Recensione – Althea di Stefania Mortini

Buongiorno mie peccatrici, sono Maika e come vi ho promesso qualche giorno fa, stasera vi parlerò di loro: Alberto e Irene. La penna di Stefania Mortini, mi ha di nuovo trafitto il cuore… e fatto sognare. Venite con me!

altheaSinossi:

Irene, bellissima ma ignara di esserlo, è una ragazza di provincia desiderosa di dimenticare ardentemente il dolore per la perdita del padre. Il suo trasferimento a Milano muta in un intenso viaggio emozionale alla ricerca di se stessa perché la vita, così come la conosceva, le ha voltato le spalle per lasciar posto all’incertezza data da un vuoto incolmabile. La permanenza nella metropoli favorisce l’incontro con il conturbante Alberto e la sofferenza tramuta nel desiderio di comprendere il misterioso vissuto di quell’affascinante maschio alfa, diventando lentamente più forte del dolore che la incatena ancora alla morte. Con l’ausilio di un diario trovato per caso e degli episodi apparentemente fortuiti, da un lato si ritrova a curare il peso che attanaglia il suo cuore e dall’altro inizia a sperare in un sentimento in grado di eclissare il passato. Ma chi è veramente Alberto? Ci sarà mai un futuro per loro? Milano è la città della perdizione, dove tutto non è mai ciò che sembra e la notte trasforma apparentemente le persone, ammaliate dal gusto della trasgressione nascosta. Irene è alla ricerca di se stessa, ma rischia irrimediabilmente di spezzarsi per sempre.

Autore: Stefania Mortini
Titolo: Althea
Genere: Romance
Data pubblicazione: 20 aprile 2017
Pagine: 511

Per motivi editoriali, momentaneamente per il cartaceo vi consiglio di  contattare l’autrice 😉

Recensione

Un uomo e una donna. Un decennio li dividono e due città diverse finora li hanno tenuti distanti. Lui vive nella caotica Milano, lei nella tranquillità delle campagne piacentine. Per lui, tutta la sua famiglia è Serena, sua sorella. Lei  vive circondata dall’affetto di una bella famiglia, la classica del mulino bianco. Ma una cosa hanno in comune: il dolore. Una sofferenza diversa dovuta a due perdite differenti…

ireneIrene la sua pelle olivastra la deve a quel mix di geni, per metà brasiliana e per un altro cinquanta percento italiana. E’ per la perdita dell’uomo più importante della sua vita, che il paese di Grazzano Visconti le incomincia ad andare stretto: dietro ogni angolo, ogni via… qualsiasi luogo o cosa le ricorda il suo papà. Chissà se trasferirsi a Milano, l’aiuterà a “non pensare”…

…o forse in quella città i pensieri diventeranno altri. Ops, un’altro: Alberto.

“Quello sconosciuto mi fece uno strano effetto, fui incuriosita dalla sua presenza, e seppur mi sforzassi, non riuscii a staccare gli occhi dai suoi lineamenti. (…) Le nostre pupille si incatenarono, mi sentii improvvisamente liquida e quello che provai fu indescrivibile: quegli occhi grigi agganciarono i miei in una lenta danza che cominciò a far palpitare il mio cuore”

Quel destino beffardo, in quel giorno, li faranno incontrare in ben due occasioni. Ogni volta la stessa sensazione per Irene, una maledetta e immediata attrazione. Sarà quella tristezza che legge nei suoi occhi e quel fare ancora più misterioso, a renderlo così interessante ai suoi occhi?

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“Mi girai e rimasi a bocca aperta. Davanti a me c’era l’uomo del lampadario in tutta la sua magnificenza”

Milano non le offrirà solo l’occasione dell’amore… Un lavoro entusiasmante, due nuove amiche con le quali dividerà l’appartamento, colleghi più o meno fantastici… ma anche brutte sorprese. Dovrà mantenersi, sostenersi, difendersi… Sono queste occasioni che le apriranno gli occhi, che le insegnerà a lasciarsi andare, a fidarsi di chi le è accanto. E poi c’è lei, Teresa. Sarà illuminante nel suo percorso, una presenza costante che l’aiuterà a fare chiarezza nei vari misteri… anche quello del suo cuore!

E Alberto… lui è un uomo tutto da scoprire. Il suo cuore è avvolto dalla tristezza, dal rimpianto e dal rimorso. Lui è certo che l’amore non esiste, tanto meno per uno che non lo merita: egli merita solo di soffrire.

“sono un guscio vuoto e la mia condizione non può essere cambiata”

la luce dell'amore

“Si può morire per amore? No. Ma io potevo vivere senza il mio amore? …”

Riuscirà Irene a dar luce a quel cuore che regna nell’oscurità da troppo tempo, forse da sempre?… sarà lei la panacea per quell’uomo che a lei il cuore l’ha strappato al primo sguardo?…

la mia opinione

Dopo Oltre le nuvole, torno a parlarvi di Stefania Mortini e del suo primo romanzo, Althea. Non nascondo, come vi dissi l’altra volta, che ho un’adorazione per questa autrice. Al di là del fatto che è una donna straordinaria… la sua passione, la gioia, il suo carattere forte, la sensibilità… l’attaccamento alla famiglia, sono tutte caratteristiche che ritrovo nei suoi scritti. Un giorno, in risposta ad una mia domanda in un’intervista, mi disse che l’ispirazione per Althea le venne dalla perdita della nonna, figura per lei molto importante. Ed in questo romanzo, dove vengono esaltate le figure delle donne di casa Rubino, quelle con gli attributi, che unite riescono a spaccare il mondo ed affrontare qualsiasi tipo di problema… mi ha fatto anche sorridere quella nonna che voleva preservare intatto il cuore dell’amata nipote mettendola in guardia, dicendo:

“Attenta ai lupi travestiti da agnelli…”

… E volete sapere quale sarebbe la reazione di Alberto a questa affermazione?

“Beh signore, il lupo sarà sempre cattivo se ascoltiamo solo la versione di Cappuccetto Rosso”

Di Alberto sentiremo la voce solo per mezzo dei dialoghi. La Mortini si fida e “affida” la penna ad Irene, che in prima persona e quindi dal suo punto di vista, la storia verrà snocciolata capitolo dopo capitolo. La curiosità, durante la lettura, era tanta come la speranza di voltare pagina  sperando di vedere scritto sul frontespizio “Alberto”…. dicendo tra me e me: “Chissà cosa sta pensando lui in questo momento?!”. Andando avanti però, ho capito l’importanza della scelta dell’autrice dando l’esclusiva alla protagonista femminile… rendendo così, pagina dopo pagina il mistero sempre più fitto… e più dolce la scoperta! Mi state chiedendo quale mistero? Beh, c’è tanto da sapere… su un passato oscuro, della presenza di alcuni personaggi come Laura e Ivano, su come ci si accorge di essere innamorati… come si trova la forza di chiudere con il passato e il significato di due paroline fondamentali: rispetto e fiducia.

Ho terminato la lettura nel tardo pomeriggio di ieri, nel quale per un po’ sono riuscita ad isolarmi, nella breve pausa dal lavoro. Ho scorso all’incirca 60 pagine provando tutte insieme una serie di emozioni contrastanti. Un mazzo di rose rosse ha aperto i rubinetti e non c’è stato idraulico capace di chiuderli. Solo il giusto epilogo ha fermato le lacrime e quietato i miei battiti cardiaci, ma solo dopo un po’.  Penso che se avessi letto il Pov di Alberto, avrei risparmiato in fazzoletti 🙂 , ma avrei dovuto rinunciare a delle emozioni che solo un’autrice così brava sa darti! Lei che scrive divinamente, che a tratti ti fa anche divertire… ma soprattutto riesce a farti amare e fa sì che i protagonisti si amino con quella delicatezza che in poche sanno esprimere! Anche per questo è una lettura che consiglio vivamente a tutti!

Svolazzo via anche per oggi, lasciando il massimo delle piume… Tornerò prestissimo, con un’altra storia che farà palpitare i vostri cuori! Un abbraccio dalla vostra Maika.

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P.S. Tra me e te Stefania c’è una sorta di affinità… e molte coincidenze! In entrambi i romanzi ho trovato degli elementi che sembravano essermi cuciti addosso. Mi hai parlato di tua nonna, del tuo legame speciale. Anche per me la perdita della mia è stata improvvisa e devastante… a tal punto che ho voluto, per il mio primo tatuaggio, imprimermi il suo nome sulla pelle! Quando mi manca, abbasso lo sguardo ed è come se la sentissi ancora più con me! Ma niente e nessuno mi ridarà il suo abbraccio… Grazie ancora di tutto, anche per questo! ❤

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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