Recensione di ” Vittorio” di Chiara Cipolla

Salve a tutti oggi vi lascio un’altra recensione della nostra Cristina Rotoloni, che questa volta ci parla dell’ultima opera di Chiara Cipolla.

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TITOLO: Vittorio ( spin off della  duologia L’anello di Beatrice)
AUTRICE: Chiara Cipolla
EDIZIONE: Self

SINOSSI:
Cosa può fare un uomo quando perde tutto se non lasciarsi andare e toccare il fondo? Eppure una volta a terra ci si può solo rialzare, ed è quello che tenta di fare Vittorio, aggrappandosi al lavoro, agli amici e a una giovane avvocatessa dal carattere scontroso che entra nella sua vita come un uragano. Fra loro niente è voluto o cercato, semplicemente accade. Lui è caparbio e impulsivo, un uomo che ha avuto tante donne ma ne ha amata una sola per poi perderla, mentre lei è una donna complicata, enigmatica e sfuggente che non si lascia domare e non permette a nessuno di entrare nella sua vita. Eppure basta uno scontro, un incontro e il destino fa scattare il meccanismo dell’amore. Le ferite del passato però faticano a rimarginarsi e per Vittorio non è facile dimenticare Emma e i vent’anni trascorsi accanto a lei. Meglio arrendersi ai rimpianti o seguire a capofitto l’istinto, qualsiasi cosa riservi? Romanzo autoconclusivo, spin off della duologia “L’anello di Beatrice”

recensione

“Vittorio” non era di certo lo spin off che mi sarei aspettata della duologia “L’anello di Beatrice”. Ero più interessata a scoprire la vita del suo amico Gianluca. Il mio rapporto con l’ingegnere non è stato di certo tra i più brillanti. La mia mente di lettrici lo immaginava come un cinquantenne impomatato e borioso incapace di mettere radici, un pensiero che non mi ha abbandonata neanche quando ha dedicato anni della sua vita a Emma e alla piccola Bea. Insomma, lo dico chiaramente, non parteggiavo per lui. Avere ora tra le mani un romanzo totalmente dedicato a questo personaggio mi ha messo seriamente in crisi. Da una parte desideravo leggerlo, perché si sa, non è un segreto, io amo lo stile di Chiara Cipolla, ma dall’altra temevo di trovarmi faccia a faccia con quest’uomo spocchioso che, perso dietro le sue donne appariscenti, mi avrebbe fatto arrabbiare. Ma Vittorio è tutt’altro. Leggendo lo spin off realizzo che è un quarantenne bello e di successo che dietro una maschera di spavalderia nasconde un uomo fragile, con i suoi mille dubbi, ma soprattutto con la paura di essere ferito. Vittorio emerge come un uomo legato a dei principi profondi: alla famiglia, agli amici e alla ricerca della felicità. E’ innamorato dell’idea dell’amore e spesso mostra, tramite la sua sofferenza, un animo fragile, a tratti femminile. Devo dire che con uno stile leggermente diverso da quello al quale Chiara mi ha abituata, forse dovuto al tempo intercorso tra i vari romanzi, tanto da sembrare in alcuni punti un’altra mano, mi sono ritrovata a partecipare alle vicissitudini dell’uomo che tanto avevo disdegnato. Passando da stati di tenerezza a momenti di “fastidio”, perché Vittorio resta sempre Vittorio e ne fa di cappellate, mi sono ritrovata ad apprezzarlo, al punto da faticare nel fondere insieme la prima idea che mi ero fatta di lui con quello che appare adesso in questo romanzo. I vari personaggi che compaiono all’interno della storia, ognuno con un proprio trascorso più o meno difficile, ci mostrano che nella vita non conviene alzare muri e arginare le proprie emozioni. I sentimenti, se non sono liberi di esplodere fuori da noi, implodono divorandoci da dentro. Vittorio dovrà fare i conti con questa realtà raccontando, pagina dopo pagina, come il senso di colpa, di impotenza, di perdita possa dilaniare anche l’animo apparentemente più indifferente. Di certo i suoi continui errori lo porteranno nuovamente davanti a un bivio dove rischierà di perdere tutto, mentre quello che non può controllare lavorerà per strappargli di mano quel poco che ha conquistato. Nella vita spesso la fine di una cosa apre il ciclo di un’altra, ma non vi svelerò se Vittorio è capace di notare questa importante e sottile sfumatura, di certo anche in questo racconto viene voglia di sbatterlo al muro e di essere il Gianluca della situazione per dirgliene quattro. L’ingegnere non si smentisce, ma si addolcisce, si trasforma e muta come una farfalla che esce dal suo bozzolo. Il nuovo Vittorio ci farà ancora fremere per le sue scelte, per quanto assurde ci possano sembrare. Mi è piaciuto? Assolutamente sì. Certo non riesce a scavalcare il primo posto che do alla duologia “L’anello di Beatrice”, per me l’opera più riuscita di Chiara, ma sicuramente lo considero una degna chiusura di questa bella e struggente storia d’amore. Do 4 piume e mezzo a questo romanzo che ha confermato la mia passione per l’autrice Chiara Cipolla.

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