Recensione – Il canto degli abissi di Valentina Piazza

512nd6tbClL.jpgSinossi

Dicembre, 1900. James Ducat è il sovrintendente al faro dell’isola di
Eilean Mor; lo accompagnano due fidati marinai, il vecchio Thomas
Marshal e il giovane Donald McArthur. Tutti loro sono a conoscenza dei
misteri del luogo, ma non se ne lasciano sopraffare se non quando è
proprio James a sentirne il richiamo. Il canto che lo ammalia ha la voce
di donna, è soave, è potente. Sfidando i compagni e le leggi stesse
della natura, James Ducat cede a quella voce, mettendo tutti in
pericolo…
Giorni nostri. Gli inspiegabili fatti accaduti al faro, non hanno
trovato ancora risposta e la sede della Northern Lighthouse Board, ha
insabbiato ogni cosa da decenni ormai. Quando, Morgan Ducat, decide di
far chiarezza sulla misteriosa scomparsa del suo avo, si ritrova a
combattere con la diffidenza della Società che gestisce la funzionalità
dei fari. Soprattutto quello di Eilean Mor.
Tuttavia, le carte di cui è in possesso, possono aiutarla a fare
chiarezza sulle tante voci che si rincorrono riguardo alla misteriosa
scomparsa dei guardiani del faro.
Scortata sull’isola da Jacob Hollsen, il dirigente della Northern,
inizia le proprie ricerche per scoprire la verità e, a mano a mano che
esplora l’isola, la cappella diroccata e il faro stesso in cui risiede,
riporta a galla suppellettili che il mare sembra volerle mostrare.
Finché non sente anche lei il canto degli abissi…

TITOLO: Il canto degli Abissi
AUTRICE: Valentina Piazza
GENERE: Romance – Fantasy
EDITORE: Literary Romance
PAGINE: 173
DATA DI USCITA: 5 novebre 2018
PREZZO E-BOOK: euro 2.48

recensioneSaranno le magiche atmosfere della Scozia a rendere tutto più misterioso e affascinante. Eppure Morgan Ducat è figlia di questa terra, cosa vorrà cercare… Forse perché “reduce” dei racconti fanciulleschi di suo nonno, che è ancora più assetata di sapere, di conoscere le sue origini… Quello che si suol dire “albero genealogico”. Ma non bisogna andar lontano, basterebbe prendere il largo, direzione Isole di Flannan e affacciarsi da quel faro, da sempre avvolto nel mistero… Quello che probabilmente ha spezzato un ramo di quell’albero…

Sì, Morgan prenderà quella rotta, con un bagaglio esiguo di cose materiali, ma pieno di ricerche. Ma soprattutto con il cuore gonfio di emozioni e di speranze.

“Tra gli incartamenti ufficiali sono stati inseriti anche alcuni passi presi dai diari personali di tutte quelle persone (…) entrate in contatto con il faro di Eilean Mor; (…) affino lo sguardo mentre gli ingranaggi del mio cervello prendono vita e si mettono in moto, formando le prime congetture.”

L’istinto, il cuore… Ha bisogno  di una sorta di ragione, quella che potrebbe ottenere da chi vede la situazione in maniera distaccata, con lucidità e competenza. Jacob Hollsen, a capo della Northern, sembra possederne tutte le caratteristiche… E il titolo per mettersi a capo di quella sorta di “spedizione”.

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Diffidenza e ostilità reciproca, lasceranno spazio ad una crescente stima man mano che alcuni indizi verranno a galla… Spazzando via quella coltre oscura di mistero, lasciando il posto all’incredulità. I pensieri più reconditi di Morgan, troveranno un fondamento, sollevando in Jacob, dubbi, sensi di colpa. Quel senso di inferiorità per troppo tempo celato dietro un abito elegante e raffinato, che negli anni gli ha conferito quell’aria così maschia e impenetrabile.

Siete pronti a scommettere, che tra una tormenta e l’altra, mareggiate e rischiarite, un sentimento nuovo non torni ad affacciarsi sulle loro vite? Volto a sopperire ad anni di solitudine? Io vi consiglierei di fare un biglietto destinazione Edimburgo,  munendovi della giusta dose di coraggio e soprattutto di curiosità… Per svelare tutti questi misteri, alcuni dei quali durano da ben un centinaio di anni!

A me, sembra già di sentire quel canto…

la-mia-opinioneSarà che la curiosità è femmina… Ora, appena terminata questa meravigliosa lettura, mi chiedo cosa avrei fatto al posto di Morgan. “Le stesse identiche cose”, mi rispondo. Eppure lei fa un lavoro così diverso, cosa c’entra in fondo con tutta questa storia?

“Io, pur essendo psicologa a mia volta, sono specializzata in criminologia, la parte giuridica della psicologia”

C’entra eccome! Morgan, oltre l’istinto che vi accorgerete non la tradirà, attraverso i suoi studi, il suo lavoro e quindi la sua esperienza, capirà ciò che di profondo c’è in quel mistero centenario. Lì sono nascoste sofferenze di un ragazzo solo, che non ha potuto godere di un’adolescenza e una giovinezza spensierate, che si è sentito troppo presto privato di una madre. Elementi che hanno indotto James Ducat a fidarsi. Ma poi chi lo dice che la sua non sia stata una scelta dettata dal cuore? E quel giovane, oltre al cognome, cosa avrà in comune con la protagonista? Cosa  spingerà Morgan ad indagare in quella maniera così pericolosa ed estenuante?

Lo so che non vi ho raccontato molto, questo è il “modus operandi”, pensando ancora una volta a cosa vorrei io: svelarmi la storia mano a mano, con gli occhi  e contemporaneamente con il cuore. In quella lotta contro il tempo che purtroppo stavolta non mi ha permesso di arrivare presto all’epilogo (per impegni personali), ho sofferto immaginando quale piega avrebbe preso il racconto. Ma mi sono ancorata a Morgan, l’ho affiancata silenziosamente, l’ho ascoltata leggere citazioni e testimonianze, con la leggiadria e l’eleganza del tempo che fu… Sentendo quasi di dover fare quel salto temporale, lungo più di cento anni. L’ho osservata quasi perdere il senno tra quelle carte, che invece di far chiarezza, la confondevano presentandole sempre più prepotentemente un altro scenario, quello più temuto e insperato… E poi l’incontro con Jacob Hollsen.

Una storia “secolare” e singolare, che viene snocciolata in prima persona da Morgan, che assume nella prima parte, quasi il ruolo di narratore esterno. Non vi confondete, non c’è un primo o un secondo tempo, è la mia mente che ha registrato questa differenza, dettata anche dal cambio dello stile linguistico, che tornando ad oggi diventa meno formale, ancora più scorrevole senza mai perdere quella sorta di musicalità.

Valentina Piazza è stata una bella scoperta, fino alla fine. Quando ho appreso che la storia girava intorno ad un fatto vero, le mie mani impertinenti hanno digitato in rete “Faro di Eilean Mor” e mi sono sorpresa di quanto la mia fantasia si avvicinasse alla mera realtà. Merito dell’autrice e del suo potere descrittivo, che “sfruttando” un evento tragico come la scomparsa misteriosa dei tre uomini di mare, ha fatto un vero capolavoro, incastrando alla perfezione realtà e creatività… Donandoci un romanzo pieno di suspense, avventura e d’infinito amore. Già… Quelle sfumature delicatissime di rosa, vi daranno il colpo finale, quello nel quale ci lascerete il cuore.

“Vivi e lascia vivere” e “E’ meglio una cruda realtà o una bugia a fin di bene”? Queste due incognite ho nella mia testa… Io vi dico che avrei fatto tutto ciò che i due protagonisti hanno dovuto affrontare. Ogni scelta è stata necessaria per affrontare i demoni del passato e vivere un futuro diverso, di certo migliore! Non è solo fantasia, c’è molta più profondità in questo romanzo e non vi parlo solo del mistero di quegli abissi!!!

Il mio intento era quello di ammaliarvi… E se le mie parole non vi bastano, allora proverò a convincervi con le mie cinque piume.

La vostra Maika vi aspetta alla prossima lettura!!!

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