RECENSIONE
Buongiorno Peccatrici,
siete pronte per una nuova avventura?
Bene, allora preparatevi, perché questa volta faremo un po’ di sport insieme ai nostri protagonisti. 😏
Oggi vi parlerò di “TESTA A TESTA” di Beth Bolden, edito da Quixote Translation che ringrazio per la collaborazione e per la copia digitale gentilmente concessa.
A farci compagnia questa volta abbiamo Hayes Montgomery, capitano dei Tampa Sentinels, e Morgan Reynolds, una vera leggenda dell’hockey.
La storia si evolve su due periodi temporali: parte dal presente per poi trasportarci sei anni più avanti.
Ma cosa succede quando ti ritrovi a giocare nella stessa squadra, fianco a fianco, con il tuo idolo… e con quella che, almeno fino a quel momento, era soltanto una fantasia impossibile?
Lo sta per scoprire il giovane Hayes, convocato nel Team USA per giocare il Torneo delle Quattro Nazioni.
Hayes Montgomery è la giovane rivelazione dell’hockey. Su di lui si parla tantissimo: non si fa altro che elogiare ogni sua prestazione e, soprattutto, paragonarlo alla Leggenda.
Hayes, però, è un ragazzo molto riservato, completamente dedito alla realizzazione del suo sogno: scrivere il proprio nome negli annali dell’hockey internazionale. Non si lascia condizionare né travolgere dal circo mediatico che si sta costruendo intorno alla sua figura, nonostante sia considerato una delle più grandi promesse di questo sport.
Ma qualcosa nella sua routine sta per cambiare.
Dieci giorni. Un torneo che vedrà sfidarsi quattro nazioni e che porterà Hayes a mettere in discussione tutto ciò che credeva possibile fino a quel momento, perché si troverà a giocare nella stessa squadra del suo grande idolo: Morgan Reynolds.
Per Hayes è un sogno che diventa realtà. Per tantissimi anni ha avuto il poster di Morgan attaccato sopra il letto e ora ha finalmente la possibilità di giocare insieme a lui. Un’occasione che lo entusiasma, ma che allo stesso tempo lo intimorisce.
Morgan è una persona schiva, a tratti arrogante, che ha dedicato praticamente tutta la sua vita all’hockey, mettendo in secondo piano persino il suo ruolo di padre e la sua vita personale.
È diventato una leggenda.
Tutti lo temono, tutti lo venerano.
Ma, come ogni cosa, anche una carriera straordinaria ha un inizio e una fine. E l’avvicinarsi della conclusione della sua carriera lo scombussola non poco. A questo si aggiunge il continuo paragone con la giovane promessa Hayes Montgomery, qualcosa che Morgan non riesce proprio a sopportare.
Dieci giorni durante i quali i due si troveranno a giocare fianco a fianco.
Dieci giorni che cambieranno molte cose.
Perché, oltre alla grandissima intesa che dimostrano sul campo, Hayes e Morgan scopriranno di avere qualcosa in comune che va ben oltre l’hockey. Una consapevolezza che metterà soprattutto Morgan davanti a emozioni e interrogativi che non aveva mai preso davvero in considerazione.
Nel tempo, le loro vite sono cambiate. Tutto si è evoluto.
Ma cosa sarà realmente successo tra i nostri protagonisti?
Amiche Peccatrici, questo dovrete scoprirlo voi leggendo il libro. 😉
Io posso assicurarvi che, per me, è stata una lettura molto bella ed emozionante.
Ho scoperto una nuova autrice e spero davvero di riuscire a recuperare anche gli altri volumi della serie, perché, oltre ai nostri protagonisti, troviamo un contorno di amici e familiari che sapranno incuriosirvi e regalarvi anche qualche momento divertente.
Per me, il vero punto di forza della storia è l’evoluzione che entrambi compiono durante il racconto.
Ho apprezzato particolarmente la presa di coscienza di Morgan, il suo percorso verso la consapevolezza di dover cambiare e tutto ciò che riesce a mettere in discussione.
Lo vediamo passare dall’essere una persona schiva, intransigente e autoritaria, completamente concentrata sull’hockey, al cercare di dare un senso anche a tutto ciò che esiste al di fuori del ghiaccio.
Deve riconquistare il suo ruolo di padre, essere più presente nella vita di suo figlio e, soprattutto, capire che la sua identità non può essere legata soltanto al grande campione che è stato.
Ed è proprio questo che lo porterà davanti alla scelta più importante: continuare a essere soltanto il grande campione che tutti conoscono oppure diventare la persona che desidera essere per il resto della sua vita?
Ho apprezzato molto anche lo stile di scrittura dell’autrice. Una penna scorrevole, che non si perde in grandi giri di parole e che, proprio attraverso la sua semplicità, riesce a racchiudere e trasmettere i diversi stati d’animo dei protagonisti, coinvolgendo il lettore nel racconto.
L’unica perplessità che mi ha lasciato la storia riguarda il modo in cui viene affrontato il rapporto tra il mondo dell’hockey e l’omosessualità.
Avrei forse preferito un approfondimento maggiore, perché l’accettazione e la gestione della loro relazione all’interno di un ambiente sportivo che viene spesso percepito come particolarmente competitivo e molto legato a una certa idea di mascolinità, mi sono sembrate raccontate con una semplicità che, personalmente, ho trovato un po’ distante dalla realtà di quell’ambiente.
È naturalmente una mia percezione e non ha tolto valore alla lettura, ma è stato l’unico aspetto che mi ha lasciato qualche dubbio.
Arrivati a questo punto, amiche Peccatrici, non mi resta che sperare che le mie parole vi abbiano incuriosito e che anche voi vogliate dare una possibilità a questa autrice e ai suoi personaggi.
Io, nel frattempo, torno alla ricerca di nuove avventure da poter condividere con voi.
La vostra Mary




