continuo a svelarvi la trama di quest’opera così ben congeniata, vi leverei il gusto e la sorpresa di scoprire cosa ha architettato la mente geniale, seppur contorta, dell’autrice che, ogni volta, riesce a coinvolgermi e a trascinarmi in un turbine di risate e a farmi rimanere incollata alle pagine fino alla fine.
Uno storico, seppur distorto, che potrebbe far torcere i nasi ai puritani del genere, ma di un’originalità e di una dinamicità tali che ci passerete sopra. Aspetterete, pagina dopo pagina, i botta e risposta scoppiettanti e pungenti dei due protagonisti, entrambi arguti e dalla forte personalità che, sono sicura, vi conquisteranno già dai primi capitoli.
Quindi se avete voglia di leggerezza e di una dose di sana ironia, questo è un libro che vi invito a non lasciarvi sfuggire, ma una raccomandazione: non leggetelo in una sala d’attesa, potrebbe scappare un attacco di ridarella e di conseguenza venire scambiate per una non sana di mente, un po’ come l’autrice…ma lasciamola a lei questa prerogativa 😉
È giunto il momento di tornare ai giorni nostri perché un’altra avventura a caccia di emozioni mi aspetta.
Alla prossima lettura 😘
Debby




