King di Jenny Anastan

Buonasera peccatrici, sono Maika e sono qui per la mia prima recensione. Grazie a Lisa e Thamara per questa bellissima opportunità! Inizio con una autrice che mi sta molto a cuore, Jenny Anastan. Signore e Signori, vado a presentarvi King!

Sinossi:GpvL1UJ

Assist. Tiro. Goal. Palla al centro. La vita di Alexander King è tutta qui, perlomeno adesso. Il suo mondo è andato in frantumi da poco tempo e, nonostante il successo vive ogni giorno con un unico obiettivo: essere un bravo papà e giocare al meglio delle proprie possibilità. Non può, non deve lasciare spazio a nessun altro sentimento. Eppure il destino non sempre tiene conto dei buoni propositi. Thea, la nuova e bizzarra tata di Sophie, scatena in King uno sconvolgimento destabilizzante, tanto da incrinare del tutto le sue certezze. Ma è possibile ricominciare a sperare? Alexander è pronto a fidarsi di nuovo? E se il passato tornasse, presentando conti troppo alti? Novanta minuti di gioco a volte sono sufficienti per portare a casa una partita, ma spesso si rischia tutto ai rigori. E quelli fanno male, un male terribile se non si è preparati. 

Autore: Jenny Anastan

Titolo: King

Editore: Self publishing

Genere: Sport Romance

Data pubblicazione: 16 aprile 2018

Pagine: 308

Prezzo e-book: € 2,99 gratis su Kindle Unlimited

Recensione

Alexander King, trent’enne, bellissimo da togliere il fiato, di professithea (2)one fa il calciatore. Disilluso dall’amore, chiude il suo cuore offrendosi soltanto a delle avventure per una pura necessità fisica. Ma una “donna” c’è nella sua vita: Sophie, sua figlia. Ha 7 anni ed è  il frutto di quell’amore che ha completamente spezzato il cuore a King.

 

Non è una cosa personale ma ho delle priorità, e trovarmi una fidanzata non è affatto tra queste.

thea (1)Thea, è una ragazza dalla forte personalità. Ferita dal tradimento di Ryan, lascia la sua città e la sua famiglia per trasferirsi a New York e provare a ricominciare. Il sostegno dello “zio Max” sarà fondamentale, e non solo per Thea.

 

Sarà lo scontro/incontro con Sophie che farà incontrare per la prima volta i loro sguardi.

“Come si chiama il tuo papà?”.

“Alexander. E’ alto e bello”.

…e si incontreranno di nuovo in quell’importante colloquio di lavoro, quello che risulterà  determinante per la permanenza di Thea a New York. E’ proprio Max a procurarle quel posto da tata: già, si dovrà prendere cura proprio di quella bambina deliziosa incontrata in quella pista di pattinaggio. Inutile dire che Thea rimane subito folgorata dal fascino di King. Ignora completamente chi sia, la sua fama e soprattutto è completamente all’oscuro di quello sport tanto famoso in Europa: il calcio. Il colmo, per lei che conosce tutto sul baseball e il football americano. Lei che veste sempre come un maschiaccio…

Nonostante un inizio non idilliaco, il lavoro sembra prendere la giusta piega, soprattutto il rapporto tra Thea e Sophie. Quella loro sintonia intorno ai fornelli, sarà per Alex la conferma che qualcosa sta mutando, anche se cerca di convincersi del contrario, dicendosi che non è il suo tipo.

insieme
“Il problema è che io non sono il tuo tipo”.
“Lo sono di tutte, e questo potrebbe essere un problema. Non ho bisogno di avere in casa una che non vede l’ora di entrare nel mio letto”
“A me piacciono gli uomini di sostanza e non quelli di tante parole”

Ad un certo punto arriveranno ad un accordo che sembra andar bene ad entrambi, ma non hanno fatto ancora il conto con i loro passati e le sorprese che li attendono.

Vi lascio così, pieni di curiosità… vi dico solo, che il bello deve venire.

la mia opinione

Questo è il momento che amo di più, quello nel quale posso lasciar parlare il cuore. Penso che un libro ti è piaciuto veramente solo quando ti senti parte della storia. Quando percepisci le emozioni dei protagonisti, quando al leggere un “ti amo” ti viene la pelle d’oca e senti battere fortissimo il cuore… sì, anche in quelle scene: le più bollenti. Leggendo King, ho fatto un viaggio bellissimo tra New York, Salem e infine Manchester, ho riso tra i fornelli di casa King, mi sono arrabbiata alla vista del viso di Carolina… posso dire di aver gioito vedendo il volto di una bambina felice….di aver provato sulla pelle la paura.  Perché anche in questo romanzo, Jenny Anastan non si è limitata alla semplice narrazione di una storia bellissima, lo ha fatto ancora con un fine…lo scopo di farci riflettere, affrontando temi importanti. Il valore della famiglia e del rapporto genitori/figli. Quanto si è disposti a sacrificare pur di non far soffrire un figlio? oppure, quant’è meglio cercare un dialogo con i propri genitori invece di scappare? le risposte vi assicuro che le troverete. Soprattutto vi stupirete quando il romanzo prenderà una piega del tutto inaspettata: la paura, l’attesa, la tensione, vi terranno incollati alle pagine affrontando un altro tema importante e delicato, un argomento del quale tutt’oggi si parla troppo poco… e Wow, qui entra un personaggio che io ho amato molto, ma questa è un’altra storia!!! (Vi consiglio a questo punto di leggere anche gli altri romanzi della Anastan!). Non vi dirò altro per non rovinarvi la sorpresa. Vi do soltanto un’ultima chicca: come nelle partite importanti e… sofferte, il romanzo è diviso in “sezioni”. Sinceramente la cosa mi è piaciuta molto, come la sua scrittura fluida, brillante, descrittiva senza mai essere logorroica. Abbiamo quindi un Primo tempo, un Secondo tempo, i Tempi supplementari e i Calci di rigore. Forse perché io come l’autrice, amo molto il calcio… e questa suddivisione scandisce appunto i tempi per il lettore… l’evolversi della storia e la “soluzione finale”. Il lieto fine??? Ah, questo non ve lo dico… vi dico solo che dovrete soffrire e correre parecchio in mezzo al campo, tra ammonizioni, espulsioni, calci d’angolo…ma soprattutto dovrete farvi una grossa sudata a causa dei colpi di scena!!! Ma ne varrà la pena, sono convinta che non ne rimarrete delusi.
Spero vi sia stata di aiuto, un saluto e a presto,
Maika.

 

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