Oltre le nuvole: Soldiers series vol. 1 di Stefania Mortini

Buon pomeriggio mie peccatrici, da Maika. Eccomi qui con una storia intensa… piena di amore e di buoni sentimenti… intrecciata a un fitto mistero. Seguitemi… vi farò volare… Oltre le nuvole.

oltre le nuvole

Sinossi:

Massimo è un pilota dell’ Aeronautica Militare che, a causa di un “incidente” in Afghanistan, è diventato paraplegico. Pur non volendo vivere, si ritrova a farlo per amore del suo adorato nipote Andrea. La vita di Massimo si interseca con quella di Sabrina, la mamma del miglior amico di Andrea e, grazie a lei, impara ad assaporare i vari gusti della propria nuova esistenza.

Autore: Stefania Mortini
Editore: LUPIEDITORE
Data pubblicazione: 13 giugno 2018
Pagine: 278
Prezzo e-book: Euro 2,99 gratis su Kindle unlimited. 

Recensione

Massimo D’Ambrogi. Di lui ne hanno parlato tanto i giornali e la tv… tante cose dette, tante insabbiate. Al risveglio dal coma però una sola verità per quel fascinoso Capitano dell’Aeronautica: quell’incidente lo avrebbe privato per sempre dell’uso delle gambe. Non sarebbe stato più un uomo, lo sarebbe stato solo per metà… se non fosse stato per Andrea, la morte sarebbe stata la soluzione più giusta. Sì, perché quel mocciosetto di cinque anni è l’unica missione che gli è rimasta. Figlio di una sorella la cui massima aspirazione di vita è laccarsi le unghie, e che per uno scherzo del destino si è ritrovata con un giocattolo con il quale non ha mai voluto giocare. Nati da una famiglia cattolica, quella mamma bigotta non avrebbe mai permesso a Marika di abbandonare quel cucciolo d’uomo… Proprio per merito di questo legame indissolubile e dell’indifferenza dell’intera famiglia, che Massimo incontra Sabrina e con lei vede… la luce!

Tra battibecchi che celano un’attrazione inspiegabile tra quei due adulti, Gioele, figlio di Sabrina, e Andrea si frequentano sempre più… e contro ogni previsione, quel sentimento mai conosciuto al bel capitano, si insinua di soppiatto nel suo cuore…

“L’unica cosa che vedo è un cafone che si nasconde dietro il suo handicap! Diversamente abile per te equivale a dire che non ti funziona in primis la testa, imbecille!”

Le frequentazioni continuano e si intrecciano ad un fitto mistero, facendo riemergere quei dubbi mai quietati nella testa di Massimo. Emergono strani personaggi dei quali non riesce a comprenderne la connessione. La figura del Dott. Belfiore sarà fondamentale tanto quanto quella di Sabrina, sempre più presente fino a quando tutto precipiterà…

“Ora, oltre al problema di aggiustare la vita, ce n’era uno ancora più enorme e devastante: sistemarla senza Sabrina”

Riuscirà la lontananza a sanare le incomprensioni, a incollare i cocci rotti di due anime a pezzi?… a far morire un’amore troppo grande che è andato oltre alla mera difficoltà rappresentata da quattro ferri incrociati che sostituiscono da un po’ l’uso di un paio di gambe?

“Non lasciarmi andare!”

Chissà se questo accorato appello, verrà ascoltato…

la mia opinione

Una lettura… per caso. Nata da un’incontro,  galeotto è stato il Rare. Qui ho incontrato l’autrice Stefania Mortini. Una che come me crede nelle sensazioni a pelle e si fida molto dell’istinto… parlando, lei non sa, ma risponde ad una delle domande che più di frequente faccio alle autrici: “mi sono documentata molto per la stesura del mio ultimo libro. Sai ho parlato con uomo che mi ha raccontato molto di lui e dei suoi problemi… non ho lasciato nulla al caso”. La mia lampadina si accende quanto la mia curiosità. Ed eccomi qui dopo una settimana a parlarvi di lei, di quel lavoro che tanto mi ha incuriosita.

Ad un certo punto un tonfo al cuore ed ecco che ritrovo un pezzo della mia vita:

“E comunque io dal mio handicap non posso guarire, ma tu dalla tua bastardaggine potresti”

Questa frase mi ha ricordato la battuta esilarante del mio carissimo amico Enrico, quando una sera avvicina una ragazza in discoteca, un po’ brillo e lei: “ma non ti vergogni, sei ubriaco!” lui “A me domani si passa (la sbornia), tu resti sempre brutta”. Uno strano scherzo del destino a distanza di pochi anni ha portato il mio amico su una sedia a rotelle.

Con questo lavoro magistrale, Stefania non ci ha raccontato una storia come tante… non si è limitata a snocciolare una bellissima trama fitta anche di mistero e macchinazioni. Ci ha spiegato dei tormenti interiori di una persona che ha una vita normale, che svolge un lavoro particolare e che ama… e l’attimo dopo è senza certezze, nel buio più totale… che non ha il tempo di capire perché qualcuno più grande di noi ha deciso di farlo vivere così, ma deve cercare di sopravvivere ad una vita che non ha scelto adattando tutto quello che lo circonda alla sua nuova condizione. Anche il rapporto con le donne, quelle che lui usava senza amare… ora quel fardello di carne che ha fra le gambe, a cosa servirà??? Noi non pensiamo alle difficoltà che una persona come Massimo, come Enrico da un giorno all’altro hanno dovuto incontrare… e non sappiamo neanche quante Sabrina ci siano disposte a guardare al di là di quell’involucro “modificato” e di quel pezzo di ferro che si porteranno appresso per la vita.

Il tutto è raccontato da una persona esterna, a scuola ci insegnerebbero come un narratore onniscente, già, quello che sa tutto e che per mezzo della penna di Sabrina, usa un linguaggio ricercato, scorrevole e mai saccente… solo molto esplicativo e preciso. Una lettura meravigliosa, piena di buoni sentimenti… perché l’amore supera tutto e fa veramente miracoli, sanando anche certe piccole imperfezioni familiari.

Non so che altro dire, oltre un grazie sentito. Non nego che aspetto con ansia la prossima storia della serie Soldiers.

Non scappate, che presto la vostra Maika tornerà a raccontarvi un’altra storia.

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